lunedì 30 marzo 2009

La gelosia, mon amour



Sono reduce dalla visione di Il Caso dell'infedele Klara, film di Roberto Faenza con Claudio Santamaria, Iain Glen, Laura Chiatti e Kierston Wareing. Reduce è proprio la parola giusta. Il film è una sofferenza terribile dall'inizio alla fine: recitazione svogliata; attori diretti male; dialoghi banali; regia televisiva; trama al limite dell'assurdo.

Il peggio del peggio dei film italiani. Vorrebbe puntare in alto, analizzare le ragioni di quel sentimento che sa tanto di malattia che è la gelosia, ma finisce per volare rasoterra, non coinvolgere e annoiare.

Pensare che la gelosia ha partorito film molto belli, che analizzano questo sentimento inquadrandolo in trame grottesche, o drammatiche, o noir, o comiche e divertenti. Ne voglio ricordare due: il primo film, francese, è L'inferno (L'Enfer), del 1994, diretto da Claude Chabrol e interpretato da una stupenda Emmanuelle Béart. Qui la gelosia assume connotati pericolosi e inquietanti, e trascina il marito della Beart (e come dargli torto!) in un girone infernale di sospetti, fantasie, tormenti. Un film altamente drammatico, con un finale secco e per niente conciliante. Chabrol è chiaro: per lui la gelosia è un vero e proprio "girone dantesco", se si inizia a percorrere la strada che conduce all'inferno, non si può far altro che continuare a scendere...



Che la gelosia sia una malattia (quasi) impossibile da curare lo si evince anche dall'esordio alla regia di Gabriele Muccino, Ecco fatto, anno 1998. Un piccolo cult, un film sorprendente, molto divertente, in cui sono presenti le caratteristiche di quello che sarà poi il "Muccino's touch", recitazione esagitata e camera traballante compresa.

Matteo (Giorgio Pasotti) e Piterone (Claudio Santamaria) sono amici da sempre e assieme cercano di passare per la terza volta gli esami di maturità, ma un giorno Matteo conosce una bellissima ragazza slava, Margherita (Barbora Bobulova) di cui si innamora perdutamente. I due andranno a vivere insieme, ma nasce in Matteo una gelosia dettata dall'insicurezza.

Il personaggio memorabile del film è sicuramente Piterone, pluriripetente amico di Matteo che lo coinvolge in imprese impossibili e gli riempie la testa con la sue "regole" per conquistare una ragazza. Rimangono in testa le sue frasi-tormentone ("Gallina che non becca, ha già beccato!" o l'intercalare "Tranquilo!"). Piterone è interpretato ottimamente da Santamaria in maniera naturale (anche se caricaturale, ma fa parte del personaggio); attore discontinuo, dunque, come abbiamo potuto vedere nel corso della sua carriera, certo non si spiega il pessimo risultato che invece ottiene in Il Caso dell'infedele Klara, dove sicuramente conta la maldirezione degli attori da parte del regista.



Alla faccia della tanto sbandierata gelosia femminile, questi tre film, insieme alle ultime drammatiche vicende di cronaca sono esempi di gelosia tipicamente maschile, magari diversa da quella femminile, ma ugualmente distruttiva...

Ed ecco le tre fondamentali "lesson" di Piterone:





Gira il tuo telefilm



Dall'8 al 10 maggio Milano ospita il Telefilm Festival che promuove l'iniziativa Gira il tuo telefilm. Per partecipare basta girare un video di massimo 3 minuti, con qualsiasi mezzo (amatoriale o professionale). Caricare il video su YouTube e inviare il link a tvblog@telefilmfestival.it entro e non oltre il 17 aprile '09.

I video verranno caricati sui siti http://www.telefilmfestival.it/ e www.tvblog.it e saranno votati dagli utenti. I finalisti riceveranno un abbonamento gratuito alla settima edizione del Telefilm Festival. Nel corso della cerimonia di premiazione verranno proiettati tutti i video finalisti e verrà annunciato e premiato il vincitore.

Con "Gran Torino" Warner Bros. Pictures Italia vince la sfida del box office



A tre weekend dall’uscita il primo risultato è Gran Torino di Clint Eastwood, che vola a quota 5 milioni e seicentomila euro, mantenendo una mediaschermo di circa 4.000 euro. Il capolavoro di Eastwood conferma anche in Italia i risultati straordinari che sta ottenendo in tutto il mondo.

Successo, invece, tutto italiano per I mostri oggi di Enrico Oldoini, commedia amara che analizza vizi e difetti contemporanei degli italiani. Critica fredda ma pubblico entusiasta: Bisio, Ferilli, Abatantuono e Panariello registrano il secondo incasso del weekend con 1 milione e 130mila euro.

Terminator Salvation

Ci sarà tempo e modo di parlarne, di collegarlo con gli episodi precedenti e la serie tv, di farci le pippe da nerd su "quale è meglio...", ma per adesso tutto è a zero...

Christian Bale, Sam Worthington, Bryce Dallas Howard, Helena Bonham Carter; sceneggiato da Paul Haggis; diretto da McG (se vogliamo dirla tutta l'unica nota stonata ma ce ne faremo una ragione se il prodotto sarà all'altezza)...

Il primo trailer in italiano rilasciato fa crescere in maniera vertiginosa l'hype...

... e anche il sito ufficiale è una figata!

Anteprima universitaria per "Louise Michel"



I film francesi spesso riservano delle sorprese. Questo Louise Michel sembra a prima vista molto divertente e dalla trama fuori di testa! Se poi aggiungiamo personaggi stralunati, dialoghi e situazioni sopra le righe, il film potrebbe diventare un caso e trionfare al botteghino.

La trama: Una fabbrica nella regione francese della Picardia. Pochi mesi dopo una riduzione del personale, le operaie sono in allarme. Quel giorno, il direttore le convoca per una piccola sorpresa, un regalino con ricamato sopra il nome di ciascuna. Un dono che tranquillizza gli animi. Torna la speranza, ma mattina seguente, la costernazione: macchinari, uffici, tutto è stato sgombrato durante la notte. La direzione è scomparsa. Disillusione totale. Le operaie decidono di finanziare un progetto di reimpiego. Vengono prese in considerazione diverse idee: creare una nuova società, rilevare un'altra fabbrica, ma nulla riesce a suscitare il loro entusiasmo. Louise, la più scatenata, ha unidea che funzionerà e che si possono permettere: assumere un sicario per uccidere il capo! Consenso unanime. Spetta a lei trovare il sicario. Sceglierà l'assassino più patetico della sua generazione: Michel. Insieme troveranno quel mascalzone del capo.

Diretto da Benoit Delépine e Gustave Kervern; prodotto da Mathieu Kassovitz; con Yolande Moreau e Bouli Lanners.

Al cinema dal 3 Aprile



Il film verrà presentato in anteprima all'Università Roma Tre, Mercoledì 1 Aprile alle ore 16 presso l'Aula Magna della Facoltà di Lettere e Filosofia in via Ostiense 234. Seguirà incontro con il regista Gustave Kervern, Ascanio Celestini e con Giorgio De Vincenti direttore Dipartimento Comunicazione e Spettacolo di Roma Tre.

Sundance Film Festival 2009 - Premio Speciale della giuria per l’Originalità
Festival di San Sebastian 2008 - Premio alla Migliore sceneggiatura
London Film Festival - Selezione ufficiale
Festival Internazionale del Film di Roma 2008 - Selezione ufficiale

Anteprima del festival "Le voci dell’inchiesta"



E’ un film sulla camorra Fortapasc, l’ultima fatica cinematografica del regista Marco Risi, ma è soprattutto un film sulla ricerca della verità, per come racconta la storia di un giovane giornalista napoletano ucciso negli anni ’80 perché troppo aveva scoperto riguardo al boss Valentino Gionta. Proprio per questo, l’incontro a Pordenone con Marco Risi e con l’attore protagonista del film Libero de Rienzo, in programma martedì 31 marzo in Sala Grande a Cinemazero, ore 21.00, si propone al pubblico come anticipazione del festival Le voci dell’inchiesta in programma a Cinemazero dal 16 al 19 aprile prossimi. La manifestazione, promossa da Cinemazero e Università degli Studi di Udine, intende valorizzare e diffondere sempre di più il genere dell’inchiesta, che anche in Italia ha visto e tuttora vede impegnati nomi importanti del giornalismo alla ricerca di verità nascoste e spesso “scomode”.

Scomode e pericolose erano senz’altro le verità scoperte e rivelate dal giovane giornalista Giancarlo Siani, corrispondente del Mattino negli anni ’80, prima da Torre Annunziata e poi da Napoli, la cui storia è raccontata in Fortapasc.

Il regista Marco Risi tratteggia Siani come un ragazzo allegro, che amava la vita e il suo lavoro e cercava di farlo bene, ma aveva il “difetto” di informarsi, di verificare le notizie, di indagare sui fatti, scrivendo pagine appassionate e impetuose sui clan e sulla filosofia camorristica. E’ stato l’unico giornalista ucciso dalla camorra.

domenica 29 marzo 2009

Yo soy Betty, la fea



No, avete capito male, qui non si parla di Ugly Betty, la versione americanizzante, il remake cool e griffato prodotto da Salma Hayek... qui si parla dell'originale, del buffo, trash, improbabile, divertente, surreale Yo soy Betty, la fea, telenovela colombiana nata nel 1999, in Italia passata su diverse emittenti regionali con grande successo.

La trama: una giovane donna molto intelligente, Beatrice Aurora Pinzon Solano, soprannominata dagli amici di quartiere "la cozza" per la sua scarsa avvenenza, trova lavoro come segretaria del presidente presso l'azienda di moda "Ecomoda". Qui incontra le sue nuove migliori amiche e si innamora del presidente dell'azienda Armando Mendoza, futuro sposo di Marcella Valencia e incallito dongiovanni. Tra gli altri personaggi Nicola Mora, amico d'infanzia di Betty e poco attraente come lei; il famoso stilista gay Hugo Lombardi, che non perde occasione di sottolineare la poca avvenenza di Betty e delle sue amiche; Giulia e Hermes, genitori di Betty, protettivi e amorevoli; Patrizia Fernandez, arrogante, viziata, sempre all'ultima moda e con perenni problemi economici.

Confesso cha all'inizio vedevo la serie con occhio sbilenco e distratto, avevo l'impressione che il mondo che ha prodotto quella serie era troppo distante dal nostro... persino un prodotto come Vivere o CentoVetrine o mi sembrava produttivamente e narrativamente più appagante.
Ebbene, mi sbagliavo. Superato lo scoglio della fotografia slavata, della recitazione caricata, delle acconciature e dei vestiti retrò, delle due sole location utilizzate, il prodotto si lascia guardare con piacere: Betty, la Fea è divertente, è facile affezionarsi ai personaggi e, cosa più importante, si tifa per loro! Alla fine la storia è sempre quella della "rivincita della racchia", o del brutto anatroccolo, che dopo una vita di umiliazioni, lacrime e sofferenze si ritrova splendido cigno, con principe azzurro annesso e rivincita sociale di contorno. I perfidi e belli vengono battuti e i racchi buoni vincono.
Con una nota stonata però: alla fine Betty, sotto la guida della sua amica Caterina Hangel, impara a valorizzare la sua bellezza, e diventa quello che veramente è, cioè l'attrice Ana Maria Orozco, un gran bel pezzo di figliola che per 169 episodi ha martirizzato la sua bellezza al servizio di improbabili acconciature, abiti orrendi, apparecchio ai denti, occhialoni da talpa e movenze goffe. Ecco, secondo me la serie ne avrebbe guadagnato enormemente se Betty fosse rimasta la sfigatella racchia delle prime puntate e non la bella donna che abbiamo visto nelle ultime. Penso che l'effetto immedesimazione che ha fatto guadagnare tanti consensi alla serie e che è sempre stato il suo punto di forza all'ultimo lasci il posto alla sensazione che Betty non è "una di noi", con i nostri stessi problemi, e che alla fine la storia sia una solita, classica, anche un po' banale e scontata, favoletta conciliante ma lontana dalla realtà.

Nonostante questo, c'è da notare come il presidente della Ecomoda inizi ad innamorarsi di Betty quando ancora è la Betty che conosciamo, prima della trasformazione in cigno, per cui un colpo al cerchio, uno alla botte, la serie è salva, le spettatrici contente, il successo conservato. Un successo più che meritato e che ha portato la serie a vincere numerosi riconoscimenti e ad essere adattata in altri paesi (Messico, India, Israele, Germania, Grecia, Olanda, Spagna, Stati Uniti).

TeleRoma56 sta passando le repliche, tutti i giorni alle 18 con delle minimaratone di due episodi alla volta la Domenica.

E con questo post, mi sono decisamente sputtanato :)

La sigla:

sabato 28 marzo 2009

Batman: Dead End

Per qualcuno è semplicemente il più bel Batman mai apparso.
2003
Diretto da Sandy Collora
Batman
contro Joker
contro Alien
contro Predator

Nada e Zamboni in concerto

In occasione delle riprese del film documentario ispirato al libro di Nada Il mio cuore umano, Massimo Zamboni e Nada saranno nuovamente assieme nello spettacolo L'Apertura, fatto di brani di entrambi i repertori solisti con alcune perle dei CCCP cantate dalla magica voce della Signora Malanima. Sul palco ci saranno anche Simone Filippi e Luca Rossi, bassista e chitarrista degli Ustmamò.

Il mio cuore umano è prodotto da Bìbì Film, con la regia di Costanza Quatriglio.

Data Unica, Giovedì 2 Aprile al Circolo degli Artisti, Via Casilina Vecchia 42 - Roma.
ingresso: 8 euro + d.p. / 6 euro ridotto per universitari & under 26


venerdì 27 marzo 2009

“Hunger”di Steve McQueen è il re tra gli indipendenti



Si è conclusa la kermesse cinematografica internazionale del RIFF, Roma Independent Film Festival, con una partecipazione, nei sette giorni di programmazione, di circa 10mila persone e che ha visto 90 opere in concorso provenienti da oltre 30 Paesi.

Nella serata di premiazione, presentata dal direttore Fabrizio Ferrari e da Milena Kaneva, con la partecipazione dei rappresentanti della Regione Lazio, Giulia Rodano (Assessore alla Cultura) e del Comune di Roma, Claudio Maria Pascoli (delegato per il Cinema dell’Assessorato alle Politiche Culturali), sono stati assegnati, alle opere vincitrici, i RIFF Awards 2009 scelti dalla giuria composta, tra gli altri, da Valentina Cervi, Sabrina Impacciatore, Paul Zonderland, Umberto Massa, Ahmad Rafat, Rachid Benhadj, Manetti Bros:

Miglior Lungometraggio: Hunger di Steve McQueen - United Kingdom Northern Ireland
Menzione speciale a Be calm & count to 7 di Ramtin Lavafipour – Iran.
Premio New Vision 2009 al film Sing For Darfur di Johan Kramer – Olanda
Miglior Lungometraggio Italiano: Narciso di Marcello Baldi, Dario Baldi - Italia
Menzione speciale a Sleeping Around di Marco Carniti - Italia
Miglior Documentario: Another Planet di Ferenc Moldoványl – Ungheria/Finlandia/Belgio
Miglior Corto italiano: Nero Apparente di Giuseppe Pizzo
Menzioni speciali Corti italiani: L'ultima Volta di Andrea Costantini; Tv di Andrea Zaccariello e Io Parlo! di Marco Gianfreda
Miglior Corto Straniero: Section 44 di Daniel Wilson - United Kingdom
Menzione speciale a The Funk di Cris Jones - Australia
Miglior Corto sezione “Students short”: Col Sangue Agli Occhi di Lorenzo Sportiello

Miglior Corto d’animazione:
Ex aequo: The Big Store di Lars Arrhenius, Johannes Müntzing - Sweden; Hot Dog di Bill Plympton, United States

Miglior sceneggiatura per Lungometraggio: Un cancello tra i prati di Carlo La Chimia
Miglior sceneggiatura per Cortometraggio e Premio di avvio alla produzione, messo in palio dalla Kubla Khan: L’alternativa di Riccardo Degni
Miglior soggetto per lungometraggio (nuova sezione): Vento zero di Fabrizio Bozzetti

mercoledì 25 marzo 2009

Letture Intime



Michel Guéranger, uno dei fondatori del movimento Space che negli anni Settanta anticipò il periodo successivo con un vocabolario impregnato di geometrie e prospettive architettoniche, si confronta ora con il tema del femminino in Lectures Intimes. Un erotismo sottile pervade l'intera opera, realizzata con collages che legano alla fotografia pizzi e ricami, a volte incollati, a volte magistralmente dipinti in un effetto trompe-l'oeil.

E l'occhio è indotto in errore in più di un'occasione, negli ultimi lavori di Michel Guéranger, dal momento che quelli che sembrano, a una prima vista, delle gambe di donna, in realtà non sono che libri aperti. Libri antichi e moderni di ogni tipo, che diventano veri e propri personaggi in grado di raccontare la loro storia.

Un dialogo, quello tra il libro e il sesso suggerito della donna, che si intesse con abili ricami su una tela immaginaria che contempla tutte le sfumature luminose e oscure del desiderio.

Galleria RAGOT/DE BLASIO/RESTELLI
Via Margutta 71a
dal 26 marzo al 29 aprile
Per info: 0632506875
ragotrestelli@fastwebnet.it

martedì 24 marzo 2009

Splice



Ecco un altro di quei film che attendo con ansia. Si chiama Splice e l'ha diretto Vincenzo Natali. Il regista, fin dai tempi del suo primo cortometraggio Elevated, ha sempre indagato "l'alieno", inteso come contesto, ambientazione, sia esso un ascensore, una trappola mortale in cui sono rinchiuse delle cavie o un misterioso spazio bianco come in Nothing, (film inedito in Italia che si può trovare in giro per i soliti canali sia sottotitolato sia doppiato amatorialmente in italiano).
Se in Cypher "l'alieno" era invece il protagonista, perso nelle sue infinite identità, nel suo nuovo film l'alieno è un'affascinante creatura creata in laboratorio.



La trama: Elsa e Clive sono due giovani scienziati, tanto brillanti quanto ribelli. Ignorando deliberatamente i limiti legali ed etici imposti normalmente imposti alla loro categoria decidono di proseguire coi loro esperimenti in campo genetico, arrivando a mischiare insieme del DNA umano e animale per creare un nuovo organismo. La creatura "nata" dall'esperimento, un cucciolo di femmina deforme, viene chiamata Dren. Dren in brevissimo tempo cresce e muta fino a diventare una magnifica donna-chimera. Una volta adulta la creatura comincerà a rappresentare una minaccia mortale.



Interpretato da Adrien Brody e Sarah Polley. Il budget è notevole per cui Natali dovrebbe dar sfogo in libertà a tutta la sua visionaria fantasia. E poi, voglio dire, alla produzione c'è Guillermo Del Toro, per cui attesa ai massimi livelli.

Questo è invece il corto Elevated, diviso in due parti. Da vedere per capire da dove vengono i germi dei suoi successivi film:



Fortapasc e il rapporto tra informazione e criminalità



Domani, 25 marzo, dalle ore 10 alla Casa del Cinema di Roma l'Associazione Stampa Romana e L'Associazione Napoletana dedicano una mattinata al tema del rapporto fra informazione e grande criminalità con la presentazione del film di Marco Risi Fortapasc. Alla fine della proiezione, si terrà un dibattito al quale parteciperanno, oltre al regista Risi, il Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso, Andrea Purgatori, i giornalisti Francesco La Licata de 'La Stampa', Rosaria Capacchione de 'Il Mattino', Alberto Spampinato dell'Ansa, il presidente della Fnsi, Roberto Natale, Paolo Siani, fratello di Giancarlo e, in collegamento da Milano Giorgio Bocca.

"In un momento difficile per la categoria - spiega il segretario dell'Asr, Paolo Butturini - fare fronte comune per la difesa della legalità significa anche far crescere una cultura dell'informazione come elemento strutturale di una democrazia, dicendo no a qualsiasi bavaglio, ma chiedendo anche a direttori e colleghi di far valere la propria autonomia come servizio ai cittadini".

Storie e Sogni - Intervista con Serena Celeste



Serena Celeste è un'esordiente un po' particolare. Questa ragazza così minuta e dalla voce potente è al suo secondo album autoprodotto, Storie e Sogni, sta cercando faticosamente di farsi strada in un ambiente in cui è difficile entrare, macina concerti su concerti per fare esperienza sul palco e farsi conoscere, e instaura collaborazioni anche curiose (come la rock band ungherese dei Vida).
Serena ha un gruppo di fans agguerriti, e i suoi dischi si trovano in negozi on line e in alcuni negozi di Roma. Per info visitate il suo sito.

lunedì 23 marzo 2009

Francis Ford Coppola parla del suo nuovo film "Tetro"

Presentazione de "Il padrone di casa"



Venerdì 27 marzo, alle 20,30, alla libreria Aseq di Roma (in via dei Sediari, 10, fra piazza Navona e il Pantheon) è in programma la presentazione del romanzo di Alberto Samonà, dal titolo Il padrone di casa.
Sarà presente, fra gli altri, il giornalista Bent Parodi, autori di decine di saggi su argomenti simbolici e tradizionali. L’ingresso è libero.

Felicemente... sola!



Un debutto a teatro... con un sorriso! In questo modo un gruppo di amiche con le loro figlie è riuscito a realizzare il proprio sogno, a realizzare una commedia divertente e attuale che parla della loro vita, dei loro rapporti con gli uomini, delle loro esperienze, del sesso...
Nell'intervista che ho realizzato per il portale www.sitopreferito.it ce ne parla la sceneggiatrice Marina Marini, e l'attrice Cinzia Marino. L'ho voluto segnalare anche qui perchè è una bella storia: un gruppo di amiche, un sogno che si realizza, il fascino del palcoscenico, del sipario che si apre...
Poi perchè queste donne sono esordienti, e, come ho già scritto, in questo blog voglio dare spazio agli esordienti inserendo una nuova rubrica, "La Tana", dove gli esordienti possono avere il loro spazio, segnalare le loro opere, farsi conoscere meglio. L'indirizzo mail è sempre quello: jlcronista@gmail.com.

Per chi è di Roma, l'intervista andrà in onda su Gold Tv nella trasmissione "Passaggi a Nord Est", la Domenica alle 17. Altrimenti il sabato su Sky Roma-Sat canale 851 alle 20.30.

domenica 22 marzo 2009

Swayze sta bene, seconda stagione per The Beast



Questa si che è una bella notizia! "Patrick Swayze sta bene e sta preparando la seconda stagione della serie televisiva The Beast, in cui è uno dei protagonisti". Così ha detto Woopy Goldberg, co-protagonista nel fortunato film Ghost. L'attore, che soffre di cancro al pancreas, nella prima stagione del nuovo telefilm è apparso molto dimagrito a causa delle cure cui si deve sottoporre, tanto che molti hanno fatto circolare la notizia che la seconda stagione sarebbe stata girata senza di lui. Ma la Godberg ha smentito le voci che gli davano poche settimane di vita. "Si sta allenando molto e ha il morale alto", ha detto l'attrice.

sabato 21 marzo 2009

Cinenostalgiche visioni: Tramonto di un eroe

Beyond the Stars
USA, 1989



Un ragazzo e il suo sogno, quello di diventare astronauta.
Nel corso di un lancio con un modellino di razzo spaziale, Eric frantuma una finestra della scuola e per punizione viene spedito in una cittadina di mare, dove abita il padre con la sua nuova fidanzata. Qui incontra una ragazza di cui si innamora, Mara, ma soprattutto conosce Paul Andrews, un astronauta dal carattere difficile e con qualche segreto da nascondere, che diventerà suo amico, alimentando sempre più il sogno di Eric.

Ecco un film che difficilmente potrebbe avere un mercato se realizzato adesso. Un film lieve, pacato, fatto di dialoghi e sfumature. Si parte dal difficile rapporto di un figlio con il proprio padre, per poi approdare ad un sottotesto ecologista e ad un finale dolcemente fantascientifico. Senza dimenticare la storia d'amore adolescenziale, fatta di battibecchi e riappacificazioni.

Malinconico, sognante, romantico, Tramonto di un eroe è figlio del suo tempo, ed è un film che si ricorda con piacere e affetto e, rivisto dopo anni, mantiene vivo il suo fascino e le sue suggestioni.
Ottime le interpretazioni di Martin Sheen e Christian Slater; particina per Sharon Stone e F. Murray Abraham. Diretto con piglio televisivo da David Saperstein (sua unica regia; nel 1985 firmò il soggetto di un altro film in cui la fantascienza era una scusa per parlare d'altro, cioè l'altrettanto bello Cocoon, l'energia dell'universo), Tramonto di un eroe è un film che non solo viene da un altro tempo, ma, forse, da un altro mondo. Per questo è così prezioso.
E' un film che quindici anni fa passava in tv piuttosto spesso il pomeriggio, durante le calde giornate estive, e che puntualmente rivedevo, emozionandomi e commuovendomi sul finale.
Eric era un ragazzo con un sogno, proprio come noi; Eric aveva contrasti con i genitori, anche noi; Eric era innamorato e litigava spesso con la sua ragazza per motivi futili, e non riusciva a capire quel mondo alieno che erano le ragazze, come noi; Eric amava lo spazio e credeva in una vita extratterestre, noi idem...

Pochi i modi per riscoprirlo: c'è una vecchia vhs Cecchi Gori, dalla qualità infima, o i soliti canali p2p, ma la qualità è sempre pessima. Peccato, perchè il film merita, e, per gli argomenti trattati, fa bene al cuore (non solo quello di vecchi trentenni come me).

Leggi le altre Cinenostalgiche visioni.

venerdì 20 marzo 2009

Blood - The last vampire e Street Fighter - The Legend of Chun Li

Io già me li vedo: poche chiacchiere, trama ridotta all'osso, azione in quantità.
E poi, ovviamente, loro, le protagoniste: ragazze, ma non ragazze comuni, ragazze pericolose, armate, sanguinarie e/o vendicative, bellissime, seducenti, capaci di colpirti al cuore prima con la bellezza, poi massacrarti la faccia con un calcio volante e alla fine trafiggerti con una katana.

(Che poi è quello che fanno anche nella realtà, a pensarci bene)

Noto comunque che la stagione cinematografica è iniziata alla grande e alla grande sta continuando, tra filmoni che rimangono nel cuore e filmetti in grado di garantire sano divertimento. Come si dice: speriamo solo che duri...

... e comunque io da due tipe così mi farei picchiare tranquillamente...



Il padrone di casa



Un anno di vita nel tentativo di conoscere se stessi attraverso la quotidianità. E' questo il filo conduttore del romanzo del giornalista Alberto Samonà dal titolo Il padrone di casa, uscito in tutta Italia per Robin Edizioni.

Dodici sono i mesi raccontati nelle pagine de Il padrone di casa, racchiusi in altrettante lettere che il protagonista scrive a un’amica lontana. E tuttavia, il tempo è anche metafora di un ritmo "circolare" che, in un certo senso, scandisce tutto lo svolgersi del racconto, affidato alla forma del romanzo epistolare.

In 156 pagine viene esposto un anno di vita, vissuto da un uomo, che racconta all’amica le “confessioni” sulla propria condizione spirituale. Il punto di vista del protagonista è quello di un affermato studioso di argomenti tradizionali ed esoterismo, che dopo una vita trascorsa a incassare i complimenti dell’intellighenzia e degli intellettuali suoi colleghi, vive un’esperienza che lo pone in una condizione nuova. A seguito di questo avvenimento, che suona come uno shock, egli apre gli occhi e si rende conto di avere trascorso troppo tempo a studiare sui libri l’universo della simbologia esoterica e della spiritualità, senza però sentirne mai l’intimo significato connesso a un reale lavoro su di sé. Da questa presa di coscienza, l’uomo è come se rinascesse in una condizione differente, della quale scrive nelle proprie lettere, raccontando i tentativi e le impressioni nuove della vita ordinaria, che appaiono così sorprendenti e ricche agli occhi di chi prova a osservare al di là del velo.

Il libro è stato erroneamente ritenuto da certa critica come un romanzo psicologico o a sfondo introspettivo. E invece, il lettore più attento può cogliere gli autentici significati “esoterici” e di ricerca interiore, connessi ad un sincero lavoro su di sé, che il libro traccia in modo inequivocabile. Ben diverso dalla narrativa ordinaria usa e getta. Il padrone di casa, appare, dunque come un saggio sul percorso iniziatico, solo “travestito” da libro di narrativa. E anche per questa ragione, Samonà pone una domanda, lasciandola volutamente senza risposta: “Quando il padrone di casa farà ritorno nel "luogo" che gli appartiene?”.



Alberto Samonà, giornalista, vive e lavora a Palermo. Ha pubblicato i libri Le colonne dell’eterno presente (2001), La Tradizione del Sé (2003). È autore dello spettacolo teatrale Una fiamma a Campo de’ Fiori e di diversi racconti, alcuni dei quali messi in scena a teatro.

Public Enemies

Michael Mann
Johnny Depp contro Christian Bale
Basato sulla vita dei criminali John Dillinger, Baby Face Nelson e Pretty Boy Floyd durante la Grande depressione e dell'agente Melvin Purvis incaricato dall'FBI di arrestarli.
Non servono commenti, gustatevi in silenzio il trailer:

Drag Me To Hell

Sam Raimi torna all'horror puro, sedici anni dopo L'Armata delle Tenebre.
Nelle sale americane il 29 maggio.
Il trailer promette bene, in quanto a salti e brividi.

Sam ti prego fai quello che sai fare meglio, non scopiazzare gli horror orientali come fanno gli ultimi film americani (come il recente orribile Il mai nato), vacci giù duro, non lesinare su tensione, sangue & frattaglie. Se amo film come La casa non è certo per le sofisticheria di sceneggiatura o per la regia misurata. Vabbè, poi hai fatto i tre Spiderman, molti ti chiamano Autore, e per carità te la sei cavata alla grande, però spero non ti sia montata la testa... E poi, ma questo sarebbe veramente carino da parte tua, come in tutti i tuoi film avrai riservato una particina per Bruce Campbell no? Se magari gli metti in mano una motosega (in un film di maledizioni ci sta sempre bene) allora sappi che faresti contenti (molto contenti) i tuoi fan della prima ora, e potrebbe essere il film dell'anno...

mercoledì 18 marzo 2009

Steven Seagal ammazzavampiri



E' uscito direttamente in dvd il 17 Marzo.
Si chiama Against The Dark
In Italia è Last Night - Morte nella notte
La trama trama? parla di un gruppo di giovanotti rinchiusi in un ospedale assediato da vampiri. Poi c'è un gruppo di ammazzavampiri capeggiati dal nostro Steven che, ovviamente, massacra i vampiri.
Devo dire che inizialmente il binomio Seagal-vampiri mi ha dato qualche speranza. Voglio dire, le occasioni di azione tamarra, ultraviolenza, splatter in un film con queste premesse ci sono tutte, no? E invece le prime recensioni parlano di un film fiacco, dal budget inesistente, con poca azione e poco senso (in pratica la descrizione degli ultimi film direct to video del buon Seagal).
Ma soprattutto in questo film Seagel non fa aikido. Non massacra zombi a colpi di arti marziali ma con una katana che fa tanto Blade.
E questo non va assolutamente bene.

"Fortapàsc", successo all'anteprima napoletana



Commozione e lunghi applausi all'anteprima al San Carlo di Napoli del film di Marco Risi, Fortapàsc, dedicato alla vita del giovane giornalista del 'Mattino' Giancarlo Siani, ucciso nel 1985 dalla camorra. "Questa sera siamo davvero orgogliosi - ha detto Gaetano Blandini, DG Cinema del ministero - il film è anche migliore della sceneggiatura che avevo letto. Siamo felici di aver sostenuto questo progetto, speriamo che resista molto nelle sale". La pellicola - che arriverà in Campania dal 20 marzo e nel resto d'Italia dal 27, distribuita da 01 - è piaciuta anche agli amici di Giancarlo e alla sua famiglia: "Questo film è poetico, delicato ma anche forte - ha detto il fratello Paolo - racconta bene chi era Giancarlo, un giovane allegro, pieno di vita, che faceva con passione il mestiere del giornalista".

Del film ne abbiamo parlato qui.
Qui invece potete vedere il trailer.

martedì 17 marzo 2009

Focaccia Blues



Un documentario
Un western
Una favola
Un inno alla genuinità
Ecco un altro film italiani di cui si parla troppo poco, ma che potrebbe riservare delle belle sorprese. Un film curioso e originale, tratto da una storia vera, che è un po' una somma dei vari ingredienti citati sopra.

Focaccia Blues, sottotitolo "la vera storia della focaccia che mangiò l’hamburger", diretto da Nico Cirasola, trae spunto da una vicenda accaduta realmente qualche anno fa ad Altamura, un Comune della Puglia dove venne inaugurato, tra la curiosità della gente del luogo, un grande McDonald’s di 550 metri quadri. Dopo qualche mese, Luca Digesù avendo un locale proprio accanto al “gigante” americano decise di aprire una piccola panetteria in cui produceva la sua piccola specialità: la focaccia.

Lentamente, da quel momento, giorno dopo giorno, la concorrenza “leale” del panettiere altamurano mise sempre più in crisi il grande Fast Food, che da lì a pochi mesi fu costretto a chiudere.

Nel film la storia è raccontata direttamente attraverso l’esperienza dei simpatici abitanti del paese, da un giornalista francese (Eric Jozsef) e dall’avventura di Onofrio (Onofrio Pepe), giunto negli USA armato di decine di focacce con uno scopo preciso: far conoscere agli americani la bontà della focaccia.

Alla vicenda realmente accaduta si unisce poi la favola d’amore tra Dante (Dante Marmone), un fruttivendolo amante della qualità, e Rosa (Tiziana Schiavarelli), sua cliente abituale, affascinata dall’arrivo in città di uno strano personaggio, Manuel (Luca Cirasola) un anti-eroe western moderno, deciso a colonializzare tutto ciò che gli passa davanti.

Da citare anche le continue incursioni nella vicenda di due personaggi televisivi (impersonificati da Lino Banfi e Renzo Arbore) protagonisti di uno sketch di “telecucina”, in cui esasperano il concetto di identità litigando per i più disparati e futili motivi (“è più buono il fungo Cardoncello o il Lampascione?”); un nostalgico proiezionista cinematografico (Michele Placido) e un combattivo esercente di una piccola monosala d’essai (Nichi Vendola).

Il film uscirà il 17 Aprile.

lunedì 16 marzo 2009

The Beast



Recensione delle prime sei puntate.

Il duro del Road House continua a spaccare il culo ai passeri. Patrick Swayze in questa nuova serie da 13 episodi firmata A&E, The Beast, interpreta Charles Barker, un agente dell'FBI specializzato in operazioni sotto copertura. Gli viene affiancato il classico pivello da svezzare, Ellis Dove, interpretato da un convincente Travis Fimmel, una specie di Di Caprio esagitato. I casi procedono tra intrighi, manipolazioni e azione, quando il pivello viene contattato per indagare a sua volta su Barker, sospettato di far parte di un gruppo di agenti che si vende al miglior offerente in lavori sporchi.

The Beast non pretende di essere una rivoluzione televisiva (nell'ambito poliziesco) al pari di The Shield o NYPD, ma fa il suo sporco lavoro e lo fa alla grande. Dei due telefilm citati prende il crudo realismo della messa in scena, trame sempre poco consolatorie, approfondimento dei personaggi, nervose scene d'azione. Chiaramente ispirata a The Departed, la serie indaga sulle vite di questi poliziotti che per mestiere devono interpretare "i cattivi", e a volte rischiano di rimanere intrappolati nel "personaggio". E' il caso della sesta, bellissima puntata, in cui Barker si confronta/scontra con Capone (interpretato da Lou Diamond Phillips) un altro infiltrato, vedendo come in uno specchio distorto le sue paure di non essere più sè stesso (e il bello è che a volte il lato oscuro è più attrante e basta distrarsi per esserne inghiottitti).

Nei sei episodi fino ad ora andati in onda non ci si annoia, le puntate si bevono una dopo l'altra e si seguono con passione (che non è poco), e poi vedere Patrick Swayze di nuovo in azione, anche se minato nel fisico da un cancro al pancreas, è sempre un piacere.
Due parole su questo attore: Patrick Swayze fa parte di quella schiera d'attori troppo spesso sottovalutati con cui molti sono cresciuti, e che ha interpretato film che hanno segnato una generazione: Dirty Dancing, Ghost, Point Break, ormai fanno parte del patrimonio emozionale collettivo, sono punti di riferimento, pietre miliari e termine di paragone per tutti i film venuti dopo che gli devono qualcosa (e penso ai film danzerecci che tanto successo hanno presso un pubblico di teenager, così come un film come Fast & Furious ha una trama spudoratamente copiata da Point Break, con le macchine al posto delle tavole da surf). E poi c'è lui, Patrick Swayze, che può ballare come un angelo, picchiare duro o interpretare un criminale filosofo, sempre con stile e fascino.

Per cui bentornato Patrick, e, ti prego, rimani il più possibile...
...ma tanto lo so che se dovessi sparire è perchè stai inseguendo la Grande Onda da qualche parte in giro per il mondo...



Un marzo “indipendente” con il cinema di tutto il mondo



Prende il via dal 19 al 27 Marzo presso il Nuovo Cinema Aquila l’VIII edizione del Roma Independent Film Festival.

La Giuria Internazionale composta dalle attrici Valentina Cervi e Sabrina Impacciatore, dai Manetti Bros, da Paul Zonderland, Direttore Generale di Walt Disney Studio Motion Pictures Italia, dal produttore Umberto Massa, dal giornalista Ahmad Rafat, dal regista Rachid Benhadj e dalla giornalista e documentarista Milena Kaneva, assegnerà i RIFF Awards 2009 per le diverse sezioni in concorso.

Tra i lungometraggi italiani in concorso, spiccano titoli come Sleeping Around, di Marco Carniti e con Anna Galiena, Tutto intorno a Linda di Barbara e Monica Sgambellone, Miss Julie di Michael Margotta, Appuntamento a ora insolita, di Stefano Coletta (che aprirà la programmazione del festival per i film italiani) e Narciso, di Marcello e Dario Baldi.

Selezione di alta qualità anche per i lungometraggi stranieri, fra i quali ricordiamo Hunger, di Steve McQueen, vincitore della Camera d’Or a Cannes per la Miglior Opera Prima, Be calm & count to 7, di Ramtin Lavafipour, vincitore del Festival di Rotterdam 2009, e Sing for Darfur, di Joan Kramer, applauditissimo al Tokyo International Film Festival, che inaugura il Festival come film straniero nella Opening Night di venerdi 20.

Tra i corti italiani selezionati ricordiamo Lotta di Daniele Anzellotti con Giovanna Mezzogiorno, Filippo Nigro, Paolo Briguglia, Rocco Papaleo; Un’infermiera di nome Laura, di Stefano Viali; L’ultima volta di Andrea Costantini; Nero apparente di Giuseppe Pizzo; Amiche di Massimo Natale con Cecilia Dazzi; La Preda di Francesco Apice.

Il calendario di lungometraggi, documentari e cortometraggi annovera pellicole provenienti da tutto il mondo fra cui opere prime del cinema italiano ed internazionale non ancora distribuite in sala.
Ampia la gamma dei temi sociali toccati dai documentari, con storie ed immagini provenienti da ogni parte del mondo: Palestina, India, Cina, Ecuador, Cambogia, Mauritania, Cuba. Si parlerà anche di cinema ambientale con il tributo allo Short Short Festival di Tokio ed al Gecofilmfest. L’evento sui Diritti Umani sarà incentrato sul tema della marginalità sociale e sui progetti di tutela e sostegno delle vittime di guerra e povertà, con un incontro fra il pubblico e le associazioni Save the Children e Pangea Onlus.

Previsti, nel corso del festival, workshop e seminari su temi di attualità legati alla produzione cinematografica ed un Forum Europeo con Produttori aderenti al progetto Producer on Move.

domenica 15 marzo 2009

Good Morning with Kevin Smith

Ti svegli, hai una giornata di lavoro davanti, in mente alcune immagini del suo ultimo film, e ti viene voglia di stralci di Kevin Smith (ben incartati, grazie).



venerdì 13 marzo 2009

La verità è che non gli piaci abbastanza

He's Just Not That Into You.
Il film è diretto da Ken Kwapis. Potrebbe essere divertente. Il trailer lo è (e non vuol dire niente). Però è anche ruffiano da morire.
Il cast è quello delle grandi occasioni (sprecate?): Ben Affleck, Jennifer Aniston, Drew Barrymore, Jennifer Connelly, Scarlett Johansson e Justin Long. Le commedie romantiche americane hanno un loro pubblico affezionato. In genere non sono tra questi.
Però... però non mi possono fare un trailer con Friday i'm in love dei Cure. E' disonesto...

Canzoni che non se ne vanno più

Mi si fonderà il cervello a furia di continuare a cantare Ponyo...



... o Yattaman?



Ponyo esce il 20 Marzo nei cinema italiani. Inutile dire che Miyazaki va visto al cinema, a prescindere.
Yattamen è diretto da quel folle di Takashi Miike. Non penso lo vedremo nei nostri cinema.

giovedì 12 marzo 2009

La ragazza dagli occhi viola

Mi stanno arrivando molti comunicati stampa e/o segnalazioni di nuove uscite editoriali. Cercherò di inserire quelle che mi sembrano più interessanti, ma visto che il materiale è molto, sto pensando di creare una sezione del blog dove incanalare gli "esordienti", esordienti di tutti i tipi, dai libri (cartacei o e-book), ai cortometraggi, ai siti... ma ne riparleremo. Stessa cosa per gli appuntamenti, mi arrivano comunicati stampa da tutta Italia, io cerco di selezionare quelli più attinenti con il blog... chi non vede il proprio comunicato pubblicato non mi odi a morte, please...
Intanto che preparo il tutto, vi lancio questa segnalazione di un nuovo libro fantasy scritto da una giovanissima autrice, M.L. Guerrasio, pubblicato da Musso Editori di Trapani, La ragazza dagli occhi viola. Mi piace la presentazione di questa ragazza, che trovate sotto (in versione integrale qui), e soprattutto le parole "M.L. Guerrasio non propone nulla di diverso che già altri non abbiano proposto in passato". Una dichiarazione di umiltà che di questi tempi è più unico che raro.
Dalla trama sembra un fantasy con echi manga, ma lascio la valutazione del libro una volta letto.
Il libro è ordinabile tramite Ibs.



M.L. Guerrasio è una ragazza di 18 anni. Frequenta l'ultimo anno del liceo linguistico e i suoi progetti per il futuro riguardano paesi lontani, viaggi infiniti e una vita che includa tutto ciò che ama di più al mondo: il disegno e la scrittura. Lei li definisce come i suoi migliori amici, coloro che le sono stati accanto senza mai abbandonarla. Ha cominciato a coltivare questo genere di passioni sin dalla tenera età.
Paesi fantastici, sogni a occhi aperti, speranze, illusioni, tutto prendeva vita nelle sue pagine. Lì poteva sentirsi realmente libera da tutto e tutti. Lì la strada che aveva scelto e quella che l'aveva scelta potevano essere amate e amarla nello stesso modo. Lì non c'erano vincoli con la realtà. M.L. Guerrasio ha fatto della scrittura il suo mondo parallelo, il suo universo preferito, il luogo in cui forte o debole che sia tutto andrà come lei vorrà.
M.L. Guerrasio non propone nulla di diverso che già altri non abbiano proposto in passato. La cosa più importante per lei, è essere libera. Nelle sue storie lei è tutto ciò che avrebbe voluto essere ma che non è mai diventata, a volte per pigrizia, a volte per orgoglio, altre volte per amore, altre volte per odio, per fortuna o per sfortuna. Lei propone storie in cui i personaggi che descrive sono personaggi che lei ama molto, che sente vivi nella sua anima. Lei come tanti, propone solo il suo cuore.

La trama del libro:
Nel lontano paese del Sol Levante, sette ragazze diverse fra loro si incontrano e diventano amiche. Le loro strade si incrociano per convergere verso un unico punto: "lui".
Le ragazze, a pochi mesi dal loro diciottesimo compleanno, scoprono l'esistenza di qualcosa di strano all'interno delle loro anime. Sperdute e alla deriva, cominciano a credere di essere pazze, nel momento in cui accetteranno senza remore le strane presenze comincerà la più grande avventura della loro vita. Cosa, o meglio, chi si annidava dentro di loro aveva un nome ben preciso. Ogni ragazza scopre di essere la discendente di una grande sacerdotessa del passato. Quando comprendono la verità riguardo la loro missione, le amiche si separano e prendono strade diverse per diventare forti ed essere all'altezza della missione assegnata.
Il loro percorso, lungo tre anni, si snoda in diverse tappe e sarà segnato da perdite e conquiste, sconfitte e vittorie, morte e vita. Alla fine di tutto, le ragazze riusciranno nel loro intento e, anche se dovranno pagare un prezzo molto alto, troveranno la pace tanto anelata.

Una rarità di Luciano Emmer in onda su Fuori Orario


Domani, Venerdì 13 marzo "Fuoriorario" (Raitre, alle ore 1.50 circa) manderà in onda una rarità assoluta, il cortometraggio del 1948 di Luciano Emmer Venise et ses amants/ Romantici a Venezia.

Si tratta di uno dei primi cortometraggi realizzati da Luciano Emmer insieme ad Enrico Gras, prima del suo esordio nel lungometraggio con Domenica d'agosto.
Emmer torna nella città della sua infanzia, per un'evocazione delle atmosfere tipiche del clima romantico, attraverso visitatori quali Lord Byron, Alfred De Musset, Gabriele D'Annunzio, George Sand e Richard Wagner. Si esplora una Venezia semideserta, ricercando l'essenza della città in entità marginali. Nell'edizione francese del film, l'unica rimasta, conservata da Henri Langlois, un nuovo testo scritto e letto personalmente da Jean Cocteau asseconda il ritmo delle immagini, accompagnato dalle musiche di Roman Vlad.

mercoledì 11 marzo 2009

Apparitions



Apparitions ha un fascino malsano che si attacca alla pelle fin dalla prima puntata e deriva direttamente dal caposaldo del cinema della possessione demoniaca che è L'esorcista. La fotografia realista, i lenti movimenti di macchina, le musiche che scivolano sulle immagini, la recitazione sommessa e soprattutto il sottile fascino e la prepotente inquietudine che trasmettono queste storie di visioni, possessioni, apparizioni, fanno di Apparitions un altro felice esempio di miniserie inglese di qualità.

La storia, in sei puntate da un'oretta ciascuna andate in onda sulla BBC, racconta della lotta di padre Jacob per salvare l'anima di un vagabondo posseduto che ha ucciso, scuoiandolo, un suo amico seminarista. Ma questo è solo il principio, perchè tra lotte di potere ed eventi sovrannaturali, la posta in gioco è molto più alta.

Alla fine la storia è vecchia come il cucco, bene contro male, angeli contro demoni, luce contro tenebre, ma quello che conta è proprio l'atmosfera che questa serie riesce a creare: non priva di momenti di alta tensione e scene di violenza grafica, evitando la baracconata gratuita (anche per motivi di budget) la serie dimostra un approccio adulto verso la materia, un'attenta documentazione verso tutto ciò che è possessione, e un pugno di interpreti all'altezza della situazione, tra cui spicca un calibrato Martin Show, attore di scuola shakespeariana, che dona intensità al suo padre Jacob, assoluto protagonista. All'inizio sembrano puntate indipendenti le une dalle altre, solo nelle ultime due le varie storie si intrecceranno in un finale inquietante, non del tutto riuscito ma capace di inquietare e porre seri interrogativi.

Ed è proprio questa l'intenzione della serie, far riflettere e mettere paura, ma non quella paura da teen film, di chi fa "Bù" da dietro l'angolo, ma una paura universale, e per questo ancora più terrorizzante, soprattutto per chi, volente o nolente, è cresciuto in una cultura rigorosamente cattolica e viene messo di fronte a domande ambigue e per niente consolanti.
Non per niente la serie è stata osteggiata fin dalla prima puntata, in cui mostra per alcuni secondi l'esorcismo di Madre Teresa. A questo proposito vi invito a leggere il delirante comunicato stampa dei Papaboys, che definiscono la BBC "televisione al servizio delle tenebre" (sigh), e che se avessero perso tempo a vedere tutta la serie non fermandosi ai primi minuti avrebbero (si spera) capito che da polemizzare non c'è nulla, e, anzi, la serie pur facendo apparire il Vaticano come un mastodonte medievale pieno di burocrazia e giochi di potere, segue fedelmente i dettami della religione. Basta fermarsi alla prima puntata in cui un "Oh my God" omosessuale che voleva diventare prete viene prima allontanato dalla Chiesa e poi scuoiato... estremizzazione di un concetto, certo, ma piuttosto efficace nello spiattellare un'idea.

Ovviamente la serie è inedita in Italia, (scomunica immediata per le reti che decideranno di mandarla in onda), ma chi vuole può vederla con i sottotitoli in italiano dei sempre ottimi ragazzi di Itasa.

Irish Screening

Per Irish Screening, giovedì 19 marzo 2009, giorno di San Patrizio, alle 20:30
verrà presentato il film Gabriel Byrne - Stories from Home, diretto da Pat Collins nel 2008.



Gabriel Byrne - Stories from Home è un ritratto struggente e rivelatorio del famoso attore dublinese Gabriel Byrne realizzato da un regista già autore di diversi documentari premiati in Irlanda e fuori. Stories from Home mescola interviste, sequenze di film, filmati personali e foto di famiglia di Gabriel Byrne, recentissimo vincitore di Golden Globe come miglior attore protagonista.
Il film verrà presentato in versione originale inglese sottotitolata.

A seguire la proiezione Susanna Pellis - specialista di cinema irlandese e Direttore
di IrishFilmFesta - presenterà il suo libro Cinema dall’Irlanda (ed. Onyx).

Irish Screening è l'iniziativa dedicata dal Nuovo Cinema Aquila al cinema irlandese, e realizzata dall’associazione culturale ARCHIMeDIA. La serata è con il patrocinio
dell’Ambasciata d’Irlanda.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Nuovo Cinema Aquila - spazio per nuove visioni
via L'Aquila 68 - 00174 Roma
http://www.cinemaaquila.com

martedì 10 marzo 2009

Fin qui tutto bene

"La conosci la storia di quell'uomo che precipita da un palazzo di cinquanta piani, e a ogni piano si ripete: fin qui tutto bene, fin qui tutto bene...".



Da Metro di oggi: Secondo l’Ue, in Italia la disoccupazione sta crescendo in modo vertiginoso e le persone in stato di indigenza “estrema” cominciano a rappresentare una fetta importante. 6 milioni di disoccupati in più entro il 2010.

Sempre da Metro di oggi: Berlusconi, "La crisi è molto grave, ma nel nostro Paese non ci saranno situazioni di miseria".

Obama, Bin Laden e Berlusconi vengono convocati da Dio.
DIO:
"Le cose sulla terra non vanno affatto bene, e voi siete una spina nel fianco. Se non vi darete una regolata voi ed i vostri popoli vi metterò tutti a spalare letame per l'eternità!"

Tornati sulla terra tutti e 3 parlano ai rispettivi popoli tramite conferenza stampa.

Obama: " Americani!
Ho una bella notizia da darvi e una brutta... la bella è che "Dio esiste"
e tutti gli americani esultano...
la seconda è che se non ci diamo una regolata spaleremo letame per l'eternità!
Gli americani, come ovvio, cercano di dare il loro meglio per fare andare bene le cose.

Bin Laden: "Popolo!
Ho due notizie brutte da darvi... la prima è che "Allah non esiste"
e tutti "nooooooo!"...
la seconda è che se non ci diamo una regolata ci toccherà spalare merda per l'eternità!
Ed anche i suoi "fedeli" si adeguano....

Berlusconi: "Italiani!!!!!
Ho 2 bellissime notizie da darvi!!! La prima è che mio padre Vi saluta.... la seconda è che.... ho trovato lavoro per tutti!"


...fin qui tutto bene...

Book-trailer de "L'albero dei Microchip"

Booktrailer del romanzo edito da VerdeNero di Massimo Carlotto e Francesco Abate. Inutile dire che è già nelle mie mani...
Qualche notizia in più sul libro lo trovate in questo post.

lunedì 9 marzo 2009

Uno scatto per lo sport


Il concorso fotografico, organizzato dal CUS Torino in collaborazione con Nikon, La Stampa e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, rinasce nella sua 5° edizione con l'idea di fermare in uno scatto immagini di sport.
Il concorso è aperto a professionisti e amatori, prevede due categorie, "Open" e "Universitari", e premi speciali, "CUS Torino Adaptive", "Fondazione Sandretto Re Rebaudengo" e "IYA 2009".

Per partecipare è sufficiente collegarsi a www.lastampa.it/unoscattoperlosport
Per informazioni scrivere a unoscattoperlosport@lastampa.it

...e scusate se lo aspetto sbavando, eh?

Johnnie To
Vengeance
Johnny Hallyday

Ma Tarantino qualche volta starà zitto? (Frozen river)

Uscirà il 13 marzo Frozen River di Courtney Hunt, un film indipendente Usa che ha fatto incetta di premi e candidature: due Spirit Award alla miglior attrice protagonista (Melissa Leo) e alla produzione, oltre alla nomination all'Oscar 2009 per la miglior sceneggiatura originale e per Melissa Leo. Definito da Quentin Tarantino, che gli ha consegnato il Gran Prix al Sundance 2008, "Il più emozionante thriller dell'anno", Frozen River racconta la storia di due madri single attratte dalla possibilità di guadagnare denaro facile attraverso traffici illeciti sul lago ghiacciato Lawrence.

domenica 8 marzo 2009

I mostri oggi: online un episodio


Terzo capitolo rispetto agli illustri precedenti dei film ad episodi I mostri e I nuovi mostri. Nei vari episodi di questo nuovo I mostri oggi, diretto da Enrico Oldoini, con un ricchissimo cast composto da Diego Abatantuono, Sabrina Ferilli, Giorgio Panariello, Claudio Bisio, Angela Finocchiaro e Carlo Buccirosso, vengono parodiati tutti i vizi, le debolezze e le paure dell'Italia contemporanea. Perché passano gli anni, passano i decenni ma i difetti che affliggono l'Italia sono ahimè sempre gli stessi.

Vedremo presto se questo film si assesta sugli scarsi risultati dei remake di alcuni mitici film italiani usciti ultimamente, anche se va detto che la struttura episodica e l'intento sociale dei film dei Mostri è ben diverso da un qualsiasi remake.

L'ufficio stampa ci informa che "La nuova pellicola di Warner Bros. Pictures Italia sperimenta una strategia comunicativa inedita. Per presentare il primo evento cinematografico di massa online ci voleva un piano di comunicazione speciale capace di preparare il terreno, di far crescere curiosità, aspettativa e senso di appartenenza". Per questo Giovedì 26 marzo - giorno precedente all’uscita del film nelle sale - verrà proiettato online, con qualità cinematografica e interamente, Povero Ghigo - uno degli episodi del film - con Diego Abatantuono e Claudio Bisio.

Per preparare il pubblico, da febbraio è inoltre iniziata la prima fase della campagna, con la messa online del sito www.imostrioggi.it, sito dove verrà presentato l'episodio.

sabato 7 marzo 2009

Fortapasc (Trailer)

E' da poco uscito il trailer del film di Marco Risi con Libero De Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino. Ne abbiamo già parlato qui. Sarà l'argomento, ma continua ad ispirarmi...



P.S.
Tornato finalmente on-line. Ne ho approfittato per scrivere un bel po' di post: recensioni di libri, serie tv, news sparse... aspettatevi un'invasione di post!

lunedì 2 marzo 2009

Blueberry Girl. nuovo libro per Neil Gaiman


Per caso il 7 Marzo siete dalle parti di New York, magari vicino la 18° Strada? Se la risposta è affermativa, non solo avete tutta la mia invidia, ma potreste fare una capatina presso la Books of Wonder e assistere alla presentazione del nuovo libro illustrato di Neil Gaiman, Blueberry Girl, illustrato da Charles Vess. I due avevano collaborato insieme già per quel gioellino che è Stardust.

Qui potete vedere un'anteprima del libro e magari ordinarlo. Vista la fama del suo autore credo proprio che prima o poi arriverà anche da noi, ma chissà quanto bisognerà aspettare!



Questo è il bellissimo booktrailer: una animazione semplice semplice, un arpeggio di chitarra e la voce di Gaiman che legge una preghiera per la sua Bluebarry girl... se non è magia questa...

Coliandro, partite le riprese della terza serie



Hanno appena trasmesso la seconda serie, che è già è in fase di realizzazione la terza, sempre diretta dai Manetti Bros, probabilmente in onda ad Ottobre.

Come sempre questa nuova serie è composta da quattro film di cui sono già noti i titoli: Cous cous alla bolognese, Sempre avanti, Cassandra game e La notte dei sospetti.

Non ho ancora visto le puntate della seconda serie, ne ho letto in giro e, tra commenti negativi e recensioni entusiastiche, aspetto di visionarle tutte insieme per farmi un'idea. Comunque se hanno seguito il canovaccio della prima, non può essere venuta fuori che una serie caciarona e divertente, nulla di memorabile o per cui strapparsi i capelli o convertirsi alla tv italiana, ma almeno capace di non far vergognare chi accende la tv e si sintonizza sulla Rai.

Come sempre questa terza serie avrà numerose guest star. La prima è già stata scelta. Riporto da Panorama del 26 Febbraio 2009: "In cerca di una faccia da killer psicopatico...



...i Manetti Bros hanno scelto Francesco Facchinetti. Per entrare nella parte di un sadico gestore di night club col vezzo di recitare filastrocche prima di ogni assassinio, Facchinetti ha però avuto bisogno di punti di riferimento. "Ho deciso di ispirarmi a tre film, Arancia meccanica, Natural Born Killer, e al Joker dell'ultimo Batman", ha dichiarato il giovane presentatore".

Io sospettavo delle doti attoriali del giovane Facchinetti già all'epoca...