martedì 30 dicembre 2008

Kizu darake no tenshi - The Goofball

Pesco a piene mani dalle recensioni dei film scritte da me in occasione dell'Asian Film Festival che si tiene a Roma da svariati anni raccolte poi in vari cataloghi. Sono film di difficile reperibilità, a volte spariti troppo presto, la maggior parte mai arrivati sui lidi italiani, ma che vale la pensa recuperare.



Junji Sakamoto ha esordito appena trentenne con un film ambientato nel mondo della Boxe, Sfida sul ring, anno 1989 - anno che vede anche l’esordio alla regia di Takeshi Kitano - colpendo per lo stile decisamente originale e per lo spirito di ribellione giovanile e simpatia che ne emergeva. Al pari di Kitano, Sakamoto, negli otto film diretti in dieci anni di attività, ha sempre toccato argomenti forti - d’altra parte era sua intenzione diventare un regista di “film d’azione” - yakuza, fughe impossibili, amicizie ed amori contrastanti, omicidi - dimostrando un’abilità straordinaria nel raccontare personaggi forti a tutto tondo, perderti votati all’autodistruzione, uomini che vivono ai limiti, atteggiamento che non si è perso neanche quando, per la prima volta, il protagonista di un suo film era una donna, goffa e bruttina, alle prese con le prime esperienze di vita in fuga da un omicidio ma, soprattutto, da una vita piatta e senza sorprese. Tutto controllato da una regia sempre calibrata, folle nei momenti giusti, impassibile negli attimi di requie e capacissima di valorizzare i visi impassibili degli attori così come gli ambienti, musiche sincopate e struggenti, attimi di pace e di smaccato umorismo così come le scene di violenza.

Kizu darake no tenshi segue la stessa traccia, presentando un singolare detective talmente scalcinato da far immediatamente simpatia, già portato sullo schermo, sempre con Sakamoto alla regia e sempre con la faccia impassibile ed ironica di Maki, in Kizu darake no tenshi del 1997. Questo singolare detective privato vive in una specie di casa che definire caotica è poco, in compagnia di un cane, ed è perennemente in bolletta e in contrasto con un suo ex collega. In più in ogni situazione prende mazzate su mazzate. Figuriamoci quando si incaponisce, più per motivi di soldi che per altro, di aiutare una cleptomane triste a trovare il figlio scomparso. Già da questo breve ritratto emergono le caratteristiche dei personaggi di tanti film di Sakamoto, ma con una novità: il detective Hisashi Ishii è una maschera ironica ed irresistibile, un clown stralunato e malinconico, molto diverso dai personaggi di perdenti cui Sakamoto ci ha abituato.
Assolutamente irresistibile l’interprete del detective Hisashi, l’attore Kuroudo Maki, già interprete di un altro film di Sakamoto, My House, ed interprete d’eccezione di A Scene at the sea e Brother di Takeshi Kitano.

Casinò – Una storia d’amore e di vendetta


Di Nicholas Pileggi

Nicholas Pileggi, ex cronista di nera, collaboratore del New York Magazine, con Casinò ci immerge in una Las Vegas a metà degli anni settanta, dove il suo protagonista e narratore, Frank “Lefty” Rosenthal, con intelligenza e astuzia si fa largo fino a diventare un nome nel mondo delle scommesse clandestine e del gioco d’azzardo. Intorno a lui girano tutta una serie di personaggi, criminali, gioco-dipendenti, borseggiatrici, sfruttatori, psicopatici, drogati, che contribuiscono a dare l’idea di un mondo corrotto e senza speranza, un mondo che mangia e sputa tutti i sogni in nome di un’unica verità: il denaro.

Pileggi, da buon giornalista, nei suoi libri seziona e analizza vicende e personaggi come un chirurgo. I suoi libri sono fatti di interviste e documenti ufficiali. Lo scrittore interviene pochissimo, lascia parlare e (stra)parlare i suoi personaggi; ad una prima lettura può apparire uno stile gelido, più adatto ad un reportage di nera che ad un romanzo, ma se si riesce a superare questo primo ostacolo si verrà catturati da una storia (vera) senza respiro, appassionante, che cattura e lascia il desiderio di saperne di più. Pileggi è infatti uno scrittore generoso, ripaga ampiamente con una narrazione serrata e dei personaggi carismatici. E non si riuscirà più a pensare a Las Vegas, adesso diventata una specie di Disneyland per turisti e famigliole felici, senza associarla ai cadaveri seppelliti nel deserto intorno la città.

Attualmente il libro è fuori catalogo. Cercatelo nei vari mercatini dell'usato, o nei vari siti di aste, si trova abbastanza facilmente e vale la pena sbattersi un po' per averlo.

Da questo libro Martin Scorsese ha tratto il suo capolavoro (uno dei tanti) Casinò, sceneggiato dallo stesso Pileggi. Da comprare il doppio dvd anche solo per vedere l’intervista a Nicholas Pileggi che racconta la genesi del romanzo.

... e la dichiarazione d'intenti?



Poi arriveranno le macchine veloci, le battute taglienti e le ragazze in topless con i fucili a pompa...

lunedì 29 dicembre 2008

Piccola dichiarazione d'intenti

Sono un giornalista seriale. Ogni giorno macino lettere e parole, assorbo storie belle e brutte e mi metto al pc cercando di essere il più obiettivo possibile, il più scarno, essenziale, brutale, sanguinoso e lacrimevole tanto quanto la storia necessita.
Era un bel lavoro, quando ho iniziato. Lo è ancora, a tratti. Dipende dal tipo di musica che ascolto al momento.
Sembra che il lavoro del giornalista stia sparendo, tutto delegato a uffici stampa spesso improvvisati. Ogni comune, associazione, rione, comitato festeggiamenti ne ha uno. Anche l'alimentari sotto casa mia voleva mettere un ufficio stampa per declamare la bontà del suo gorgonzola piccante. E mi arrivano comunicati stampa da ristoranti con prezzi e specialità del giorno. Non ci sono più i giornalisti, adesso ci sono i "macina-riassunti". Si prendono i comunicati stampa, si rielaborano e si schiaffano sulla pagina vuota. Alla fine quello che conta è riempire la pagina bianca. Non è un'accusa, è un fatto. E io mi ci metto in mezzo. Troppo poco tempo, troppa poca professionalità, troppa voglia di fare altro. Perchè alla fine, fare il giornalista paga? Dipende... (continua)