venerdì 27 febbraio 2009

No Line On The Horizon (ognuno ha quel che si merita)

E' uscito il 27 Febbraio il nuovo album degli U2 , No Line On The Horizon, prodotto da Brian Eno e Steve Lillywhite. L’album degli U2 è stato registrato in vari posti tra cui Fez, in Marocco, New York e Londra.
Per pubblicizzare l'uscita, Bono e compagni sono saliti sul tetto del palazzo della BBC a Regent Street e hanno cantato quattro canzoni, due brani del nuovo disco (Get on your boots e Magnificent) e due pezzi del loro repertorio più recente (Vertigo e Beautiful Day).

Gli U2 non sono nuovi a simili imprese: nel 1987 la band si introdusse con una troupe nel Frontier, albergo in disuso tra la Fifth e la Main Street di Los Angeles, per girare il video di Where The Streets Have No Name. La notizia attraversò la Città degli Angeli e ben presto dovette intervenire la polizia per sgombrare la strada da un gigantesco ingorgo.

Tutto ha un sapore di deja-vu però: nel 1970 i Beatles si esibirono sul tetto degli studi di Abbey Road a Londra per la loro ultima esibizione.

In Italia invece il "gatto sul tetto che scotta" fu Claudio Baglioni che si esibì da un balcone del quartiere di Centocelle.







Com'è questo nuovo album? Intanto bisogna riportare che, nonostante ogni precauzione presa dalla casa discografica il disco è circolato da settimane sul web prima dell'uscita discografica. A quanto pare l'errore è di un negozio online della Universal che ha messo in vendita No Line on the Horizon, prima della data ufficiale di rilascio. A me sa tanto di scusa per non ammettere che nonostante tutto c'è stata una falla nel sistema, comunque...

Rete batte casa discografica 1-0

L'album è un ritorno alle origini, ispirato, energico, intimo e spirituale. Ballate e pezzi rock, con il collante della voce di Bono che dimostra una maturità espressiva finlmente raggiunta, si susseguono senza sosta. Un grande album con alcuni pezzi che diventeranno dei classici (Magnificent, Moment of surrender, Breathe, White as snow).

Da segnalare la cover dell'album, un'immagine del fotografo e artista Hiroshi Sugimoto. Minimalista e d'impatto.

Un remake anche per "La storia infinita"



Ma si, continuiamo a massacrare i classici!
La Warner Bros ha appena acquistato i diritti e sarebbe in trattative con la Kennedy Marshall Co. - casa di produzione de Il curioso caso di Benjamin Button - e la Appian Way di Leonardo di Caprio, per fare un remake del classico del fantasy tratto dall'omonimo romanzo di Michael Ende.

A quanto riporta "The Hollywood Reporter" il nuovo capitolo esaminerà i dettagli del libro che sono stati trascurati dalle altre tre trasposizioni: la prima del 1984 fu firmata da Wolfgang Petersen ed ebbe un successo clamoroso. Orrendi gli altri due capitoli realizzati negli anni novanta e diretti rispettivamente da George Miller e Peter MacDonald.

Ora, il libro è un classico che ha colpito l'immaginazione dei lettori di tutto il mondo, e che, anche in Italia, regno del pressappochismo, è stato stampato in una splendida edizione bicolore dalla Longanesi (caratteri rossi e verdi), edizione che molti custodiscono gelosamente (io sono tra quelli). Il film ha fatto sognare più di una generazione. L'ho rivisto recentemente, e non perde un grammo di fascino: sognante, fantastico, romantico, avventuroso, drammatico... tutto quello che un film dovrebbe essere.
Che senso ha farne un remake?
Io inizio già a boicottarlo...

Ah, a proposito: anche io volevo essere Atreyu e cavalcare un fantadrago...

Perdas de Fogu nelle parole di Massimo Carlotto



Dopo averne ampiamente parlato, vi posto finalmente il video che ho realizzato alla Feltrinelli di Roma, dove Massimo Carlotto, insieme ai Mama Sabot e al Prof. Montanari ha presentato il suo, ormai penultimo, libro, Perdas de Fogu.

L'incontro è stato interessante, e preoccupante, una scheggia di verità di puro giornalismo d'inchiesta in un'Italia assopita ed un altro tassello in quel grande puzzle che è rappresentato dal noir mediterraneo, di cui Massimo è esponente di spicco.

"L'uomo che ama" alla Casa del Cinema



Il dvd del film L'uomo che ama, di Maria Sole Tognazzi, verrà presentato martedì 3 marzo 2009 alle ore 16,00, presso la Casa del Cinema, all'interno del ciclo I Dvd della settimana a cura di Marco Spagnoli.
Il film è interpretato da Pierfrancesco Favino, Monica Bellucci, Kseniya Rappoport, Piera Degli Esposti. A seguire incontro con la regista Maria Sole Tognazzi e lo sceneggiatore Ivan Cotroneo.

mercoledì 25 febbraio 2009

Citro-buster!

...o Ghost-citro? Comunque... spettacolo!

Al Farnese-Persol tornano le Domeniche mattina al cinema...

... e si aggiungono i Martedì!



Ritornano le Domeniche mattina al cinema, con il “forum” dopo il “cine”.
Il grande successo della scorsa edizione (otto incontri, tra i partecipanti: Luciano Emmer, Fausto Brizzi, Mario Monicelli, Paolo Virzì, Dario Argento, Sergio Rubini, Daniele Luchetti, Tinto Brass, Fabrizio Bentivoglio, Michele Placido, Lamberto Bava, Carlo Lizzani, Matteo Garrone) permette da una parte di confermare quella che è stata la caratteristica più stimolante della manifestazione, vale a dire il confronto tra protagonisti del nostro cinema di generazioni diverse; dall’altra di arricchire questa proposta anche con incontri più mirati, tematici, legati magari ad un film di culto, ad una riscoperta, ad una rarità.

Inoltre, quest’anno, per gli spettatori sarà possibile confrontarsi anche con il cinema dei “giovani autori” che parteciperanno agli incontri: il martedi pomeriggio alle 18.30 il cinema Farnese-Persol riproporrà nella sua programmazione un film del regista che la domenica mattina precedente ha fatto coppia con il “maestro”.

Dall’1 marzo al 26 aprile 2009 (ogni domenica alle 10.30, con ingresso gratuito; il martedì alle 18.30, € 5,00 intero e € 3,00 ridotto), dunque, per gli appassionati del cinema e dei suoi protagonisti, l’appuntamento è al Farnese Persol con “Sguardi Persol sul cinema (generazioni a confronto)”, una rassegna promossa da Persol e curata da Officina Filmclub.

Questo il programma delle prime quattro domeniche (e dei primi due martedì):

Domenica 1 marzo, ore 10.30 proiezione, ingresso gratuito, Mimì metallurgico ferito nell'onore di Lina Wertmuller. A seguire incontro con Lina Wertmuller e Pappi Corsicato, conduce Enrico Magrelli.

Martedi 3 marzo, ore 18.30 proiezione, € 5,00 intero e € 3,00 ridotto, Il seme della discordia di Pappi Corsicato.

Domenica 8 marzo, ore 10.30 proiezione, ingresso gratuito, L'albero delle pere di Francesca Archibugi. A seguire incontro con Francesca Archibugi e Esmeralda Calabria, interviene Valeria Golino, conduce Fabio Ferzetti

Martedi 10 marzo, ore 18.30 proiezione, € 5,00 intero e € 3,00 ridotto, Biutiful cauntri di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio, Peppe Ruggiero

Domenica 15 marzo, ore 10.30 proiezione, ingresso gratuito, La rabbia di Pier Paolo Pasolini e Giovanni Guareschi, (opia completamente restaurata da negativo originale dalla Cineteca di Bologna, con le sequenze inedite a colori dei dipinti di Renato Guttuso; in collaborazione con Rarovideo). A seguire incontro con Carlo Di Carlo, Filippo La Porta e Claudio Quarantotto, conduce Tatti Sanguineti.

Domenica 22 marzo, ore 10,30, ore 10.30 proiezione, ingresso gratuito Vacanze di Natale di Carlo Vanzina. A seguire incontro con Carlo ed Enrico Vanzina, conduce Marco Giusti.

Cinema Farnese-Persol, Campo de’ Fiori 56
Info: www.cinemafarnese.it
Tel. 06 6864395

martedì 24 febbraio 2009

Da oggi in libreria il nuovo romanzo di Massimo Carlotto e Francesco Abate



Vi ho già ampiamento rotto con la mia passione per Massimo Carlotto. I suoi libri, tra noir e giornalismo d'inchiesta, sono appassionanti, pieni di personaggi ottimamente costruiti, tesi e crudi. Libri che si leggono con il fiato sospeso, in apnea. Si chiude un libro di Carlotto e subito se ne vorrebbe avere un altro sul comodino. Per fortuna lo scrittore è instancabile. Non ha fatto in tempo ad uscire Perdas de Fogu che già un altro libro trova posto sugli scaffali delle librerie. Per fortuna.

A proposito di Perdas de Fogu, dovrei, per la fine della settimana, mettere finalmente on line il video fatto durante la presentazione di Roma.

Per quanto riguarda il nuovo libro, proprio nei giorni in cui Greenpeace svela a tutto il mondo i meccanismi assurdi attraverso i quali si muove il traffico illegale di rifiuti elettronici tra il Nord e il Sud del mondo, esce L’albero dei microchip, il nuovo noir d'ecomafia per la collana VerdeNero firmato da Carlotto e Abate.

E proprio di rifiuti elettronici si parla nel nuovo romanzo del maestro del noir mediterraneo Carlotto e della tagliente penna cagliaritana di "Così si dice", reduci dai grandi successi di Mi fido di te e il recentissimo Perdas de Fogu. Un viaggio nei meandri più oscuri della politica e della criminalità internazionale, un romanzo inchiesta appassionato e incalzante.

Due trame che si dividono tra Liberia e Italia. Da una parte la storia di Kimmie Dou, militare Onu che indaga su un traffico internazionale di armi e dall’altra quella di Matteo, un bambino autistico con la passione per l’informatica.

Le due vicende troveranno un nesso logico proprio nel traffico di rifiuti elettronici che si dipana tra l’Italia e il paese africano. L’albero dei microchip, di Massimo Carlotto e Francesco Abate, è stato scritto in collaborazione con Michele Ledda, Marcella Catignani, Andrea Melis, e Piergiorgio Pulisci del collettivo Mama Sabot, con cui Carlotto aveva già collaborato per Perdas de Fogu.

lunedì 23 febbraio 2009

Concorso "Scrivere di cinema", cercasi giovani aspiranti critici



Su MYmovies.it, all'indirizzo web http://scriveredicinemamymovies.it è disponibile il bando dell' edizione 2009 di "Scrivere di cinema-Premio Alberto Farassino", il concorso nazionale di critica cinematografica, promosso da Cinemazero, pordenonelegge.it, Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani, e in collaborazione con MYmovies.it.

Il concorso è rivolto a giovani appassionati di cinema chiamati a recensire, a propria scelta, film usciti nelle sale cinematografiche italiane nel periodo compreso tra il 1° luglio 2008 e il 30 giugno 2009.

Tre le sezioni del concorso: per i giovani under 28 e per gli studenti del triennio delle scuole secondarie di II grado è richiesta la recensione classica (con lunghezza che va da un minimo di 1100 a un massimo di 3600 caratteri, spazi inclusi). Formula più audace e sintetica, invece, per gli studenti del biennio delle scuole secondarie di II grado, chiamati a cimentarsi nella recensione del film scelto nella lunghezza di un SMS (massimo 160 caratteri).

Termine di consegna delle recensioni la mezzanotte del 30 giugno 2009, direttamente on line, collegandosi al sito all'indirizzo http://scriveredicinema.mymovies.it.

A decidere le recensioni vincitrici delle sezioni triennio e under 28 sarà una qualificata giuria di critici cinematografici professionisti composta da Irene Bignardi (La Repubblica), Mauro Gervasini (FilmTv), Giorgio Placereani (Far East Film Festival), Roberto Pugliese (Il Gazzettino), Giancarlo Zappoli (Mymovies). La giuria sarà presieduta da Viola Farassino.

Il concorso riserva premi importanti per il "podio" di ciascuna sezione: per i primi classificati, contratti con MYmovies, gli altri premi spaziano dall'ospitalità con accredito stampa al Torino Film Festival e al Far East Film Festival di Udine, a strumenti multimediali utili alla critica scritta (computer portatili e cellulari blackberry). Da quest'anno è stato introdotto il Premio Scuola e il Premio "Tutti al cinema": in entrambi i casi, le classi più presenti e i vincitori delle sezioni si aggiudicheranno un ingresso gratuito al cinema per tutti i compagni di classe.

domenica 22 febbraio 2009

Zack and Miri make a porno



Maledetto Kevin Smith. Lo sapevo, alla fine riesce sempre a sorprendermi. Con le sue storie di provincia, con i suoi personaggi perdenti e stralunati, con le sue storie sboccate ma piene di vitalità, romantiche senza concessioni, semplici senza essere stupide. Da Clerks, fino a In cerca di Amy, Smith non ha fatto altro che declinare la sua passione per la stessa tipologia di personaggi e per le stesse storie (quotidianamente e romanticamente nerd), riuscendo sempre a divertire con classe (magari non con eleganza, ma a noi piace così), creando storia a suo modo "universali", cui è facile riconoscersi.

Così anche Zack and Miri make a porno ti acchiappa con questa storia di perdenti che non riescono a pagare le bollette di casa, e si improvvisano produttori/registi/attori di un film porno, e ti rapisce in una storia d'amore nata sul set di questo porno amatoriale che, inizialmente, vuol essere una parodia, guarda un po', della fissa nerd per eccellenza di Smith, cioè Star Wars (ribattezzato per l'occasione Star Whores).

Dialoghi serratissimi, volgari e divertenti, situazioni al limite del grottesco, porno più parlato che esibito, e poi, quando meno te lo aspetti, Smith ci mette in mezzo l'intensa scena romantica che ti lascia con i brividi, o la scena disgustosa dopo il più classico dei litigi tra innamorati (altro che "amore interspecie"... vedere per credere).

Gli attori fatto tutti la loro parte alla grande: Seth Rogen funziona meglio qui che nei film di Judd Apatow; Elizabeth Banks è deliziosa; Treci Lord che si autoparodia è una garanzia; Jason Mewes in una parte inedita (ma non meno folle e divertente) fa faville; Justin Long e Brandon Routh interpretano una coppia gay che duettano in maniera irresistibile (giuro avevo le lacrime agli occhi...).

Visto in lingua originale. Arriverà mai nella bigotta Italia? Dopo aver creato scandalo con il poster (sopra quello censurato in America), e con quel porno nel titolo che proprio non va giù a certi distributori, prevedo una circolazione casalinga e ultracut con dialoghi epurati.

Occhio ai titoli di coda.



Apprendo inoltre che è stato pubblicato recentemente il primo libro di Kevin Smith intitolato Silent Bob Speaks, che consiste nella raccolta di articoli e saggi scritti dal nostro per diverse riviste. Lo voglio...

sabato 21 febbraio 2009

Far East Film 11: Sotto il segno del Thai Action



Iniziamo a far salire l'hype, no?

C’era una volta Ong Bak - Nato per combattere, il film di arti marziali che conquistò la Thailandia, uscì in tutto il mondo, fece innamorare perdutamente Luc Besson e stregò anche gli spettatori italiani. Da quel momento, nei festival e in tutti i circuiti internazionali, non si parlò altro che del suo attesissimo ritorno. E quell’attesissimo ritorno, ora, è confermato: Ong Bak 2, diretto e interpretato dalla leggenda Tony Jaa (e presentato a Bangkok, l’8 dicembre scorso, di fronte a Sua Maestà il Re di Thailandia) sarà uno degli eventi del Far East Film 11!

Al grido di «Real fight is back!», dunque, l’edizione 2009 scalda i motori e innesca ufficialmente il countdown: appuntamento a Udine, tra la sede storica del Teatro Nuovo e gli spazi del Visionario, dal 24 aprile al 2 maggio. Un appuntamento che, con la anteprima europea dell’attesissimo cult movie e un focus di altri 4 titoli, vedrà il grande festival udinese documentare l’ultimo esplosivo fenomeno del cinema popolare made in Asia: il Thai Action.

Il cinema thailandese di arti marziali è tornato alla ribalta negli ultimi 5 anni perché ha ereditato, sviluppandola e amplificandola, tutta l’audacia pionieristica del kung fu hongkonghese anni ‘70 e ‘80 (pensiamo a Bruce Lee e Jackie Chan). Ha ereditato, cioè, l’arte di tenersi lontano dagli effetti speciali, o dall’onnipresente computer graphic, basando i film su acrobazie reali messe in campo con una creatività così spregiudicata da rasentare autentiche soglie di rischio per gli interpreti (all’opera, ovviamente, senza controfigure)! La spettacolare saga di Ong Bak, quindi, e l’altrettanto spettacolare Chocolate (con “una Jackie Chan in versione femminile”, incluso, a sua volta, nell’ampio programma del FEFF 11) hanno catturato l’attenzione di milioni di spettatori, affascinati (appunto) da un iper-realismo duro e puro. Senza compromessi…

Diretto e interpretato, come detto, dal leggendario Tony Jaa, unico possibile erede di Bruce Lee, Ong Bak 2 trasuda fisicità ed è sovraccarico di combattimenti, dal primo all’ultimo minuto: davvero memorabili la scena di lotta sul dorso di dieci elefanti (con tanto di finale acrobatico sulle zanne) e la sequenza di combattimento con le armi antiche, talmente all’insegna della velocità (ma anche della grazia) da mettere a dura prova l’occhio umano! Per la realizzazione del film ci sono voluti più di due anni: le riprese sono iniziate in Thailandia nell’ottobre 2006 all’interno di un set faraonico e utilizzando alcune delle più note località turistiche del Paese.

Tra presente e passato, l’edizione 2009 metterà in rilievo le novità, i trend, gli autori, i maestri di ieri, le scoperte e le rivelazioni che quest’area geografica - a livello mondiale tra le più vivaci e creative - ha prodotto. Una ricca sezione di film-chiave, impreziosita da una serie di incontri tematici pomeridiani, ne ripercorreranno storicamente le tappe raccontando le storie, esplorando l’evoluzione dei mercati e del pubblico e soprattutto portando a Udine le personalità più illustri che da oltre dieci anni il festival ha indagato, presentato e mostrato con intenso entusiasmo e dedizione.

...e questo è il trailer di Ong Bak 2... cinema Thai, l'unico cinema in cui le espressioni di dolore degli attori non sono indice di buona recitazione, ma reale sofferenza...

Cercasi 20enni per “Ragazzi”

Volete fare gli attori? Questa è una possibilità!

Il nuovo lungometraggio di Cesare Fragnelli prodotto dalla pugliese Cinemasud, Ragazzi, è alla ricerca di volti nuovi. La produzione infatti ha indotto un casting per attori e attrici in ruoli primari e secondari con unica caratteristica richiesta legata all'età, che deve essere compresa tra 18 e 28 anni al massimo.
Tutte le riprese del film si svolgeranno nei prossimi mesi di giugno, luglio in Puglia e gli interessati possono inviare curriculum vita e due foto - primo piano e figura intera -a info@cinemasudfilms.com specificando nell'oggetto "casting film ragazzi". Eventuali informazioni aggiuntive si possono richiedere direttamente al direttore casting del film Alessandra Recchia all'indirizzo recchia@cinemasudfilms.com

"Presentism", sintesi audiovisiva di Brian Eno



Brian Eno non ha bisogno di molte presentazioni, no? Il "musicista non musicista", il polistrumentista, nonchè scultore, pittore e videoartista, il folle sperimentatore che concepisce la musica come esperienza totalizzante, un genio che ha sperimentato, creato, stravolto, e rifondato la cosìdetta "musica d'avanguardia".

Quindi è un appuntamento da non perdere quello che offre il Comune di Roma, in collaborazione con la Fondazione Memmo: Presentism, Time and Space In The Long Now, sintesi audiovisiva di Brian Eno, allestita nelle sale di Palazzo Ruspoli. L'evento, ad ingresso libero, è aperto al pubblico dalle 20 del 20 febbraio, fino al 15 marzo.

Eno è stato il primo a concepire musica per spazi non convenzionali, immergendo l'ascoltatore in uno specifico ambiente e mantenendo in stretta relazione la mente, il corpo e gli strumenti offerti dalla tecnica. Presentism è dunque una contaminazione che esprime la relatività dello spazio e del tempo, formulando una domanda sul senso del presente; non appare quindi solo come un'istallazione di suoni e di visioni, ma mostra tutta la radicalità di una forma del pensiero. Incrociando e scomponendo i fasci di luce che attraversano l'esperienza globale dell'uomo, di cui la musica è sempre stata un prezioso prisma epocale, Presentism appare come compimento delle profezie futuriste.

Palazzo Ruspoli - Fondazione Memmo: via del Corso, 418
dal martedì alla domenica ore 10.00 - 20.00 (chiuso il lunedì). Venerdì 20 febbraio ore 20 – 1.00
Ingresso libero

venerdì 20 febbraio 2009

Di luce & di sabbia. Risacche di Vita



Luce, sabbia, onde, conchiglie, luna e galassie sono gli ingredienti della personale di pittura di Valentina Mori ospitata dalla galleria Spazio Officina468 di Roma dal 4 marzo all’8 aprile dal titolo “Di luce e di sabbia. Risacche di vita”.

La quindici opere in esposizione raccontano i segreti del mare e i suoi doni inaspettati. Grazie all’uso di frammenti desueti lasciati dalle onde sulla spiaggia, infatti, l’artista capta messaggi e li restituisce attraverso il suo linguaggio creativo.
Valentina Mori raccoglie e usa “resti marini” come sabbia, pietre, pomice e conchiglie, tritate e amalgamate a resina naturale, che esaltano, grazie alla potenza dei colori a olio, la suggestione del mondo marino. E di cosa parla il mare? Di luna piena, di Universo, di Amore, di Terra, di Vita, di Sogni.

Le tele firmate da Valentina Mori mescolano passione e senso, sbuffi marini di vento, lune nere alla deriva, lampi che squarciano il cielo, raggi verdi che turbano orizzonti lontani, Sogni e tanta Verità.

All'naugurazione, fissata per mercoledì 4 marzo alle ore 19.00, saranno prefenti l’Onorevole Umberto Croppi, Assessore alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma e il Dott. Marco Perina, Vice Presidente Assessore Sport, Cultura e scuola XX Municipio

Apertura: tutti i giorni dalle 10.00 alle 17.00 sabato su appuntamento (domenica chiuso).

Nuove sale per Mar nero



Mar nero dell'esordiente Federico Bondi, prodotto da Film Kairos e Rai Cinema, dopo aver ottenuto una straordinaria accoglienza da parte dei critici cinematografici, continua la programmazione con successo.
DopoRoma, Torino, Milano, Firenze e Siena, da oggi è anche a genova (Cinema Sivori), Padova (Cinema Excelsior), Catania (Cinema Ariston) e Palermo(Cinema Aurora).

giovedì 19 febbraio 2009

Dodicesima edizione di Inventa un Film Lenola 2009



L’Associazione Culturale Cinema e Società organizza la dodicesima edizione del Premio “Inventa un film”. L’iscrizione è gratuita ed aperta a tutti: associazioni, movimenti, scuole, singoli artisti.

Per iscriversi bisogna, entro il 28 febbraio 2009, consegnare o inviare (fa fede in questo caso il timbro postale) alla segreteria del concorso ASSOCIAZIONE CULTURALE CINEMA E SOCIETA’ “INVENTA UN FILM” piazza Pandozj 4 04025 Lenola (LT) tel. 0771/589009 una o più lavori (durata massima 30 minuti – formato VHS o DVD) aventi il seguente tema : SOGNI.

Ad ogni lavoro inviato i partecipanti dovranno allegare una scheda di partecipazione firmata con indicazione del titolo del film e con informazioni riguardanti la regia, il soggetto, la sceneggiatura, la colonna sonora, il formato, il montaggio, la produzione, gli interpreti, la durata (comprensiva di titoli di testa e di coda), la sinossi dell’opera stessa. Gli autori possono fornire, se lo ritengono opportuno, anche ulteriori informazioni.

I film verranno proiettati a Lenola dal 29 luglio al 2 agosto 2009. La giuria sarà composta da giornalisti, da autorevoli critici cinematografici e da personaggi del mondo dello spettacolo.

Due sono le sezioni principali in cui si articola il concorso: quella degli autori italiani e quella degli autori esteri. Per gli autori italiani il primo premio consiste in mezzi tecnici per la realizzazione di un nuovo cortometraggio per un valore di circa 10.000 euro offerti da Technovision, Sefit CDC, Panalight, Augustus Color e LVR. Verranno inoltre premiati il secondo classificato, il terzo classificato, il miglior regista, la migliore sceneggiatura, il miglior interprete, il miglior montaggio, la migliore colonna sonora originale, la migliore fotografia. Verrà inoltre conferito il “Premio Messaggio Importante”.
Per il nono anno consecutivo verrà premiata anche la migliore scuola con il premio “Una scuola per il cinema”.
Al miglior film della Provincia di Frosinone e Latina verrà conferito il Premio Idea Sud Lazio: la durata massima consentita ai corti di questa sezione è di 5 minuti.

Per ulteriori informazioni: Ermete Labbadia (340/8014229) inventaunfilm@inventaunfilm.it
http://www.inventaunfilm.it

Hawa

Regia: Guddu Dhanoa
India, 2003



Della serie "non si butta via niente". Hawa-Sexual Violence, film indiano diretto da Guddu Dhanao e prodotto dal fratello Santosh, pesca nel carniere alcuni tra i più bei film horror degli ultimi anni e li frulla in un calderone poco appetibile.

Un inizio convenzionale ma promettente, una serie di intuizioni ben congegnate ma che non colgono mai il segno, effetti speciali risibili, recitazione approssimativa fanno del film un ibrido anonimo di cui non si sentiva affatto il bisogno. Pura carta carbone in cui innestare echi di ben altri film.

Dhanoa, interpretata da Tabu, è una donna divorziata che va a vivere con i due figli e il fratello in una casa nei boschi a cui si accede solo passando per un ponte stretto e pericolante che già nel primo passaggio dimostra di non essere molto sicuro. Vi sembra forse l’inizio della Casa? Si avvertono subito strane presenze che si aggirano per i boschi circostanti e dentro la casa, presenze che arrivano persino ad aggredire e violentare in diverse circostanze la donna. Vi sembra forse Entity? In un attacco particolarmente feroce la figlia della donna sparisce all’interno di un armadio. L’unico che può risolvere la situazione è una specie di santone/esorcista che, con i suoi poteri, scopre il passato di violenza accaduta in quel particolare luogo. Non ricorda Poltergeist?

Insomma, tutto sa di risaputo, la noia incombe, la ripetività sfianca, si sfiora il ridicolo quando alla fine appare un mostrone che assomiglia tanto a Eddie, la mascotte degli Iron Maiden e in più la lunghezza eccessiva - comunque abbastanza normale per un film Bollywoodiano - del film mette a dura prova la pazienza dello spettatore.

Fatevi un favore: evitatelo.

mercoledì 18 febbraio 2009

Bachman(ia)

Dopo aver letto e goduto Ossessione, sono in piena fase di riscoperta di Richard Bachman, l'alter ego nerissimo, e il lato oscuro, di Stephen King.
La cosa bizzarra è che il "lato oscuro" di King è rappresentato non da mostri, demoni, fenomeni paranormali, altre dimensioni, ma dalla nostra realtà brutta, sporca e cattiva. E quella si che fa paura.

Godetevi (si fa per dire) il booktrailer di Blaze, libro scritto nel 1972 subito dopo Carrie e pubblicato nel Giugno 2007. Pensare che rischiava di rimanere chiuso in un cassetto...

martedì 17 febbraio 2009

Demons



Demons ha un solo, piccolo, banalissimo difetto: non è Buffy. Eppure fa di tutto per somigliarle: un ragazzino belloccio che è l'ultimo dei Van Helsing; lo zio tutore che gli insegna come cacciare le creature non morte; una ragazzina amica del protagonista cotta di lui; una vampira cieca con visioni che si chiama Mina Harker.

Un po' Buffy, un po' La lega degli straordinari gentlemen, un po' uno qualsiasi dei teen-drama che infestano la televisione, Demons è un prodott(in)o banale e scontato, che annoia per la maggior parte del tempo e non ha proprio motivi di interesse. Dura solo sei puntate, ma sono sei puntate interminabili.

In un periodo in cui dall'Inghilterra stanno venendo fuori ottime miniserie (Survivors, Apparitions, Dead Set) Demons giunge per frenare l'entusiasmo.

Evitabilissimo. E a ben pensarci, di difetti ne ha due: nell'ultima puntata si permette di citare in maniera evidente e del tutto fuori luogo Profondo Rosso. Ecco, se una citazione del genere l'avessero fatta nella prima puntata, avrei staccato il pc e evitato di perdere tempo a vederla.

The United States of Tara



Steven Spielberg, Diablo Cody, una nuova serie tv in onda sulla Showtime. Ottime premesse. Peccato non del tutto mantenute.

Intanto avviso: ho visto le prime quattro puntate, per cui il giudizio sarà sommario. Magari alla quinta puntata tutto cambierà e la serie diventerà la rivelazione dell'anno...

...se, vabbè... dicevo...

La serie, con protagonista una strabordante Toni Collette, racconta le vicende di Tara, una casalinga (disperata) e felice madre di famiglia - figlio gay e figlia adolescente sulla via della zoccolaggine - affetta da personalità multipla. Nei momenti di crisi, emergono di volta in volta tre personalità: c'è T. edolescente un po' zoccola; c'è Buck, personalità maschile, tutto testosterone, birra e rutti a volontà, e c'è Alice, casalinga perfetta uscita fuori direttamente dagli zuccherosi anni '50.

La serie è divertente, dura poco, e fa passare quel poco tempo in allegria. E qui finiscono le note positive.

Il primo problema è quell'aria alla Juno che emerge in ogni inquadratura. A tratti surreale, a tratti drammatica, poi divertente, poi stralunata, la serie così rischia di perdersi in una narrazione troppo frammentata e in personaggi che divertono ma cui non ci si affeziona.
Secondo problema: sembra che la serie navighi a vista. Non c'è un filo conduttore, una storia cui appassionarsi e per cui trepidare e aspettare con ansia la puntata successiva. C'è solo Tara con le sue personalità, un po' poco per fare una serie intera di 13 puntate, no? E infatti in queste prima quattro puntate la novità sembra già essere esaurita, e le cartucce già tutte sparate. Staremo a vedere se la serie si ripiegherà su sè stessa o rilancerà con nuove idee.

lunedì 16 febbraio 2009

Massimo Carlotto presenta Perdas de Fogu (una photo-gallery ed un booktrailer)








Una presentazione assolutamente interessante. Massimo Carlotto, i Mama Sabot e il Dottor Stefano Montanari hanno presentato, intrattenuto alla grande e... preoccupato le tante persone accorse ad assistere alla presentazione del noir Perdas de Fogu.
Perchè preoccupato? Andate a farvi un giro sul blog del Dottor Stefano Montanari e ditemi se ne uscite ancora con il sorriso sulle labbra...

E' proprio questo l'unico appunto che mi sento di fare, tanto lo spazio dedicato all'avvelenamento dalle polveri sottili, quanto troppo poco quello dedicato al noir mediterraneo. Perchè alla fine il romanzo è un ottimo noir, che denuncia e prende una coraggiosa posizione su certi giochi sporchi ai danni della salute di tutti noi, certo, ma è anche un libro che si legge tutto di un fiato, pieno di personaggi neri e intrecci pericolosi, teso dall'inizio alla fine. Un noir nella pura tradizione Carlottiana, senza buoni, senza eroi, senza consolazione o redenzione.

Chi ha amato Arrivederci amore, ciao o Mi fido di te, non può lasciarselo sfuggire.

Torneremo a parlare di Perdas se Fogu, e appena possibile inserirò una clip video della presentazione, ma intanto gustatevi il book-trailer.

sabato 14 febbraio 2009

Mar nero



A proposito di film italiani, Mar nero di Federico Bondi con Ilaria Occhini, Dorotheea Petre e Corso Salani, è un'opera che va assolutamente vista. In questi giorni caratterizzati da duri fatti di cronaca e polemiche istituzionali, il film va per così dire controcorrente, configurandosi come una vera e propria favola d'integrazione. La storia di questo scontro/incontro tra due donne all'apparenza così diverse ma in realtà molto simili - anche per quanto riguarda gli apparentemente diversi contesti storici, presenti e passati - prelude ad una narrazione sobria ed elegante, venata di dolce malinconia, impreziosita da ottime recitazioni e da una regia che si prende i suoi momenti e regala sequenze preziose ed emozionanti.

La programmazione di Mar nero sta conquistando faticosamente, e meritatamente, i suoi spazi. Ma è un film che merita e va sostenuto, anche se bisogna andare in qualche cinema fuori mano per visionarlo. Il film in programmazione a Roma, Milano, Firenze, Torino e Bologna, adesso sarà anche a Siena (Cinema Nuova Pendola) e a Mantova (Mignon).

Mi risulta che a Roma sia solo al cinema Intrastevere di Vicolo Moroni 3/a.

Due donne vivono insieme, nella stessa casa, alla periferia di Firenze. Gemma è un’anziana da poco rimasta vedova. Angela, la badante, è una giovane rumena da pochissimo in Italia. Entrambe sole, si cercano inconsapevolmente, e, giorno dopo giorno, si schiudono l’una all’altra; Gemma rivede nella vicenda di Angela la sua gioventù nell’Italia del dopoguerra e rivive, attraverso la determinazione della ragazza a mettere da parte i soldi per avere un bambino, la sua vita fatta di sacrifici per far studiare il figlio Enrico. Angela e Gemma, inizialmente così diverse, si scoprono simili e si legano in un rapporto apparentemente idilliaco. Finché non irrompe, violento, un tragico imprevisto: il marito di Angela, rimasto in Romania, scompare. La ragazza vorrebbe partire alla sua ricerca ma Gemma, con l’egoismo tipico della vecchiaia, non vuole rinunciare a lei e ritrovarsi ancora sola. Gemma, però, è anche una donna dal cuore grande e Angela ha saputo risvegliare con la sua voglia di vivere le ultime emozioni che la vita le riserva. Accade così l’imprevedibile: non sarà Angela a restare, ma Gemma a partire con lei. In un’avventura “on the road” fuori tempo massimo, le due donne si ritrovano in Romania, alla foce del Danubio, ognuna alla ricerca della propria verità.



Unico Film Italiano in concorso al Festival di Locarno 2008 (Migliore attrice – Premio Giuria Giovani– Premio Giuria Ecumenica)
Premiato al Festival di Villerupt (Miglior Film – Premio Giuria Giovani)
Festival di Denver (Migliore opera prima)
Festival di Ragusa (Migliore opera prima)
Med Film Festival (Premio Espressione Artistica)


giovedì 12 febbraio 2009

Fortapasc (Cinema italiano, perchè no?)



Io sostengo i film italiani. Quelli intelligenti, quelli fatti bene, quelli ben recitati, quelli dove la regia ha un'idea e non è solo un'appendice della (brutta) serialità televisiva italiana.
Esempi a caso (in ordine rigorosamente casuale di film recenti e meno recenti che ho amato): Gomorra, Il Divo, Tutti giù per terra, I cento passi, Manuale d'amore, Paz!, Le conseguenze dell'amore, Pranzo di ferragosto, Non pensarci, L'Imbalsamatore, Tutta la Vita Davanti, Romanzo criminale, Ecco fatto...

Questo per dire che non reggo quelli che parlano solo di film "malriusciti, provinciali, squallidi, recitati da cani...". Ovvio, ci sono anche quelli (e incassano un casino), ma il cinema italiano è fatto anche di film piccoli e riusciti, di film ottimamente recitati, di film che trattano argomenti importanti e riescono a far indignare e commovere, di film che incassano una miseria, maldistribuiti, coraggiosi, barricati.

Per cui ok, io sostengo solo "certi" film italiani.

Fortapasc non l'ho ancora visto, ma ci credo (e ci spero). Tratta un argomento importante, e soprattutto molto attuale. Parla di un giornalista "abusivo" che faceva il suo lavoro e venne ucciso. Io, da umile giornalista "seriale", non posso che registrare come sia sempre più difficile fare il proprio lavoro. Che un certo tipo di giornalismo è definitivamente morto, che la rete, che vogliono imbrigliare e mettere a tacere, non ha ancora espresso il suo vero potenziale. Per cui Fortapasc potrebbe essere un film importante, che magari uscirà nel momento giusto.

Oppure (molto più verosimile), non se lo filerà nessuno e rimarrà invisibile, pronto per un passaggio televisivo notturno.

Fortapasc, il film di Marco Risi con Libero De Rienzo, Valentina Lodovini e Michele Riondino uscirà il 20 marzo a Napoli, preceduto da un’anteprima al Teatro di San Carlo il 16 marzo, e il 27 marzo in tutta Italia.

Questa la trama: nel 1985 a Napoli Giancarlo Siani viene ucciso con dieci colpi di pistola. Aveva 26 anni. Faceva il giornalista, o meglio era praticante,"abusivo" come amava definirsi. Lavorava per il quotidiano Il Mattino, prima da Torre Annunziata e poi da Napoli. E' stato l'unico cronista ucciso dalla camorra.
Era un ragazzo allegro che amava la vita e il suo lavoro e cercava di farlo bene. Aveva il difetto di informarsi, di verificare le notizie, di indagare sui fatti. Nel film lo seguiamo negli ultimi quattro mesi della sua vita. La sua ultima estate quando, dal Vomero, dove abitava, tutti i giorni scendeva all’inferno di Torre Annunziata, regno del boss Valentino Gionta. Tutto, in quel periodo, ruotava intorno agli interessi per la ricostruzione del dopo terremoto e Giancarlo vedeva. E capiva.
Lo vediamo muoversi fra camorristi, politicanti corrotti, magistrati pavidi, e carabinieri impotenti, come un giglio nel fango. Proprio la sera in cui venne ucciso, a Napoli Vasco Rossi teneva un concerto al quale Giancarlo sarebbe dovuto andare con la sua ragazza…

Ovviamente torneremo a parlarne.



mercoledì 11 febbraio 2009

Cinenostalgiche visioni: La macchina nera



Duel è del '71. Lo squalo del '75. La macchina nera del '77. Questo per dire che The car, titolo originale del film di Elliot Silverstein (che nel '70 aveva diretto un altro cult Un uomo chiamato Cavallo), non inventa nulla di nuovo. La struttura è quello de Lo squalo, la minaccia non viene però dal mare ma dalle strade di un paesino del New Mexico, terrorizzate da una macchina nera che inizia a far fuori le persone. Uno sceriffo gli dà la caccia. Poi quando la macchina gli ammazza la donna allora le cose si mettono su un piano decisamente personale e scatta automatica la vendetta.

Chi guida la macchina? Cosa rappresenta? Cosa vuole? Ma, soprattutto, chi se ne frega?

Se buttate un occhio su Wikipedia se ne dicono di cotte e di crude (la macchina rappresenta il Male, il Comunismo, la perdita d'innocenza dell'America...).

La realtà è che all'epoca quello che ci serviva per essere felici era un joystick ed un Commodore 64, un pezzo di strada libero ed un pallone, una bicicletta con una carta infilata nei raggi con una molletta, un mangiacassette e qualche colonna sonora di cartoni animati, due spicci per il gelato e per le Frizzypazzy, le emozioni forti di qualche horror becero che passava su Italia 1 in seconda serata.

La Macchina nera soddisfaceva tutti i nostri bisogni di emozioni forti e sangue, di mistero e paura. Duel e Lo squalo li avevamo visti, ma la macchina nera faceva più paura (no, in realtà faceva più paura lo squalo, ma solo quando andavamo al mare e ci facevamo il bagno e ripensavamo al film e uscivamo di corsa con la pelle d'oca...).
Usciva dal tunnel e la prima cosa che sentivi era il rombo del motore; ti arrivava dietro e ti schiacciava, e poi ti ripassava sopra a marcia indietro, così, tanto per essere sicuri; le inquadrature dentro l'abitacolo erano virate in rosso, quindi o i vetri erano fumè di quel colore, o stavamo vedendo attraverso gli occhi iniettati di sangue dello psicopatico che guidava la macchina. Ma tanto lo sapevamo che non era uno psicopativo ma era un demone dell'inferno, perchè alla fine, tra le fiamme, si intravedeva qualcosa, no?

Che darei per tornare a vedere i film con gli occhi di bambino...

E adesso gustatevi il trailer, Tarantino se lo sogna la notte di farne uno così!

Concorso di cortometraggi "I corti sul lettino"



Avviso a tutti i filmaker emergenti: sono aperte le iscrizioni per la prima edizione del concorso di cortometraggi rivolto a filmaker italiani e stranieri I corti sul lettino. Cinema e psicoanalisi, organizzata dallo psichiatra e critico cinematografico Ignazio Senatore.

L’intento della manifestazione cinematografica è di valorizzare, promuovere e divulgare il cortometraggio come forma espressiva particolarmente valida ed attuale a livello sociale e culturale, di sviluppare le potenzialità dei linguaggi artistici dei nuovi media; rispondere alle esigenze di crescita culturale dei giovani registi emergenti e dare a tutti i filmaker di talento la maggiore visibilità possibile.

Proiezioni di film e l’incontro con registi, attori e critici cinematografici faranno da cornice all’evento organizzato con l’egida della Sezione “Arte, cinema e spettacolo” della Società Italiana di Psichiatria ed in collaborazione con il festival cinematografico Accordi&Disaccordi.

L’evento si svolgerà dal 17 al 18 Aprile 2009 presso il Penguin Café di Via Santa Lucia 88 – Napoli e prevede la proiezione del maggior numero possibile dei cortometraggi inviati.

Il termine ultimo per presentare i cortometraggi è il 31 marzo 2009. Una giuria specializzata premierà i migliori corti, la miglior sceneggiatura, miglior regista, il miglior attore e la migliore attrice.

La partecipazione è gratuita.

Info e regolamento scaricabili sul sito.

I mostri oggi



Il ritorno del Monnezza
L'Allenatore nel Pallone 2
Torno a vivere da solo


...e adesso I mostri oggi...

Il cinema italiano sta iniziando a cannibalizzare se stesso...

I mostri oggi, diretto da Enrico Oldoini, va considerato a tutti gli effetti il terzo capitolo rispetto agli illustri precedenti dei film ad episodi I mostri, diretto nel 1963 Dino Risi e I nuovi mostri (1977), diretto a sei mani da Dino Risi, Mario Monicelli ed Ettore Scola, capisaldi della commedia all’italiana in pillole.
Anche in questo nuovo capitolo, in sedici episodi caustici, vengono parodiati tutti i vizi, le debolezze e le paure dell'Italia contemporanea. Perché passano gli anni, passano i decenni ma i difetti che affliggono l' Italia sono sempre gli stessi, qui illustrati in episodi divertenti, amari, grotteschi, fulminanti: cinismo, avidità, indifferenza, falso perbenismo, cialtroneria, vanità e via “difettando”. Ciascun episodio, di durata e struttura diverse, ruota intorno a delle figure centrali, in genere caricaturali, che saranno interpretate da tre attori principali (Diego Abatantuono, Giorgio Panariello e Claudio Bisio), i quali compariranno sia alternativamente che insieme, così come in altri episodi con Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Carlo Buccirosso e molti altri ancora...
Alcuni episodi sono assai brevi e fulminanti ed hanno la durata e la struttura di uno sketch, altri presentano invece le costruzioni più elaborate di un racconto.

Cast: Diego Abatantuono, Sabrina Ferilli, Giorgio Panariello, Claudio Bisio, Angela Finocchiaro, Carlo Buccirosso.

In uscita il prossimo 27 marzo 2009.

martedì 10 febbraio 2009

Twin Peaks in edicola (non è tutto oro...)



Per un attimo ci ho sperato. Twin Peaks in edicola con Ciak, serie completa. Invece, come ho potuto constatare, l'edizione in edicola è la prima serie uscita in Italia, quella divisa in tre cofanetti (uno per la prima serie; uno per la seconda prima parte e l'ultimo seconda serie terza parte), e non la splendida e superlativa Definitive Gold Box Edition, approvata dallo stesso Lynch definendola “un’edizione davvero completa”.

Per carità, poi i contenuti extra anche nell'edizione in edicola sono succulenti, tra interviste, backstage, commenti agli episodi... però per gli appassionati possono essere un antipastino a quello che Lynch ha allestito per l'edizione Gold.

Dubbio amletico: me la compro in edicola e sborsando € 12,90 per cinque settimane (€ 64,50 in totale, escludendo la rivista) ho la serie completa, o aspetto, metto da parte altri soldi - o rompo il maialino - e mi compro la Gold Edition (che sta più o meno sui € 100)?

Fate voi, ma ecco solo alcuni extra presenti nella Gold che non ci sono nella precedente edizione:
“Oggetti smarriti”: scene inedite (6 minuti di riprese recuperate dalla sala montaggio); Documentario: “Un’introduzione a Lynch”; Documentario: “I segreti di un luogo lontano - La creazione di Twin Peaks”; “Saturday Night Live”, due filmati dalla puntata in onda sul network NBC il 29 settembre 1990, condotta da Kyle MacLachlan; “Twin Peaks Festival”, il raduno degli appassionati nel 2006: “Ritorno a Twin Peaks”, mappa interattiva dei luoghi della serie... vi basta?

lunedì 9 febbraio 2009

Intervista a Royston Tan



Vi segnalo questa bella intervista a Royston Tan, realizzata da Carlo Dutto.
Tan è il regista di Singapore arterfice di alcuni assoluti cult come 15, di cui ho parlato qui, e 4:30, di cui sotto potete vedere il trailer.


Reading di poesie ispano-americane



E' fissato per oggi, 10 Febbraio 2009, presso lo Spazio Morgana di Roma (Largo dei Fiorentini, 3 Roma - tel 06 64760051) TONOS ENTRETEJIDOS - Reading di poesie ispano-americane con musica dal vivo.
Performance poetico-musicale con la poetessa italiana Zingonia Zingone e il poeta del Costa Rica, Osvaldo Sauma con la musica dal vivo del compositore Pierluigi Virelli.
Ingresso libero

domenica 8 febbraio 2009

15

Royston Tan
Singapore, 2003



Il film è stato presentanto a Roma nel 2003 durante la prima edizione dell'Asian Film Festival. Il regista era presente in sala e prima della visione ha raccontato come si è avvicinato ai ragazzi ripresi nel film, dapprima intimiditi dalla presenza della telecamera e poi coinvolti e portati alla rappresentazione di sè e del loro mondo anche più intimo. Ed è proprio questo che sconvolge nel film, l'assoluta sincerità che traspare, la solitudine delle vite dei ragazzi riempite con una manciata di cose che più che colmare i vuoti servono a frastornare, a sconvolgere.

Benvenuti nel folle mondo della gioventù di Singapore. Scorci di vita di cinque quindicenni, tra risse, piercing, tatuaggi, karaoke, droga, desideri di morte, solitudine, amicizia. Se dal punto di vista narrativo il regista non racconta nulla di nuovo, presentando la solita gioventù degradata e problematica, è dal punto di vista stilistico che il film dà il meglio. Vorticoso, lisergico, videoclipparo, Tan mischia in modo spregiudicato fumetti, videogiochi, video musicali, cartoni animati, senza abbandonare però uno stile documentaristico che emerge nelle situazioni più dure - piercing e tatuaggi dal vivo, un ragazzo che si autoinfligge tagli sulle braccia, un altro che cerca di inghiottire preservativi pieni di exstacy.

15 è un film che diverte e sconvolge, lascia un vago senso di disagio - soprattutto dopo che si viene a sapere, parole del regista, “che il 90percento di quello rappresentato è vero”, e commuove con la sua delicata visione sull’amicizia maschile.


Se con questo film Tan ha mostrato il suo grande talento, è con il film successivo, 4:30 che esploderà la sua idea di cinema tra Wong Kar-wai e Tsai Ming-liang.

Une versione di qualità infima del film è presente qui. Giusto per farsi un'idea...
Il regista ha anche un bel blog.

Tomie: Forbidden Fruit

Regia di Shun Nakahara
Con: Nozomi Ando, Ayazaki Aoi, Jun Kunimura
Giappone, 2002



I devasta(n)ti abissi dell’inconscio nascondono mostri. La solitudine, la tristezza, la malinconia, la mancanza d’amore possono condurre verso lidi di delirio senza fine. Tomie-Forbidden Fruit, diretto da Shun Nakahara è il quarto capitolo di una saga che comprende Tomie, Tomie: Replay, Tomie: Rebirth, Tomie: Another Face, e che, partito un po’ in sordina e con un primo episodio non riuscitissimo, si è conquistato la sua bella fetta di appassionati. E quest’ultimo capitolo non delude certo le aspettative, presentando fini psicologie, accenni di amori, scene raccapriccianti, qualche balzo dalla poltrona e una regia calibrata ed elegante.

Tomie, adolescente che vive da sola con il padre dopo la morte della madre, è complessata, vessata da tre compagne di scuola e senza amiche. Un bel giorno fa la conoscenza di una ragazza che, come lei, si chiama Tomie. Con lei la ragazza si apre, impara ad apprezzare la vita, si fa più audace, il suo carattere cupo migliora. Il dramma scoppia quando la ragazza porta l’amica a casa. Il padre riconosce nella giovane un suo vecchio amore giovanile presumibilmente uccisa anni prima. Com’è possibile che Tomie sia ancora in vita e bella come allora? In realtà Tomie è un demone (anche se a lei non piace essere chiamata così), il cui scopo è portare alla pazzie le persone che si innamorano di lei. Lei non può morire, e, anche se fatta a pezzi, può rigenerare il suo corpo grazie anche ad una sola cellula. Il demone cerca di plagiare il padre di Tomie, invitandolo ad uccidere la figlia per tornare insieme come ai vecchi tempi.

Ispirato ad un manga di Junji Ito, creatore anche di Uzumaki, il film istilla gelo nelle vene facendo trasparire dalle immagine una inquietudine sincera. E’ restrittivo catalogare la pellicola sotto il genere horror; come nel coreano Memento Mori quello che interessa al regista giapponese è studiare le dinamiche dell’amicizia adolescenziale femminile e si mantiene pudicamente nell’ambito di delicati sentimenti e dolci tenerezze. E proprio con il ricatto dell’amicizia che il demone entrerà nelle vite di Tomie e di suo padre.
Lo stesso demone è una figura raccapricciante ma nello stesso tempo incredibilmente tragica: un essere che cannibalizza i sentimenti, e da essi pretende di essere cannibalizzata (i suoi amanti impazziscono d'amore e la fanno letteralmente a pezzi). Quale metafora migliore dell'amore, sentimento che può giungere ad inaspettate ed estreme vette?

Giocando sull’immedesimazione psicologica di un tema universale come l’amicizia, Tomie racconta del passaggio della zona d’ombra di Conradiana memoria dalla fanciullezza all’adolescenza e lo fa immergendo i protagonisti in un lucido dramma, in un incubo a occhi aperti che forse non è altro che la rappresentazione malata e tutta interiore di una psicologia devastata dalla solitudine. Basti vedere come Tomie accudisce la testa mozzata del demone, come gli dà da magiare, la lava, la fa crescere e poi, ancora insicura, chieda se è una buona infermiera. Anche nella seconda parte, quando l’orrore dovrebbe esplodere in tutta la sua virulenza, il film rallenta, gela le immagini, le rende acquatiche, poco nitide proprio come in un sogno. A suo modo, Tomie è un film poetico, profondo, malinconico.

Bravissime le due attrici protagoniste, a partire da Ayazaki Aoi, fragile e insicura, fino alla idol Nozomi Ando, indimenticabile il suo sguardo freddo e il suo completino rosso che la fa entrare di diritto come la più bella (e agghiacciante) Tomie finora apparsa.

All'epoca della sua uscita venne pubblicizzato come capitolo finale, ma nel 2005 uscirono anche Tomie: Beginning e Tomie: Revenge.

sabato 7 febbraio 2009

venerdì 6 febbraio 2009

Pubblicità e sfruttamento del dolore (Salva la vita ma non il buon gusto)

Solo io trovo di estremo cattivo gusto la pubblicità che sta passando in questi giorni sulla Rai della Salvalavita Beghelli? Due ragazze in macchina, allarmate e spaventate, il branco fuori che gira intorno all'auto come pescecani su una preda.
E la mente ancora scossa dai recenti fatti di cronaca per non pensare che questo è sfruttamento di dolore e sofferenza.

Poi salverà anche la vita, non lo metto in dubbio, ma chi salva il buon gusto e il rispetto per le vittime?

giovedì 5 febbraio 2009

Bhoot

Regia di Ram Gopal Verma
India, 2003



Se non cercate l’originalità a tutti i costi, ma un film capace di strapparvi dei sani brividi lungo la schiena, Bhoot è il film che fa per voi. Importante se vi va di pescare, magari per la prima volta, un film di una cinematografia pochissimo conosciuta - a parte pochissimi esempi arrivati miracolosamente da noi - per un horror che, anche se non è il genere più rappresentativo (niente balletti, vestiti sgargianti o coreografie fantasiose), può rappresentare un ottimo antipasto di un cinema altro.

Diretto con estro visionario e un raffinato gusto per l’immagine dall’indiano Ram Gopal Verma - che poi spaccherà di brutto con il dittico noir Sarkar e Sarkar Raj - il film racconta di una giovane coppia formata da Vishal e Swati, che si trasferisce in un nuovo condominio. Ma si sa, niente va per il verso giusto: nel loro appartamento si è infatti suicidata una giovane donna, che inizia a perseguitare le notti di Swati, fino a condurla vicino alla pazzia. La ragazza, in un momento di crisi, arriva ad uccidere un inserviente del condominio; i dottori pensano che lei soffra di personalità multipla, il marito che sia posseduta. Chi chiamare se non una giovane esorcista?

Come si può intuire facilmente, siamo dalle parti di un fantasma vendicativo, come ormai siamo abituati a vedere. Certo la pellicola non brilla per originalità, ma è capace di mantenere un costante senso di tensione per tutta la durata. Buonissima la regia di Verma, che sa essere in alcuni punti veramente originale tanto da creare una confusione veramente tesa in molti punti - uno tra tutti la prima volta che Swati vede il fantasma attraverso lo specchio.

Un po’ The Eye, un po’ Ju-on, un po’ L’Esorcista, ed eccoci servita la nostra sana dose di brividi quotidiani. Perché è in questo modo che il film in questione ve preso: un esercizio di stile, un po’ sterile, forse, ma di sicuro effetto.

Si racconta che quando Bhoot uscì nelle sale locali ci furono alcuni decessi e/o persone svenute.

martedì 3 febbraio 2009

Incontro con John R. Lansdale, il texano dagli occhi di ghiaccio



Appuntamento alle ore 18.30 presso la Feltrinelli di via Appia Nuova. Un incontro da non mancare: Joe R. Lansdale presenta la sua ultima uscita italiana, La morte ci sfida. Puntualissimo, Lansdale si siede con vicino la sua interprete e poi... dobbiamo attendere l’arrivo dell’Onorevole Massimo D’Alema e del giornalista e critico Marino Sinibaldi, che si faranno attendere una buona mezz’ora. Una volta arrivati, finalmente si può cominciare.
Lansdale è proprio come te lo aspetti: occhi chiari allegri e sinceri, sorriso aperto, stretta di mano vigorosa, spiccato senso dell’umorismo. Lansdale è così e molto di più. Dietro l’uomo che ha creato libri ormai entrati nel culto, che ha rinvigorito il noir, il western, l’horror, il pulp, il fantastico, si agitano i fantasmi del suo Texas, delle genti del sud che, come dice lo stesso Lansdale, vanno in giro con un pick up con accanto un fucile, un Texas fatto di divisioni razziali, drive-in, violenza e umorismo nero. Ma anche così si arriva solo a percepire la grandezza di quest’uomo. Allora meglio leggere i suoi libri, ed immergersi nelle avventure dei suoi personaggi, nelle atmosfere del suo Texas, nei meandri della sua scatenata fantasia. Meglio farsi incantare dalle sue parole schiette e dalle sue trame mai banali.



Ci può parlare del libro che presenta, La morte ci sfida?
Questo libro è stato scritto in un periodo molto divertente della mia vita. L’ho scritto in quindici giorni, ed è un libro che avrei voluto scrivere fin da ragazzo. Subito dopo ho anche scritto una sceneggiatura basata sul romanzo, sempre in quindici giorni. E’ un libro che ho scritto tra due libri seri, l’ho preso un po’ come una pausa di riposo. In genere per me è così, dopo un libro serio, ho sempre voglia di buttarmi in qualcosa di più divertente.

Nei suoi libri sono evidenti le idee antirazziste e antiomofobe, ha mai avuto dei problemi vivendo nel Texas che notoriamente è uno stato conservatore?
Potrebbe risponderti il mio naso rotto. Comunque secondo te perché ho studiato arti marziali?

Cosa ne pensa del Presidente Bush?
In America producono un calendario, per ogni giorno dell’anno è riportata una frase stupida detta da Bush. Penso che sia incredibile come persona, perchè dire una cosa stupida tutti i giorni dell’anno non è da tutti! Forse sarebbe meglio essere governato da uno scoiattolo... ma forse è proprio così!

Hap & Leonard torneranno in nuove avventure?
Si, una nuova avventura è in preparazione dopo i due romanzi che sto ultimando e le due sceneggiature. E’ probabile che Hap & Leonard in una delle prossime avventure arriveranno in Italia, per l'esattezza a Bologna”.

Conosce e se la rispoata è affermativa apprezza i romanzi di James Ellroy?
Non lo conosco così bene da poter dare un giudizio sui suoi libri. Anni fa mi ha spedito un suo libro, perchè avevamo una conoscenza in comune, ma non ho letto mai altro.

Ha scritto un libro su un’icona fumettistica per eccellenza, Batman, è stato difficile trattare il personaggio in un romanzo?
No, anzi, è stato un libro molto divertente da scrivere. Sono sempre stato un grande appassionato di fumetti, e Batman è uno dei miei preferiti”.

I suoi libri sono un frullato di diversi generi: horror, fantascienza, fumetto, cosa preferisci scrivere, quali sono le tua influenze?
Ho sempre scritto quello che mi piaceva scrivere e, di conseguenza, ho sempre letto quello che volevo leggere, passando per Edgar Rice Burroughs, Jack London, Chandler, Faulkner, Hemingway, Steinbeck ma anche Fredric Brown, Ray Bradbury, Mark Twain. Sopra a tutti sono stato influenzato dai fumetti: è proprio grazie ai fumetti che ho imparato a leggere, è sulle strisce che ho capito cosa significhi mescolare i generi. Da giovane ero convinto che sarei diventato uno sceneggiatore di fumetti, perché non sapevo disegnare.

Parlando di cinema, è noto il suo amore per un certo genere di film.
Sì, un grande ascendente su di me lo hanno avuto i B-movies come quelli di Roger Corman, per esempio. Solo nei film horror, di fantascienza e fantasy potevo trovare soddisfazione per il mio bisogno di bizzarro, fantastico. Anche se ormai è sempre più dura trovare del buon trash al cinema, sono tutti tributi o remake.

Verranno mai tratti film dai suoi romanzi?
Probabilmente sono il più grande scrittore di non-film opzionati! Ho ricevuto molte proposte, ma per un motivo o per un altro alla fine niente si è concretizzato. Io continuo a scrivere e mi commissionano sceneggiature, spero che qualcuna di queste vada a buon fine. Ridley Scott è interessato a L'anno dell'uragano, da cui vorrebbe trarre un film e anche La sottile linea scura, la saga del Drive in e Freddo a luglio potrebbero essere portati nelle sale.

Alla fine dell'incontro, scatta come sempre la corsa all'autografo. Mi metto in fila come gli altri con la mia bella copia del libro in mano. Arrivo di fronte a Lansdale, lui mi guarda con quegli occhi chiari e aperti, sorride, mi stringe la mano e mi fa, "How are you?". Io sorrido a mezza bocca con fare Happesco, annuisco e gli faccio - o meglio balbetto - un mezzo "Not bad". L'idea era quella di interpretare un duro alla Lansdale, un antieroe tra il trasandato e l'ironico. Tentativo fallito. Mi tremavano le gambe

lunedì 2 febbraio 2009

Cinenostalgiche visioni: Scuola di mostri

The Monster Squad
USA, 1987
Regia: Fred Dekker



Io da ragazzino ai mostri ci credevo. E con i miei amichetti avevamo anche formato un gruppo di cacciatori di mostri. Li cercavamo nel bosco vicino casa, dietro o sopra gli alberi, dentro le buche nel terreno che per noi diventavano misteriose grotte inesplorate. Eravamo un gruppetto di amici molto "kinghiano" - alla It, per capirci - e ogni volta che usciva un film che parlava di noi, ne parlavamo per settimane, prima e dopo la visione del film. Perchè Scuola di mostri - o Explorers, o i Goonies - parlava di noi. A parte il fatto che nella nostra zona non si è mai insediato un Dracula accompagnato dalla Mummia, dell'Uomo lupo, dal Mostro della laguna nera e da Frankenstein, e non avevamo un amico chiamato Van Helsing a salvarci le chiappe quando le cose si facevano difficili.

(Se è per questo non abbiamo neanche mai trovato un tesoro dei pirati nè siamo andati nello spazio con una navicella costruita con dei rottami ed un Commodore 64 - anche se ci ho provato - ma questa è un'altra storia)

Quando vidi Scuola di mostri per la prima volta ai mostri già non ci credevo più, per lo meno ai mostri di fantasia. Però questo film mi riportò alla mente i miei 12 anni, il gruppetto di amici fedeli, il bosco misterioso, i pomeriggi passati a cacciare mostri.

Rivisto recentemente, questo film appare come effettivamente è: divertente ma ingenuo, dal basso budget, un po' fracassone, ma tanto sincero come sanno essere solo certi film degli anni '80.

Finisci di vederlo e ti viene voglia di andare a prendere la BMX in garage - perchè mica l'avete buttata vero? - lanciarti giù per la discesa vicino casa a tutta birra, strappare la fanciulla che ti piace tanto dalle grinfie di quel mostro schifoso e con i tuoi amici fedeli ricacciare il Male nell'Altra Dimensione.
Perchè noi siamo la Monster Squad, ecchecavolo, e quando ci vedono, i mostri scappano a zampe levate...

domenica 1 febbraio 2009

Massimo Carlotto presenta Perdas de Fogu

Carlotto è uno dei miei scrittori preferiti. Perchè amo il noir, e lui ha rivitalizzato in Italia il genere inventando un personaggio come l'Alligatore, perchè nei suoi libri gli argomenti di attualità, anche i più scottanti - e parlo ad esempio del G8 di Genova, della sofisticazione alimentare o del dramma dei desaparecidos argentini - vengono trattati, e indagati, con intelligenza e vera passione giornalistica (e parlo del giornalismo di un tempo). Per questo l'appuntamento che vi segnalo è da non mancare: Mercoledì 4 Febbraio 2008 dalle ore 18:00 presso la Feltrinelli di via Appia Nuova 427 a Roma Massimo Carlotto presenterà il suo ultimo libro Perdas de Fogu.



Frutto di una lunga e meticolosa inchiesta condotta da Massimo Carlotto e dal gruppo di scrittori uniti nella sigla Mama Sabot, Perdas de Fogu (edizioni e/o) segna il ritorno di Carlotto al romanzo d’inchiesta contemporaneo. Intervengono Stefano Montanari e Roberto Pirani.

La trama del libro: Sardegna 2008. Pierre Nazzari è un disertore ricattato e costretto a fare il lavoro sporco in operazioni segrete o illegali. Finisce nelle mani di una struttura parallela al servizio di un comitato d’affari locale e viene obbligato a spiare Nina, una giovane ricercatrice veterinaria che studia gli effetti dell’inquinamento bellico sugli animali. Entrambi saranno costretti a giocare una partita complicata e pericolosa il cui premio è la sopravvivenza.

Ma il buon Carlotto è instancabile, non fa in tempo a presentare un libro che già un altro è ai nastri di partenza: il 24 Febbraio, infatti, Massimo tornerà nelle librerie con un nuovo romanzo L'albero dei microchip, per la collana VerdeNero; un altro noir d'inchiesta scritto insieme a Francesco Abate (con cui aveva già realizzato il bellissimo Mi fido di te) e alcuni Mama Sabot.

Questa la trama: Kimmie Dou, funzionario dell'Onu in Liberia, sta indagando su un traffico di armi. Dopo settimane di appostamenti, può finalmente entrare in azione. Lui e i suoi uomini bloccano una colonna di camion, ma quando aprono i portelloni non trovano mitragliatrici ma rottami di computer.
Acqui Terme, Italia. Matteo è un bambino autistico che ha ereditato dal padre la passione per l'informatica. La sua malattia lo espone agli scherzi dei suoi compagni di scuola, che gli fanno credere che nel campo dove si trovano a giocare a calcio crescono i computer. In realtà, il campo è una discarica abusiva di rifiuti elettronici, di cui comincia a occuparsi il capitano della Finanza, Nicola Einaudi. Le sue indagini si intrecceranno con quelle di Kimmi Dou, che dall'Africa ripercorre con ostinazione le rotte dello smaltimento dei rottami, sotterrati nella savana grazie alla complicità dei Signori della Guerra. I due uomini si incontreranno al porto di Livorno, da dove cominceranno un viaggio nei meandri più oscuri della politica e della criminalità internazionali. Un nuovo noir d'inchiesta e oscuri intrecci che va a scavare nel torbido dell'Italia.

Maggiori informazioni su www.verdenero.it

Vi segnalo inoltre un articolo molto interessante scritto da Carlotto e pubblicato sul Manifesto in cui lo scrittore riflette sullo stato della letteratura gialla e noir.

Assolutamente da visitare ovviamente il sito di Massimo Carlotto.