mercoledì 29 aprile 2009

Halloween 2



Michael Myers atto secondo
Rob Zombie
Malcolm McDowell
Sheri Moon Zombie
Adesso non c'è più il primo capitolo firmato Carpenter a frenare la fantasia del buon Rob; adesso deve scatenarsi in quello che sa fare meglio, inquietare e mettere paura, delineare personaggi che sembrano usciti da un fumetto di Ennis, sporcare la pellicola di sangue e lacrime, far brillare alla luce della luna coltellacci e altre armi improprie...

martedì 28 aprile 2009

Millennium



Torniamo a parlare di un altro bel telefilm piuttosto vecchiotto che sta andando in onda in questo periodo sul digitale, su Rai 4. Un telefilm lanciato in Italia con grande clamore, qualche polemica per l'eccessiva violenza (e infatti la prima puntata, andata in onda su Italia 1 in prima serata, era tagliata), ma il cui interesse è molto presto scemato ed è stata relegata ad orari notturni e a programmazioni ballerine. Fortunatamente sono reperibili facilmente i tre confanetti delle tre stagioni realizzate (tutte e tre le stagioni sono anche state distribuite in edicola).

Millennium, telefilm prodotto da Chris Carter (X-Files), andato in onda dal 1996 al 1999, è uno dei telefilm più cupi e filosofici mai apparso nelle televisioni. Inquietante, oscuro, maturo, tenta di indagare senza pudori le radici del male. Sicuramente, insieme all'altra creazione di Carter ha rappresentato un passo in avanti verso le ridefinizione del prodotto televisivo.

Frank Black (interpretato con sofferenza ed intensità da un grande Lance Henriksen, che si è guadagnato, nel corso del telefilm, ben tre nomination ai Golden Globe - inspiegabile in questo senso la sua caduta verso z-movie), è un agente reclutato dal gruppo Millennium, un particolare gruppo di tutori della legge che tenta di fermare i serial killer, e porre un freno alle tante sette che proliferano con l’avvento del nuovo millennio. Frank Black ha un dono (ma forse è una maledizione), lui può vedere quello che è successo semplicemente toccando un oggetto, magari poggiando le mani sul corpo di una vittima, oppure passando per il luogo in cui si è commesso un delitto. In fuga dal suo passato, e da un misterioso individuo che perseguita la sua famiglia, Frank sarà costretto a fare i conti con il suo potere, e con il male che si aggira per le strade in attesa dell’arrivo del nuovo millennio per scatenare qualcosa di terrificante.

“Questo è ciò che siamo”, “Il giudizio è alle porte”, con queste frasi si apre ogni puntata del telefilm. Carter non ha remore nell’imbastire le trame di Millennium, e mette dentro tutte le sue ossessioni, rendendo il telefilm difficilmente fruibile dal grande pubblico (per lo meno all'epoca della prima messa in onda). Infatti, dopo che la prima serie si è rivelata un flop, ne affida la sceneggiatura a Glen Morgan e James Wong. La sterzava voluta dai due è decisamente inaspettata, la serie diviene ancora più cupa e violenta. La moglie di Frank viene rapita. Per salvarla, lui uccide il suo rapitore, un pazzo che minacciava da tempo la sua famiglia. Il matrimonio si sgretola, e lui abbandona la sua casa. In una puntata viene accusato di violenza alla figlia, in un’altra viene costretto ad essere il centro di una profezia indiana. Altre catastrofi sono in là da venire, la moglie morirà, il gruppo Millennium si rivelerà una organizzazione paramilitare neonazista. L'ultima puntata della seconda serie è un piccolo capolavoro, e la serie avrebbe potuto benissimo chiudersi degnamente. Invece la serie è riconfermata: Carter licenzia i due sceneggiatori e riprende in mano le redini del prodotto, tenta di dare una sferzata alla X-Files, affiancando al protagonista una collega, ma è troppo tardi, e dopo appena tre serie, e 67 episodi, il telefilm viene cancellato.

Se è vero che il telefilm risente molto delle atmosfere del film Seven, è anche vero che la direzione presa da Carter è molto ambiziosa: indagare le radici del male, visto come pulsione nascosta o come entità reale; il chiedersi in continuazione chi sia l’altro, il perché un uomo possa compiere un delitto crudele, l'approfondimento verso paure universali molto sentite in vista dell'avvicinarsi del nuovo millennio non ha certo permesso al telefilm di guadagnarsi l'attenzione e l'affetto del grande pubblico.
“Il male è una brezza - dice Frank Black - io la sento sulla pelle, e preannuncia un uragano”.

lunedì 27 aprile 2009

FilmMakers al chiostro

L’associazione culturale Cinemazero di Pordenone, che da trent’anni svolge la propria attività di promozione culturale e cinematografica a livello internazionale, organizza la sesta edizione del festival di cortometraggi e documentari FilmMakers al chiostro. Il festival si propone come una vetrina che possa permettere a giovani e nuovi talenti di tutta Italia di emergere e farsi conoscere, ma vuole essere anche un'occasione per il pubblico di assistere ad opere di valore, troppo spesso tagliate fuori dalla tradizionale distribuzione cinematografica.

Il festival, che si terrà come di consueto nei mesi di luglio e agosto all’interno del quattrocentesco chiostro dell’ex convento di San Francesco a Pordenone, quest’anno moltiplica i suoi premi per numero e importanza. Infatti, come stabilito dal bando 2009 (visibile e scaricabile on line sul sito www.cinemazero.org alla sezione filmakers al chiostro) verranno premiati dal pubblico, attraverso la raccolta dei voti in ogni serata, il miglior cortometraggio (premio di 500 euro di cui 250 in dvd e libri di cinema) e il miglior cortometraggio di genere horror (premio di 250 euro di cui 125 in dvd e libri di cinema); saranno invece due giurie specializzate ad assegnare i riconoscimenti più ambiti: il premio “Banca Friuladria” per la miglior video animazione (che si aggiudicherà 2.000 euro) e il premio per la miglior video-inchiesta (premio di 1.000).
La scadenza del bando è fissata per sabato 23 maggio 2009.

Oltre alle quattro sezioni in concorso, il programma del festival sarà arricchito anche da proiezioni speciali, fuori concorso, e da numerosi incontri con gli autori.

I miei luoghi oscuri



Ha turbato, inquietato, impaurito, ossessionato, terrorizzato più di un lettore, ma adesso tocca a lui, a James Ellroy, scavare dentro di sè, nelle sue personali ossessioni, nei suoi drammi, nel suo passato, per mettere a tacere i fantasmi, per trovare la pace a lungo cercata, per dare un senso alla vita.

I miei luoghi oscuri di James Ellroy, considerato il più grande scrittore nero d’America, non è un romanzo, non ha una trama con un inizio ed una fine, ma è la storia della sua vita, della sua infanzia, del suo rapporto con il padre, con la madre. Il dramma che ha vissuto, gli amici di scuola, le droghe, i furti, e poi quell’ancora di salvezza su cui riversare tutte le ossessioni, la scrittura.

L’episodio che ha segnato l’infanzia di Ellroy, e la sua crescita, è stato l’omicidio, tutt’ora irrisolto, della madre, Geneva “la rossa”, come veniva chiamata. Una bella donna, piacente, che una sera del 1958, uscendo da casa, non è più tornata. Indagini, sospetti, ma nessuna conferma. Un giallo irrisolto. James cresce, vive la sua vita fatta di violenza e crude esperienze, fino a quando non impara a riversare tutto quello che ha dentro nei suoi libri senza speranza. E’ allora che ingaggia un detective per riesumare il vecchio caso dell’omicidio della madre; è allora che James si mette allo specchio, in una stanza buia di un piccolo motel; è allora che rivede i luoghi della sua infanzia, parla con persona che hanno conosciuto lui e la madre. Il ricordo della madre riacquista spessore, il ricordo si fa doloroso, ma, nello stesso tempo, riesce a dare pace all’autore.

James Ellroy, autore, tra gli altri, dei bellissimi Le strade dell’innocenza, L.A. Confidential, Dalia nera, American Tabloid, Sei pezzi da mille ha sempre riversato nei suoi libri una quantità di inquietudine superiore a quella degli altri scrittori di gialli e noir. Come se i suoi libri non fossero solo dei neri, ma fossero scritti da una persona che nell’oscurità è vissuta. Gli omicidi, gli stupri, le depravazioni più rivoltanti, la corruzione, in primis quella delle stesse forze dell’ordine, costituiscono un affresco unico e indimenticabile di un mondo alla deriva che Ellroy descrive con il suo stile secco ed essenziale, brutale e viscerale, unico nel suo genere.

Sincero, crudo, appassionante, in alcuni casi persino disturbante, I miei luoghi oscuri è un libro di ricordi dolorosi, un “nero” nel vero senso della parola, un dramma personale, un giallo senza soluzione, una vita vissuta, una storia americana, una delle tante, una senza lieto fine.

Curiosità: riconoscete questo bambino?



Esatto, è proprio Ellroy, pochi minuti dopo aver appreso dell'omicidio della madre. Lui stesso descrive così la foto, nell'introduzione del suo libro di racconti Notturni Hollywoodiani. "La foto me l’ha mandata un amico. Pensate: sono io, a dieci anni, il 22 giugno 1958. La scattò un fotografo di Los Angeles cinque minuti dopo che un detective della polizia mi aveva detto che mia madre era stata assassinata. Sono in preda a un lieve shock: ho gli occhi spalancati, ma il mio sguardo è assente. Ho la patta a mezz’asta; le mani sembrano scosse da un tremito. La giornata era torrida: il Brylcream che mi si sta liquefacendo sui capelli riflette il lampo del flash.
La foto mi tenne inchiodato; la sua forza trascendeva i miei numerosi tentativi di sfruttare il passato per vendere libri. Rimasi folgorato da una verità implicita: il mio lutto, persino in quel momento, era ambiguo. Sto già calcolando i vantaggi potenziali, riordinando i piani, mentre gli uomini intorno a me rendono omaggio con solennità al dolore percepito in un bambino.
Feci incorniciare la fotografia, e passavo molto tempo a guardarla
".

Antichrist

In anteprima a Cannes 2009.
Lars Von Trier torna all'horror e io ho ancora i brividi se penso a The Kingdom.

E se il mondo non l’avesse creato Dio, ma Satana?

sabato 25 aprile 2009

High Incident, i poliziotti di Spielberg



Che Steven Spielberg sia da sempre affascinato e sedotto dalla televisione è risaputo. Non solo ha riversato al cinema questa passione, rifacendo alcuni episodi del cult Ai confini della realtà, ma si è anche buttato in prima persona nel piccolo schermo creando gli Animaniacs, pestiferi cartoni animati, ed entrando nelle corsie ospedaliere con “E.R.” (con la complicità di Micheal Crichton), per non parlare di alieni, e allora non si può non ricordare la miniserie Taken, interessante ma piuttosto altalenante.
Con High Incident, creato insieme a Eric Bogosian, Spielberg ci porta nel distretto di El Camino, a Los Angeles, dove un gruppo di poliziotti vive la propria quotidianità.

Come in E.R. è l’aspetto corale che interessa. Le vicende professionali e personali dei poliziotti si intrecciano, tra amori, figli, problemi di coscienza, piccoli spacciatori di droga, prostitute, delitti, furti. Tutto è sottotono, in questa serie, dalla recitazione all’andatura dei personaggi, al modo in cui conducono le indagini, fino alle scene d’azione. Tanto era frenetico E.R., tanto è attento alla drammaturgia del quotidiano questa serie poliziesca, che propone storie all’insegna del non detto, del sottotono, dell’analisi.
Non tutto funziona a meraviglia, il tono “politically correct” emerge prepotente, così come a tratti si avverte un sentore di dolciastro dove andrebbe messa in evidenza una certa ruvidezza. Ma il telefilm riesce comunque ad appassionare, complice anche l’alta professionalità delle persone coinvolte nella realizzazione.

Assolutamente da menzionare la puntata finale della seconda stagione, una rapina in banca tra le migliori mai apparse (e non solo in tv), tesa, splendidamente diretta, sanguinosa, violenta. Due rapinatori sparano all'impazzata e molti poliziotti cadono sotto il fuoco. Non sapremo mai chi sopravvive e chi no...

Due stagioni per un totale di 32 episodi, andati in onda a partire dal 1996 negli Stati Uniti e poi approdate in Italia prima su Sky poi su Rete 4, dove la serie ha sofferto per una programmazione schizofrenica (ma non è una novità). Ancora non si parla di un'eventuale raccolta in cofanetti e sarebbe un peccato lasciare questa bella serie a prendere polvere.
Il poliziesco in tv adesso ha le sue belle rivoluzioni, (24, The Shield, per citare le ultime) ma questo High Incident ha le carte in regola per occupare un posticino nella storia della televisione (e nel cuore dei fan).

Curiosità: Spielberg ha diretto anche alcuni episodi della serie, ma non è mai accreditato nei titoli di coda. Sta all’occhio dei fans riconoscere la mano del maestro.

giovedì 23 aprile 2009

Veronica dal vivo



Un libro di racconti, spunti, riflessioni a voce alta, un libro di cronaca inquietante e drammatica, buffa ed ironica, divertente e tagliente su un’Italia alla deriva. Veronica dal vivo, primo libro di Giuseppe Casa, affonda il coltello in una realtà fatta di voci smozzicate o urlate, di segreti dietro le mura di casa, di droga, sesso e violenza, televisioni e telepromozioni.

Là dove Primavalle e Monteverde Vecchio si chiamano Firstvalley e Mountold Grees, e gli skin sono gente buona, aperta e onesta, dove i carcerati sognano di aprire un’autofficina e un gruppo di “gattare” si riuniscono in una banda contro gli extracomunitari che si mangiano i loro gatti, si snodano i racconti lunghi non più di una pagina di un analista della realtà. Tra Concette diventate Concite, e una Rosaria che la madre vorrebbe poter ribattezzare Alba o Ambra. Davanti alle odierne e inquietanti luminescenze tv di Maria De Filippi e Mara Venier, Sgarbiquotidiani e Costanzishow. Ma anche al cospetto di totem memorabili come i fotoromanzi con Franco Gasparri e Claudia Rivelli, la gola profonda di Linda Lovelace, il “tornerai tornerò” dei Santo California, Freddy Mecury e Kurt Cobain il primo libro di Giuseppe Casa, insegnante di educazione fisica che vive e lavora a Roma, scava in profondità più di un qualsiasi autore pulp, dividendo i suoi racconti in capitoli esplicativi, (Parliamone qui; Confessione vere; Cronaca italiana; Vita culturale; Giochi; Corrispondenza estera; I misteri del sesso; I vostri problemi; Dottore mi dica; Vite vissute; Dimmi con chi vai), lasciando intuire, tra le righe, frammenti di una colonna sonora potente e lirica come lo possono essere i brani di Lou Reed, Radiohead, Scisma, Csi, Iggy Pop, per passare a fotogrammi di film scomodi di autori come Tarantino, Ferrara o Cronenberg (ringraziati nelle note alla fine del libro).

Edito inizialmente da Transeuropa, Veronica dal vivo è un libro da (ri)scoprire; ai tempi delle iniziative de L'Unità era possibile trovare il libro “in tandem”, su iniziativa proprio della “L’U Multimedia”, abbinato al film in vhs Tutti giù per terra, interpretato da Valerio Mastandrea. Ottimo contrappunto visuale alla caustica ironia delle pagine di Casa. Quella versione minimalista, con una bella copertina in bianco e nero, è adesso fuori catalogo.
Il libro è stato ristampato nel 2004 dalla Baldini Castoldi Dalai nella collana Romanzi e racconti in una versione "remaster" e ampliata.

Sotto un cielo cremisi



Esce oggi in libreria in anteprima mondiale l'ultimo romanzo di Joe R. Lansdale, Sotto un cielo cremisi, la nuova storia di Hap e Leonard.
Tra pochi giorni Joe sarà in Italia per un tour promozionale.
Qui le date.

Proiezione de "La grande guerra"



Domenica mattina, al Farnese-Persol, con Mario Monicelli si chiude l’edizione 2009 di “Sguardi Persol sul cinema”. In programma uno dei più celebri film della commedia all’italiana che quest’anno compie cinquant’anni: La Grande guerra. A seguire, dibattito con Mario Monicelli e Alex Infascelli - di cui, martedì 28, alle 18.30, il Farnese-Persol riproporrà Il siero della vanità nella sua normale programmazione – conduce Steve Della Casa. All’appuntamento di domenica mattina sono stati invitati anche Giuseppe Rotunno, Furio Scarpelli, Mario Valdemarin.

Domenica 26 Aprile
Cinema Farnese-Persol, Campo de’ Fiori, 56
ore 10.30, ingresso libero

mercoledì 22 aprile 2009

Making of Ragazza Preferita Aprile 2009



Lei si chiama Giulia Conti.
Le foto le potete vedere qui.
Il video è, appunto, il making of della sessione fotografica per una rubrica che si chiama La Ragazza Preferita.
Inutile dire che è una delle rubriche più seguite del giornale che dirigo Sitopreferito Magazine (free press mensile che esce nella zona di Roma nord est) e del portale www.sitopreferito.it

Come ho perso la guerra: presentazione romana

Verrà presentato Giovedì 23 aprile alle ore 19.00 presso la libreria Tra le righe, a Viale Gorizia, 29 a Roma il libro Come ho perso la guerra di Filippo Bologna. Presenta il libro Francesco Piccolo, legge Arnaldo Ninchi. Interviene l’autore.



Come ho perso la guerra è la storia, in parte autobiografica, ambientata in un paese della provincia toscana dove il tempo sembra scorrere più lento e la serenità regna sovrana.

Il giovane rampollo della nobile famiglia Cremona, Federico, vive il suo essere nobile con un po’ di disagio. Tutto cambia con l’arrivo di Ottone Gattai, spietato e avido imprenditore di acque. Improvvisamente il progetto di un enorme impianto termale sconvolge la vita di tutti i suoi compaesani. Interessi politici ed economici sembrano corrompere il naturale ordine delle cose. Molti non ci stanno e dopo una prima pacifica protesta un gruppo avvia una guerriglia contro Gattai che sta sequestrando e privatizzando tutta l’acqua della zona. Nella lotta si distingue Federico Cremona, che vede finalmente stagliarsi all’orizzonte l’occasione di un proprio riscatto.

Insieme alla moltitudine di storie memorabili che ci regala, Filippo Bologna ha una generosità e una forza nel creare blocchi di parole e di immagini che portano il lettore a divertirsi e un attimo dopo a commuoversi profondamente.



Filippo Bologna è nato in Toscana nel 1978. Si è laureato a Siena nel 2004. Per il regista Francesco Falaschi ha scritto Questo mondo è per te, film attualmente in lavorazione. Per la Felix Film sta scrivendo Corridor number 5 documentario sulle stazioni ferroviarie europee. È finalista del premio Solinas 2008. Per Fandango Libri nel 2009 è in uscita Come ho perso la guerra, suo romanzo d’esordio. Vive a Roma.

Collana: Fandango Libri
Pag: 280
Prezzo: Euro 14,00

Cittadella del Corto

La XV° edizione de La Cittadella del Corto, Festival internazionale del Corto di Fiction, si svolgerà a Trevignano (Roma) dal 27 al 31 maggio 2009.
Quest’anno, oltre alle tradizionali sezioni in concorso di cinema internazionale di cinema italiano, si aggiungerà una sezione dedicata ai non professionisti italiani tra i 18 e i 25 anni che saranno in concorso nella sezione 0 Budget=1000 Idee che prevede un premio di 400 euro per la migliore opera.

L’India, che celebra il 60° anniversario della sua indipendenza, sarà la protagonista della retrospettiva dedicata ad una cinematografia straniera e che viene quest’anno realizzata in collaborazione con il Festival di Mombai che ospiterà a sua volta una retrospettiva di corti italiani selezionati da La Cittadella.
Protagonista della sezione Dal corto al lungo sarà quest'anno il regista Matteo Rovere già autore di alcuni Cortolazio con uno dei quali, Homo Homini Lupus ha vinto il nastro d'argento 2007. Oltre al corto sarà proiettato il suo primo lungometraggio Un gioco da ragazze già presentato all'ultima edizione del Festival di Roma.
I corti saranno giudicati da una giuria internazionale presieduta dalla scrittrice siriana Salwa Al-Neimi autrice del libro La prova del miele, il best seller erotico mediorientale già edito in Italia e tradotto in 17 lingue.

martedì 21 aprile 2009

Caffè Fandango: il programma di mercoledì 29



Dopo i primi appuntamenti, continua il successo di Mercoledì Caffè Corto, tutti i mercoledì dalle 20.30. Aperitivo, musica, cortometraggi e tanto altro, al caffè Fandango, in una delle piazza più belle di Roma.

Il programma di questo mercoledì 29 aprile

Soli e accompagnati di Luca Alcini

Marc Random di Salvatore Allocca

Closed di Orazio Guarino

Il cappellino di Giuseppe Marcoalbano

I ragazzi che si amano di Tommaso Valente

Veline audizione 2008 di Enrico Salvatore

Le proiezioni iniziano alle ore 21.30

I vincitori del concorso, scelti ogni mese dai giurati Tilde Corsi, Gianluca Arcopinto, Nicola Giuliano, Domenico Procacci, saranno programmati al Politecnico Fandango per 4 settimane.
Per leggere il regolamento e scaricare il bando completo clicca qui.

Al via MeDigital 2009

Si è aperto nel pomeriggio di martedì 21 aprile all'Auditorium della Conciliazione di Roma, MeDigital 2009, prima grande conferenza euro-mediterranea sull'audiovisivo, organizzata dalla Presidenza della Regione Lazio, sotto l'alto patrocinio del commissario europeo responsabile della Società dell'Informazione e dei Media, Viviane Reding.

Per tre giorni, fino al 23, si terranno dibattiti su temi riguardanti il ruolo dell'Italia in relazione allo sviluppo del cinema e della televisione del ventunesimo secolo nell'area mediterranea; in particolare saranno affrontate le questioni legate alla lotta alla pirateria e alla tutela del diritto d'autore, alla promozione delle opere cinematografiche e televisive di diverse culture e alla formazione dei nuovi talenti e dei futuri professionisti dell'audiovisivo.

La Conference, promossa dalla Regione Lazio nell'ottica della cosiddetta 'fabbrica delle idee', intende mettere al centro del dialogo tra Europa e Mediterraneo l'audiovisivo come mezzo principale per raccontare storie e fare conoscere la ricchezza e la forza delle rispettive culture in un'ottica di scambio, ma anche in una prospettiva industriale. Negli incontri e i panels del MeDigital si confronteranno rappresentanti delle istituzioni, dell'industria e della cultura.


Auditorium Conciliazione - Via della Conciliazione 4, Roma.
Programma completo e nomi di tutti i partecipanti sul sito: www.medigitalconference.com

lunedì 20 aprile 2009

Vengeance di Johnnie To

Finalmente il trailer definitivo. E definitivo è proprio la parola giusta.

La "Questione di cuore" di Francesca Archibugi



E’ un film sull’amicizia, intensa e potente, tra due uomini, Questione di cuore, l’ultima fatica cinematografica della regista Francesca Archibugi, che mercoledì 22 aprile, alle ore 21.00 in Sala Grande, sarà ospite di Cinemazero per presentare il film al pubblico pordenonese.

Tratto dall’omonimo romanzo di Umberto Contarello, il film racconta la storia dell’insolito incontro tra due personaggi opposti, accomunati da un infarto e da una degenza in ospedale.
E insolita, ma quanto mai indovinata, è l’accoppiata di attori protagonisti di questa nuova commedia “all’italiana”, scelti dalla regista “per la loro potenza comica ancora in parte inespressa, pronta a sprizzare fuori”: Antonio Albanese e Kim Rossi Stuart interpretano rispettivamente Alberto e Angelo, i cui cuori fanno le bizze nella stessa notte. I due, il primo sceneggiatore di successo farfallone e inaffidabile, il secondo carrozziere di borgata, si incontrano in sala rianimazione, e diventano amici. Il borghese e l’artigiano, uno che gioca con le parole e un altro che non riesce a evitare di esprimersi in dialetto, l’uomo di mondo (che in ospedale riceve la visita degli artisti per cui ha lavorato: Luchetti, Virzì, Sorrentino, Verdone, la Sandrelli) e il borgataro: lo sguardo della regia è perfettamente bilanciato tra i due personaggi, che pur venendo da mondi diversi, si sono ritrovati per un comune sentire. Si legano in modo istantaneo, quasi sorpresi, loro stessi, dal capirsi così profondamente. Appena fuori la vita gli sembra talmente cambiata, consapevoli come sono di ogni battito cardiaco, che diventano indispensabili l'uno all'altro. Alberto, che è un uomo solo, si installa a casa di Angelo, al Pigneto, sopra la carrozzeria specializzata in auto d’epoca. Un mondo imperscrutabile, ora bellissimo, ora sinistro. Ma in quella casa c’è una famiglia: una moglie, Rossana, bella e incinta, e due figli: perla, una scontrosa adolescente e Ayrton, in omaggio al grande Senna, un bambino impaurito dagli eventi. Alberto piano piano si scioglie, e si crea una famiglia con due padri, con funzioni complementari: uno solido, Angelo, che manda avanti la carrozzeria, guadagna, evade e accumula, e l'altro Alberto, più fantasioso, legge scrive, immagina. Non c'è contrasto tra di loro, ma un abbraccio, che nasconde la disperazione sotto gli sghignazzi virili.

Nel film la Archibugi affronta una patologia precisa, l’infarto, che ha un peso narrativo importante. “Mi sono documentata molto per raccontare il mal di cuore dei miei protagonisti. Ho girato parecchio tra sale d’aspetto, studi medici, ho assistito anche ad un’operazione al cuore. Non credo che servisse per raccontare la mia storia, ma per entrare nella psicologia dei personaggi quello si, ed è quello che ho fatto”.
Il film è ambientato in alcune zone particolari di Roma, ben riconoscibili. “Al Mandrione, a Torpignattara” precisa la Archibugi. “Sono zone di Roma tra la Casilina e la Prenestina, famose perché li ci girò Fellini, dove ambientò parte del suo mondo immaginario, ma anche Rossellini,e Pasolini. Poi il silenzio, non ci girò più nessuno. Volevo vedere come era cambiata questa Roma, cosa era diventata”.

Cinemazero
Piazza della Motta 2
33170 Pordenone
info 0434-520404
http://www.cinemazero.org/

domenica 19 aprile 2009

Addio a J.G. Ballard



Lo scrittore inglese J. G. Ballard, è morto dopo una lunga malattia all'età di 78 anni. L'annuncio è stato dato da Margaret Hanbury, la sua agente.
Nato a Shanghai da genitori britannici, durante la Seconda Guerra Mondiale Ballard venne internato con la famiglia nel campo di prigionia giapponese di Lunghua. Questa esperienza verrà ripresa nel romanzo L'impero del sole, da cui il regista Steven Spielberg ha tratto nel 1987 un film omonimo. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1946, Ballard si trasferì in Gran Bretagna, dove iniziò gli studi di medicina, che non portò mai a termine. Dopo una serie di lavori occasionali si spostò in Canada con la Royal Air Force e qui scoprì la fantascienza.
La fantascienza di Ballard è sempre stata una fantascienza molto particolare, contaminata dalle ossessioni dello scrittore sul potere dei media, la pornografia, il catastrofismo, i miti americani, le mutazioni della carne... uno scrittore originalissimo, non per tutti, un vero autore di culto che mi mancherà molto...

Tra i suoi libri assolutamente da leggere: La mostra delle atrocità, Crash, L'impero del sole, Condominium, Millennium People, tutti editi da Feltrinelli.

Qui la pagine dedicata a Ballard su Wikipedia.

Urban Islands, concorso di cortometraggi

Urban Islands "Il Cinema e la Città" il concorso internazionale di cortometraggi curato dalla Scuola di Cinema di Roma avrà per tema del 2009, la città nelle diverse rappresentazioni delle sue realtà: la folla e i flussi, il cosmopolitismo, la tecnologia, il paesaggio urbano o le psicologie collettive ed individuali nella metropoli moderna.
Un primo screening dei migliori corti arrivati sarà effettuato da una giuria specializzata, mentre i corti selezionati saranno tutti in proiezione nel Cinelab, struttura nell'ambito della manifestazione romana l'Isola del Cinema, che si terrà da metà giugno a fine agosto sull'Isola Tiberina di Roma. Tre infine i premi assegnati, al miglior corto, miglior montaggio e migliore scenografia mentre il termine ultimo per inviare i propri lavori è fissata al 30 maggio prossimo.
Bando, istruzioni e scheda d'iscrizione sono disponibili sui siti della Scuola di Cinema di Roma e dell'Isola del Cinema.

sabato 18 aprile 2009

Crank 2: High Voltage



Il primo Crank è esagitato, ipertrofico, velocissimo, divertente, una mina vagante tra i film d'azione.
Pensavate fosse finita con quel piccolo film diventato un cult? Invece torna Chev Chelios, sempre interpretato da un autoironico Jason Statham, sempre a tutta birra, sempre più veloce, sempre in lotta per la sopravvivenza... e questa volta ha un cuore tutto nuovo...
Birra & patatine, please...

Io, loro e Lara

Si chiama così il nuovo film di Carlo Verdone, primo film interamente prodotto dalla Warner Bros, girato quasi nella totalità (cinque settimane) a Cinecittà. Molti ambienti del film sono stati infatti ricostruiti negli storici Studi cinematografici dove Verdone ritorna a girare dopo 18 anni da Maledetto il giorno che t'ho incontrato.
Tra gli altri protagonisti del film Laura Chiatti, Marco Giallini e Sergio Fiorentini.
Il film arriverà nelle sale l'8 gennaio 2010

venerdì 17 aprile 2009

Cin Cin Cinema, quinta edizione



Dura fino al 7 maggio la quinta edizione di Cin Cin Cinema, l'iniziativa che propone il cinema sul grande schermo ad un prezzo fortemente contenuto. La formula vincente è sempre la stessa: dal lunedì al giovedì 3 euro il pomeriggio e 5 euro la sera (ad esclusione delle proiezioni 3D).

A disposizione del pubblico 61 cinema aderenti, distribuiti tra Roma città (51 strutture), provincia di Roma (8 strutture) e province del Lazio (2 strutture) per un totale di circa 300 schermi.

Come sempre Cin Cin Cinema premia gli spettatori più affezionati. Infatti coloro che dall'11 al 22 maggio consegneranno 6 biglietti diversi, utilizzati nei cinema e nel periodo Cin Cin, presso i punti di distribuzione (elencati sul sito www.cincincinema.it), riceveranno una "Wazoo Card Cinema 2 ingressi" valida dal 1° al 30 giugno 2009 nei cinema convenzionati.
Inoltre, grazie ad un accordo con ATAC, chi dimostrerà di essere abbonato Metrebus riceverà, assieme alla Wazoo Card anche 2 ingressi omaggio per la manifestazione "Notti di Cinema a Piazza Vittorio ed. 2009".

Le Wazoo Card Cinema potranno essere ritirate presso Info Point AGIS, Biglietterie Universitarie di Tor Vergata e Roma Tre e Last Minute Teatro.

Novità di questa edizione, il nuovo concorso "Wazoo-Cin Cin Cinema": conservando un biglietto di ingresso acquistato nel periodo Cin Cin in uno dei 61 cinema aderenti e iscrivendosi sul sito www.wazoostore.com si potrà partecipare all'estrazione di 15 "Wazoo Card Cinema da 52 ingressi", valide per un anno nei cinema convenzionati.

E ancora una volta si conferma la collaborazione tra Cin Cin Cinema ed il Festival Internazionale del Film di Roma attraverso una nuova iniziativa: durante il festival – 15/23 ottobre 2009 - consegnando alle biglietterie dell'Auditorium Parco della Musica il coupon ritagliato dal depliant di Cin Cin Cinema, assieme a un biglietto d'ingresso in sala acquistato tra il 14 aprile e il 7 maggio, si ha diritto a un ingresso omaggio per tutti i film del Concorso (fino ad esaurimento dei posti disponibili per la promozione).
Info su www.romacinemafest.org

Info: tel. 06.4470.2282, www.cincincinema.it

Il Brasile attraverso i suoi artisti



Una mostra che intende illustrare il Brasile attraverso le opere d’arte che lo stesso ha ispirato. Così l’Ambasciata del Brasile, in collaborazione con l’IILA (Istituto italo-latino americano di Roma) ha deciso di ospitare le opere di nove grandi pittori, ognuno dallo stile differente, per meglio rappresentare la diversità del paesaggi brasiliano; dalla lussureggiante vegetazione della giungla ai colori vibranti dei fiori tropicali, dagli agglomerati urbani al crogiuolo di razze, e ancora i festival folcloristici, le tradizioni, i riti e i miti della propria terra.

Gli artisti prescelti - ROBERTO BURLE MARX (1909-1994) - CARYBÉ (1911-1997) - JOÃO HENRIQUE (1935) - ANTÔNIO MAIA (1928) - LIA MITTARAKIS (1935-1996) - CÂNDIDO PORTINARI (1903-1962) - MARYLU PRADO (1929-2005) - FRANCISCO DA SILVA (1910-1985) - RUBEM VALENTIM (1922- 1991) - sono fra i più importanti del Brasile. Noti in Europa, negli Stati Uniti ed in America Latina dove hanno esposto le loro opere, essi si sono spinti anche in Asia fino ad Hong Kong, Macao, Manila, Shanghai, Taipei, Tokyo, ed anche a Wellington, in Nuova Zelanda.

Galleria “Cândido Portinari”
Piazza Navona, 10 - Roma
La mostra sarà aperta dal 21 aprile al 23 maggio 2009 dal lun/sab dalle 10.00 alle 18.00. L’ingresso è libero


Il Brasile nell’Arte (note a cura dell’Ambasciata del Brasile in Italia)

Il Brasile è un paese che nasce già sotto il segno della modernità, con il primo ciclo della globalizzazione, caratterizzato dalle grandi navigazioni e dalle scoperte di nuovi mondi. In questi nuovi mondi che sorgono o risorgono per la Storia nelle Americhe, in Africa e in Asia il Brasile emerge come la grande novità di civiltà: una società che fin dalla sua formazione, nel decorso del XVI secolo, già si definisce come multietnica e multiculturale, risultato della fusione delle religioni e culture di indigeni, europei e africani, provenienti rispettivamente dal sud dell’Europa e dal Nordafrica, ossia dal bacino del Mediterraneo.

Questo primo modernismo del Brasile passa praticamente inosservato fino alle prime decadi del XX secolo, quando un gruppo di intellettuali ed artisti capeggiati, tra altri, da Mario de Andrade e Oswald de Andrade, concludono un vero lavoro di archeologia culturale, riscoprendo e portando alla luce, di questa che rappresenta la seconda modernità del Brasile, la matrice antropofagica della nostra cultura, la quale tutto divora, digerisce e sintetizza sotto una nuova forma di cultura ed identità, identità propriamente brasiliana, la cui dinamica aperta e pluralistica ha come punto di partenza e di arrivo il sincretismo religioso, culturale e artistico.

Questa mostra, presentata dalla curatrice Jacqueline Montagu, rivela attraverso le opere di grandi artisti brasiliani soprattutto a partire dalla Settimana di Arte Moderna del 1922 come questo sincretismo culturale assimili in una fusione creativa di colori e forme, che emergono dalla stessa geografia fisica e umana del Brasile, le grandi avanguardie europee, dall’impressionismo e il fauvismo passando attraverso il cubismo e il surrealismo, fino a giungere all’astrattismo espressionista degli anni 40 e 50 e il concretismo degli anni 70.

“Il Brasile attraverso i suoi artisti” presenta al pubblico romano, nella Galleria Cândido Portinari, tutto il percorso ricco e completo dell’arte brasiliana durante il XX secol: un dialogo permanente tra le sue radici mediterranee e le avanguardie europee, che non smette di sorprendere lo sguardo dell’europeo su questo paese, che André Malraux definiva come l’estremo occidente.

giovedì 16 aprile 2009

Avventure e disavventure di Casiperro



Appena nato, Orejas, un cane piccolo, spelacchiato e dalle orecchie troppo lunghe, capisce subito quale sarà il suo destino. Undicesimo fratello con una mamma che dispone solo di… dieci tette, Orejas capisce subito che per lui la lotta più dura sarà quella per la sopravvivenza, e infatti Le avventure e disavventure di Casiperro (ma solo alla fine del libro gli daranno questo nome!), si possono riassumere nella ricerca della soddisfazione della sua fame, che lo porta a vivere diverse avventure, a conoscere amici e imbattersi in nemici, ad avvicinarsi, a volte con fiducia altre con cautela, a quel mondo bizzarro che è quello degli umani. E così Orejas si trasformerà prima in una mascotte, poi, con il compagno Huesos, diventerà un cane da circo e conoscerà le dolcezze dell’amore. Diventa subito dopo un cane randagio per poi essere catturato e diventare un prototipo per un fabbricante di giocattoli, e poi ancora cavia di un Laboratorio della Bellezza Eterna. Fino all’ennesima, rocambolesca fuga e alla successiva avventura che il piccolo cane vivrà con curiosità, con spirito immutato di avventura e sempre con tanta… fame!

Divertente, lucido ed ironico, spesso esilarante, (la ricerca del sesso di Casiperro ad opera di una famiglia che lo vuol far diventare la sua mascotte, con la bambina che esclama, dopo esserselo rigirato in lungo e in largo: Non so, mà, è troppo piccolo, non riesco a capirlo) il racconto di Graciela Montes, è una favola in cui l’autrice spia, attraverso un piccolo cane e la sua ottica straniante di continuo affamato, il mondo degli umani, annotando somiglianza e differenze, ironizzando su abitudini e manie. Una favola in cui si parla, con acume, di volontà, caso, coincidenze, e, soprattutto, libertà e il cui punto di vista è sempre quello di un piccolo cane: “C’è una questione sulla quale non abbiamo mai trovato un accordo con gli umani - nota Casiperro - loro insistono che la libertà è un’idea, noi siamo convinti che è soprattutto un odore”.

Graciela Montes, Avventure e disavventure di Casiperro, Voland, Collana:Intrecci, pagine 112, Euro 9

Delivery



Un bel corto in computer grafica realizzato dal tedesco Till Nowak, tra Ai confini della realtà e uno spirito ecologista molto sentito.

Qui una spettacolare gallery di illustrazioni del regista. Splendido il suo Alien fatto di frutta e verdura

mercoledì 15 aprile 2009

Il Mc batteva in ritirata prima dell'arrivo della focaccia?



Una lettrice lascia un commento sul post in cui parlo del film Focaccia Blues. Al momento non ho modo di verificare la cosa (come dovrebbe sempre fare un buon giornalista), per cui prendete il commento con le molle, ma, come le ho risposto, la cosa non mi stupirebbe.
Conoscendo l'ambiente del giornalismo non ho dubbi a credere che alcune notizie vengano amplificate a dismisura e/o inventate di sana pianta. Rimane il fatto che la storia del Davide che batte Golia è una storia da sempre affascinante, e applicabile a diversi contesti. Facile credere che più di un giornalista abbia abboccato con tutto l'amo.


Sono nata e vivo ad Altamura e ci terrei ad informarvi che la storia del piccolo fornaio altamurano che sconfigge McDonald's è completamente inventata. Bella, affascinante, intrigante ma completamente inventata.
Quando il piccolo fornaio ha aperto la sua rivendita, era già stato deciso di chiudere il McDonald's di Altamura perchè ipertrofico. Abbastanza frequentato ma non a sufficienza. In città lo sapevano tutti e lo ha confermato subito dopo la chiusura il manager responsabile che ha ammesso l'errore di valutazione. Aspettavano solo che scadesse il contratto, due o tre mesi dopo. Occupava una superficie sconfinata, in centro, con un affitto elevatissimo. Figurarsi che ora nello stesso locale ci sono, comodamente, una banca ed un negozio di abbigliamento. A Bari, l'unico McDonald's della città occupa una superficie dieci volte inferiore.
La trovata pubblicitaria per lanciare il piccolo fornaio, è frutto della mente vulcanica di un buontempone (che conosco molto bene) che ha fatto anche il giornalista per un importante quotidiano nazionale, che non esiste più. Spesso inventa notizie affascinanti, ma quasi sempre non ci crede nessuno. In questo caso la cosa gli è sfuggita di mano: prima ci è cascato (non so quanto in buona fede) un ex collega che l'ha pubblicata su di un famoso settimanale nazionale, poi ci è cascato un ignaro giornalista di Liberation e infine ci è (quasi completamente) cascato un giornalista del New York Times. La notizia ha fatto il giro del mondo ma, ripeto, era inventata. Sarebbe stato bello che fosse vera. Adesso fa comodo continuare a diffonderla anche perché ha un grande fascino: Davide che sconfigge Golia e cose simili. Diventare famosi fa piacere a tutti.
Ho due figli adolescenti e vi posso garantire che loro e tutti i loro coetanei, la focaccia non sanno neppure cosa sia. Preferiscono ingozzarsi con equivoci panini e pizzette scongelate (prodotte chissà dove con chissà cosa) in rumorosi locali sempre pienissimi. Nel locale di McDonald's, almeno l'igiene era garantita, i lavoratori avevano un contratto, venivano pagati regolarmente e non erano sfruttati lavorando più del previsto. Nei locali che frequentano i nostri figli, tutto questo non è quasi mai vero. E lasciamo perdere anche la qualità di certi prodotti da forno venduti in alcune panetterie (compresa quella del piccolo fornaio).
Andate a vedere il film, ma sappiate che NON si basa su di una storia vera.

Joe R. Lansdale in Italia



Una notizia che molti aspettavano con trepidazione: Joe R. Lansdale torna in Italia per presentare il suo nuovo romanzo, Sotto un cielo cremisi, in uscita in libreria il 22 aprile, edito da Fanucci. Il libro segna il ritorno della coppia formata da Hap e Leonard, già protagonisti di vari ottimi romanzi dello scrittore texano.
Questa la trama del romanzo: quando Hap e Leonard vengono contattati dal loro vecchio amico Marvin Hanson, che vorrebbe liberare sua nipote da alcuni trafficanti di droga, i due non hanno problemi a svolgere il lavoro. L'unico problema è che quegli spacciatori lavorano per persone molto più malvagie e feroci di loro. Nasce così una vera e propria guerra senza limiti e restrizioni, durante la quale Hap e Leonard conosceranno un misterioso e leggendario assassino, chiamato Vanilla Ride; e dopo quell'incontro, le cose si metteranno davvero male per loro.

Queste le date degli incontri con Lansdale (inutile dire che io ci sarò!):

Domenica 26 aprile:
ore 12.00: Libreria Nuova Europa, centro commerciale I Granai, via Rigamonti, 10 - Roma
ore 18.00: Libreria Fanucci, piazza Madama, 8 - Roma

Lunedì 27 aprile:
ore 18.00: Libreria Feltrinelli, via Appia Nuova, 427 - Roma

Giovedì 30 aprile:
ore 11.00: Libreria Feltrinelli, via Melo 119 - Bari

Lunedì 11 maggio:
ore 14.00: Libreria Egea, via Bocconi 8 - Milano
ore 18.00: Libreria Feltrinelli, corso Aldo Moro, 3 - Varese

Martedì 12 maggio:
ore 17.30: Libreria Feltrinelli, via XX settembre, 21 - Pavia

Qui il mio resoconto dell'incontro con Lansdale per la presentazione italiana di La morte ci sfida.

Marco Travaglio - Gli sciacalli dell'informazione

martedì 14 aprile 2009

The Taking of Pelham 1 2 3



...meglio detto Il colpo della metropolitana.
Remake in arrivo (tanto per cambiare) del cult del 1974 diretto da Joseph Sargent con Walter Matthau, Martin Balsam e Robert Shaw. La nuova versione è diretta da Tony Scott con Denzel Washington e John Travolta.

Nota personale: il "fratellino scemo" di Ridley mi pare meno rincoglionito del più celebre parente. Mentre Ridley ricalca se stesso con buona tecnica e nulla più, Tony ha inanellato alcuni film decisamente ottimi (anche se non per tutti i gusti) con uno stile personale (che va oltre il semplice "videoclipparo" cui è accusato) imitato da molti ed una ricerca su montaggio e sonoro che lascia impressionati. Man on fire, Domino, Déjà Vu non sono solo film spettacolari e di grande intrattenimento, ma dimostrazioni di come Tony stia cercando la sua personale strada per tentare di ri-fondare il cinema d'azione contemporaneo dopo l'invasione hongkonghese e il suo montaggio cinetico. E non mi si venga a paragonare Tony Scott con un Michael Bay qualunque...
Da tenere d'occhio.

Intanto trailer della versione del '74 e del remake:



Parlami d'amore



"Guardate quanto sò ffigo!"
"Guardate ciò il capello lungo ffigo!"
"E ppoi me so fatto cresce addominali e bicipiti ffighi!"
"...e ppoi non ciò più le sseppola in bocca!".


No, scusate, ho provato a scrivere una recensione seria di questo film, ma non ce l'ho fatta. L'ho voluto vedere a distanza di tempo dall'uscita al cinema, fuori dall'eco mediatico che ha suscitato, perchè una chance volevo dargliela... e poi Muccino jr alla fine mi sta simpatico, era bravino in Manuale d'amore, e considero bei filmetti Come te nessuno mai e Che ne sarà di noi... poi ha anche recitato nel Cartaio di Dario Argento, ma vabbè, meglio stendere un velo pietoso (sulla sua recitazione e sul film).

Però questo no, dai, è troppo. Un film estenuante e infinito, mal sceneggiato, mal diretto, con lui sempre con una stessa espressione stampata (quella che fa tanto bel ffigo tenebroso) e in bocca non semplici dialoghi, ma verità assolute e poetiche. Giuro vedevo il film e ridevo come un matto, perchè avevo in mente la parodia di Stefano Disegni uscita su Ciak. Un film fatto solo di scene madri, e presunti grandi significati, che alla fine annega nell'ego dell'autore (questo si immenso), e in una storiella esile esile, scontata, banale e molto noiosa.

venerdì 10 aprile 2009

Intervista a Carlo Merlo, il Maestro delle star

Confesso che prima di intervistarlo non sapevo assolutamente chi fosse Carlo Merlo. Questo signore che sembra provenire da un'altra epoca è considerato non un maestro di recitazione come tanti, ma IL Maestro. Nella sua scuola è passata la maggior parte degli attori italiani di oggi e di ieri, tra cui Raoul Bova, Luigi Lo Cascio, Claudia Koll, Sergio Castellitto, Margherita Buy, Ennio Fantastichini, Massimo Venturiello, Sergio Rubini...
Autore di prosa e musical; Merlo ha seguito oltre 30.000 allievi, tra artisti e professionisti dello spettacolo; nel 1980, nel Campidoglio ha ricevuto il “Premio Personalità Europea” per il contributo dato al mondo artistico-culturale; nel 1985 è stato l’unico acting coach italiano contattato per preparare tecnicamente per la tragedia greca Robert De Niro, nel ruolo da protagonista dell’Edipo Re di Sofocle.
La chiacchierata è stata l'occasione per riflettere sul ruolo dell'attore nel cinema italiano.

Dell'intervista ho anche fatto un video, che posterò una volta montato. Intanto, se volete informazioni sulla scuola di Carlo Merlo, che si chiama Clesis, andate qua.



Quali sono le doti che deve avere un buon attore?
Per prima cosa deve considerare l’attore come una vera professione, quindi ci deve essere serietà, e poi bisogna avere un minimo di talento. Senza un minimo di talento nessuno al mondo gli dà niente. Però se c’è un minimo di talento, con una buona guida, una buona tecnica, senz’altro può intraprendere la carriera. Penso che il problema sia proprio questo: i ragazzi che vogliono diventare attori sono tantissimi, ma, come mi dicono i grandi agenti, non sono preparati. Molti credono che per fare questo mestiere bisogna avere un bell’aspetto, occhi belli, bel fisico. In Italia negli ultimi decenni purtroppo c’è questa grande ignoranza di considerare solo la parte esteriore. Prendiamo ad esempio l’attore americano Denny De Vito, altro 1.20, che nella recitazione è un genio, in Italia non potrebbe fare carriera o gli avrebbero fatto fare la parte di Pierino.
Com’è secondo lei la situazione degli attori in Italia?
Io penso che noi non abbiamo bisogno di niente, noi siamo discendenti di grandi maestri della scuola greca e di quella italiana che ha fatto grandissimi attori come la Duse. Non abbiamo nel mondo attori di spessore internazionale, parlo di un vero spessore, perchè andare a fare una particina in un film americano non è sicuramente la strada. Le prospettive sono buone se c’è una marcia in più, se si ha la fortuna di prepararsi bene, sempre che si abbia un minimo di talento. Allora può farcela, perchè ci sono tanti attori ma mediocri, appena esce uno che è preparato lo fanno lavorare.
Ci sono attori italiani che apprezza?
Sono diversi, tra quelli collaudati ci sono Rubini, Castellitto, Venturiello, la Buy, la Koll... persone che hanno lavorato con la mia scuola. Una giovane brava attrice, il cui padre ha lavorato con me, è Giovanna Mezzogiorno, che infatti fa film internazionali perchè è di un certo spessore.
In tutta questa confusione, cosa ne pensa, e che ruolo ha secondo lei la televisione?
La televisione è una cosa interessantissima. Io ricordo con piacere la televisione di una volta, quando all’ora di pranzo passavano le grandi opera teatrali. Adesso questo non sarebbe possibile, tutto è mediocre. Ma la colpa non è dei ragazzi, ma dei dirigenti, di noi anziani. Se chi comanda è mediocre, se la cultura italiana è in mano ai mediocri, non si possono aspettare prodotti buoni. Dobbiamo essere ottimisti, ma non penso le cose cambieranno tanto presto.
Quand’è che un attore può dire, “Ce l’ho fatta, sono un attore”.
Quando si prende questa strada artistica, si cerca sempre la perfezione. Paul Newman poco prima di morire diceva che adesso stava capendo cosa voleva dire essere un attore.
Quanto è lunga e tortuosa la strada per diventare attore?
Quando si fa quello che piace, non pesa. La vita di un attore è fatta di una continua ricerca per arrivare a quello che io chiamo “la sincerità nella finzione”.
Quel'è l'allievo che gli ha dato più soddisfazioni?
Gli allievi, non posso dire solo un allievo. Ho fatto cinquant'anni di carriera, girando il mondo, ce ne sono stati. Ma voglio parlare non di quelli arrivati, che sono al cinema, a teatro, in televisione, sulle pagine dei giornali, ma di quelli che sono bravi ma non sono mai arrivati, un po' perchè non hanno la forza di opporsi a certi giochi che ci sono nell'ambiente, un po' perchè non amano proprio questo ambiente. Ricordo una ragazza, fantastica, una di quelle che esprimeva senza parlare, ebbene viene da me dopo tre mesi e mi comunica che ha deciso di rinunciare, perchè pensava che l'ambiente fosse diverso. Ecco, in questo caso abbiamo perso una bravissima attrice.

giovedì 9 aprile 2009

Up

Primo film in 3D della Pixar.
Dicono che non sarà un successo come i film precedenti perchè il protagonista è un vecchietto un po' arcigno e non un giocattolino, o un animaletto grazioso o un bambino (anche se un bambino grassotto c'è).
Poi questo vecchino attacca alla sua casa milioni di palloncini e se ne vola via.
A me sembra così straordinariamente poetico, e, da quel poco che si è visto, così pieno di bellezza e senso dell'avventura da togliere il fiato e non poter far altro che attenderlo con ansia.
Però non è giusto. Non fanno in tempo a far uscire un capolavoro che subito ne presentano un altro. Non c'è concorrenza, ecco...



UGC festeggia l'Europa

Il 9 Maggio 2009, in occasione della giornata dell’Europa, UGC Ciné Cité farà scoprire il cinema dei 27 Paesi appartenenti all’Unione Europea, per la quarta edizione in Italia.

27 film illustreranno le diversità culturali dei 27 Paesi e saranno proiettati nei cinema UGC Ciné Cité situati in 6 grandi città europee: Bruxelles, Roma, Madrid, Parigi, Lione e Strasburgo. Questa giornata celebra l’identità europea ricordando il cammino percorso dai Paesi membri nella costruzione di un patrimonio di valori comuni e condivisi.

In Italia, UGC Ciné Cité in collaborazione con l’associazione Eurovisioni, offre ai suoi spettatori l’opportunità di conoscere l’originalità e la ricchezza della produzione cinematografica dei Paesi dell’Europa, presentando i film in versione originale sottotitolata (italiano o inglese, se disponibile) a UGC Ciné Cité Parco Leonardo. Per ogni proiezione all’interno di quest’evento, il costo del biglietto è di 3,90 euro.

UGC Ciné Cité Parco Leonardo Centro commerciale Parco Leonardo - via Portuense 2000 – 00054 Fiumicino (RM)
Programmazione e orari: www.ugc.cinecite.itwww.eurovisioni.org

Intervista a Pupi Avati

Vi segnalo questa bella intervista a Pupi Avati, andata in onda su Rai 2.

Il programma si chiama Magazine sul 2, e va in onda sul secondo canale dopo la mezzanotte. Ennesima dimostrazione che in prima serata ci meritiamo solo Grandi Fratelli, Talpe, Amici e cazzatine varie, ma programmi validi continuano ad essere prodotti e mandati in onda (ad orari impossibili).

“Earth – La Nostra Terra” proiezione evento al G8 Ambiente



La Walt Disney Pictures con il Ministero dell’Ambiente e il 55° Taormina Film Fest in Sicilia presenta il 21 aprile in occasione del G8, Vertice dei Ministri dell’Ambiente a Siracusa, la proiezione evento di Earth - La Nostra Terra.
Il nuovo film della Walt Disney Studios Motion Pictures Italia, girato come un reality show della natura dedicato alle meraviglie del pianeta Terra, racconta la vita di tre famiglie di animali: orsi polari, elefanti e balene e dei loro fantastici viaggi attraverso il pianeta. Il film mette assieme azione mai vista prima, dimensioni estreme e location impossibili per catturare i momenti più intimi delle creature più elusive e selvagge del pianeta.

Su proposta del Taormina Film Fest in Sicilia – che con la sua nuova formula si espande a Siracusa, Palermo e Palma di Montechiaro - il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo ha voluto inserire il film fra gli eventi collaterali del Vertice sull’Ambiente finalizzato alla lotta ai cambiamenti climatici e la conservazione della biodiversità, per raccontare anche attraverso le immagini di un film i problemi del nostro pianeta e per avere un altro spunto di riflessione.
Earth – La Nostra Terra, distribuito dalla Walt Disney Studios Motion Pictures Italia, diretto da Alastair Fothergill e Mark Linfield, con la voce narrante di Paolo Bonolis, sarà nei cinema italiani il 22 aprile in occasione della Giornata Mondiale Della Terra – Earth Day.

mercoledì 8 aprile 2009

Generazione mille euro



Matteo (Alessandro Tiberi) ha 30 anni, una laurea in tasca e un gran talento per la matematica. Eppure riesce a stento a pagare l’affitto dell’appartamento che divide con Francesco (Francesco Mandelli), il suo migliore amico. In breve tempo la sua vita si trasforma in un incubo… perde la fidanzata, viene sfrattato e come se non bastasse, rischia il lavoro. L’arrivo a sorpresa di Beatrice (Valentina Lodovini), una nuova coinquilina che aspira a diventare insegnante, e di Angelica (Carolina Crescentini), che oltre ad essere molto bella, è anche il capo del marketing nell’ufficio dove lavora, segneranno profondamente il corso degli eventi, tanto da costringere Matteo, per la prima volta, a pensare al futuro. E a fare delle scelte.

Liberamente ispirato al libro Generazione 1000 Euro di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa, edito da Rizzoli.
Diretto da Massimo Venier (primo film Tre uomini e una gamba (1997), ultimo Mi fido di te (2006) con Ale e Franz) con Alessandro Tiberi, Valentina Lodovini, Carolina Crescentini, Francesco Mandelli, Francesco Brandi, Francesca Inaudi. Cameo per Paolo Villaggio e Roberto Citran.

Vedremo se questo film riuscirà a raccontare una generazione di precari senza scadere nel solito qualunquismo all'italiana, nella macchietta o nel sorriso innocuo di una commediola senza mordente. Se solo si avvicina a sfiorare Tutta la vita davanti di Virzì potrò ritenermi sddisfatto.

Il film uscirà nelle sale venerdì 24 aprile 2009.



...vabbè, la battuta è scontata ma ci sta tutta: "Generazione mille euro... quando va bene!".

martedì 7 aprile 2009

Radio Rock: mobilitare una città per un nobile scopo





Non ci sono parole. Campagna di solidarietà pro Abruzzo.
La solidarietà che si tocca con mano, che mobilita una città, che unisce in uno scopo comune. Fiero di essere un radiorockettaro...

Ma non finisce qui. L'emergenza è ancora alta. Cercate su internet altri punti di raccolta, ce ne sono in ogni città, in ogni Comune...

Abruzzo: mancato allarme e tragedia - Marco Travaglio

lunedì 6 aprile 2009

A proposito della morte del giornalismo

Terremoto in Abruzzo, è emergenza nazionale: 179 morti, di cui 40 da identificare. Al momento risultano anche 34 dispersi e circa 1.500 feriti. Oltre 17 mila gli sfollati.

Bertolaso: la peggiore tragedia degli anni Duemila.

Gf, terremoto anche nella Casa

La terra trema (e la morte del giornalismo)



Questa notte una mano invisibile ha preso il mio letto, il mio armadio, il mio lampadario, le mura della mia casa, e ha iniziato a scuotere e scuotere e scuotere... dentro di me dicevo "Adesso finisce... adesso finisce...", ma non finiva... non subito per lo meno. Ho acceso la luce e sono andato nell'altra stanza, dove erano i miei genitori.

Roma e la sua Provincia si stava svegliando drammaticamente. Persone per strada, luci accese negli appartamenti, cani che abbaiano, antifurti e allarmi che suonano.

Per la prima volta ho visto il panico negli occhi di mio padre. Lui, originario di Salerno, ha già vissuto una simile situazione: era il 23 novembre del 1980, la Campania fu scolvolta da un’onda sismica del settimo-ottavo grado della scala Mercalli. I miei nonni evacuati, la loro casa danneggiata per sempre, abbattuta, ricostruita dopo anni. Ho ricordi vaghi, ma sono ricordi impressi a fuoco nella mente di un bambino.

Stanotte ho cercato informazioni, notizie, spiegazioni, ma nè la televisione nè i siti delle agenzie di stampa riportavano notizie. Mi dicevo che non era possibile, che doveva essere successo qualcosa di grave, se non a Roma, da qualche altra parte. Ma i giornalisti forse dormivano.
Ho acceso la radio, la radio che mi accompagna da più di 15 anni nella mia vita, Radio Rock, e ho iniziato a visitare forum e blog di ragazzi italiani, molti erano svegli, molti si chiedevano cosa fosse successo, alcuni tentavano delle spiegazioni, alcuni dicevano di sapere, ma l'informazione era lenta, lacunosa, assonnata e quasi svogliata.
Radio Rock, con il coraggio di sempre, ha invece aperto i microfoni alle persone, un fiume in piena di sensazioni, inquietudini, domande, preoccupazione, allarme, lacrime. La vera informazione, come dovrebbe essere fatta, come pochi fanno: la radio ha dato non solo informazioni, ma ha formito supporto, conforto, solidarietà, notizie fatte dai cittadini per i cittadini, un servizio che nessuno più dà, che i giornalisti preoccupati di timbrare il cartellino, prendere lo stipendio, maneggiare quattro comunicati stampa e cazzeggiare su Facebook in redazione hanno dimenticato da tempo. Un giornalismo che non striscia sul web (in casi di calamità la connessione è la prima ad andarsene), non va in televisione (non subito per lo meno), ma un giornalismo fatto per la strada, una rete di connessioni che attraverso l'etere raggiunge le persone, ovunque siano, e gli dice che non sono sole...

Un "vecchio" mezzo come la radio è arrivato per primo, ha fornito un servizio, e ha dimostrato cuore e palle. L'informazione, la nuova informazione, fatta con i nuovi mezzi, si è dimostrata incapace, inetta, lenta.



Radio Rock organizza una raccolta pro Abruzzo: tutti i generi alimentari in scatola (non deperibili), vestiario (no stracci) Medicine: aspirine antibiotici ecc.. NO SOLDI! punto di raccolta è martedì 7 aprile a Radio Rock via Gabrielli di Montevecchio 4/6 dalle 9,30 alle 18.00. I furgoni partono mercoledi/giovedì mattina. Chiamare 3933213321 marcellocaponi@radiorock.it

sabato 4 aprile 2009

Aiutiamo il cineclub Detour a sopravvivere



Il Detour di Roma è uno spazio romantico, unico nel suo genere, un luogo dove si vive e si respira cinema, dove è possibile unire cultura, divertimento, emozione, innovazione, sperimentazione.
Il Detour è come uno di quei cinemini di Provincia in cui molti di noi sono cresciuti; uno di quei cinema dove si conoscevano per la prima volta i grandi nomi del cinema o si vedevano film che non capivamo o semplici schifezze inguardabili e divertenti; dove si portava per la prima uscita la ragazzina conquistata con tanta fatica, sudore della fronte e charme; dove ci si scambiava il primo bacio e si allungavano le mani per "toccare con mano"; dove si conoscevano tutti, dalla cassiera che ci faceva entrare anche se il film era V.M., alla maschera che raccontava la fine del film per farci dispetto; uno di quei cinema che poi sono morti, hanno ceduto ai multisala, alle nuove tecnologie che una piccola sala non poteva permettersi, hanno chiuso, sono stati demoliti, sono stati trasformati in centri commerciali, negozi senz'anima, senza una storia, senza un briciolo di poesia.
Ed è questa la fine che vogliono far fare anche al cinema Detour, che rischia di scomparire dopo 12 anni di attività. Ad agosto, infatti, non avrà più una sede perchè al suo posto sarà aperto un ristorante. Forse possiamo impedirlo con un piccolo gesto: aiutiamo i sogni a sopravvivere, e la cultura ad avere una casa... manifestate il vostro sostegno al Detour scrivendo all'indirizzo: aiutiamodetour@gmail.com, bastano un paio di righe di sostegno, indicando nome cognome e professione.

"Un capitale di risorse umane e culturali andrà disperso se non troveremo adeguati finanziamenti da parte delle istituzioni - scrivono i gestori del Detour - la volontà di cambiare sede e continuare a lavorare c'è, unita tuttavia all'esigenza di restare nel quartiere Monti del centro storico che lo ha fino ad oggi ospitato. Nel rione, il Detour ha operato al meglio gestendo una programmazione attenta ai prodotti indipendenti e spendendosi attivamente sul fronte dell'impegno sociale. Uno dei pochi, se non il solo, cinema del centro a organizzare con cadenza settimanale iniziative accessibili a persone diversamente abili e proiezioni commentate per non vedenti. Una realtà, dunque, che usa il cinema come strumento di integrazione sociale. Soprattutto luogo vitale e spazio di riflessione indipendente, dove cineasti sconosciuti e maestri indiscussi del cinema hanno avuto la medesima opportunità di confrontarsi con cinefili e appassionati".

Proprio al cineclub Mario Monicelli, che vive da molti anni nel quartiere, ha scelto di dedicare un segmento del suo recente documentario "Vicino al Colosseo c'è Monti".

Giocattoli per Melanconici di Gabriels

Questo è una mostra che vi consiglio di tutto cuore. Aprirà a Roma oggi pomeriggio e rimarrà aperta fino al 5 Maggio. Lo scultore è Gabriels, e la mostra si chiama "Giocattoli per melanconici". Originale, curiosa, inquietante, bizzarra, tutta da ammirare, vivere e... giocare!



"Queste sculture non sono affatto sculture, bensì giocattoli. Più precisamente, giocattoli per melanconici"

Nato nel 1971, Gabriels è un brillante scultore italiano che ha già realizzato un corpo di opere tale da metterne in luce l'indiscutibile talento creativo, oltre ad aver esposto in una mostra personale negli Stati Uniti, a Tulsa. Le sue opere, bizzarre creature embrionali con occhi vetrosi, attraenti come scintillanti giocattoli nuovi ma distanti come idoli archetipici, sono decisamente in linea, sotto il profilo figurativo, con la tendenza pop-surrealista e fantastica dell'arte internazionale di oggi.

Contro l'idea retorica di scultura monumentale e celebrativa, Gabriels abbraccia e realizza una visione innovativa della scultura stessa, che con lui diventa "piccola e maneggevole", assumendo una valenza pop pienamente contemporanea. Le sue opere in bronzo lucido, seppur dominate da una geometria estremamente controllata che conferisce loro un aspetto di grande rigore simmetrico, sono flessuose, sensuali come moderni oggetti di design, fredde come strumenti chirurgici ma allo stesso tempo ironiche come i vinyl toys di ultima generazione. Sono inoltre scomponibili, metamorfiche e investigabili come le parti anatomiche di un organismo vivente. Questo ci invita ad una fruizione diretta, intima e largamente giocosa dell'opera d'arte, quasi si trattasse di un prezioso puzzle tridimensionale attraverso cui indagare, componendolo, il significato ultimo delle forme e contemplarne la singolare bellezza. In questa prima personale in Italia, Gabriels presenterà sedici sculture in bronzo. Pezzi unici, spesso apribili e con organi interni removibili, sempre in bronzo.

Inaugurazione: sabato 4 aprile ore 18.00 - 20.30, sarà presente l'artista
Mondo Bizzarro Gallery
via Reggio Emilia 32 c/d - Roma
Orari: dal lunedì al sabato, ore 11.30 - 19.30
Ingresso libero


Qui potete vedere una gallery con le opere di Gabriels.

venerdì 3 aprile 2009

Mercoledì Caffè Corto, il concorso di cortometraggi



E' online il regolamento per partecipare al concorso indetto da Fandango Cinema, Mercoledì Caffè Corto, che si terrà ogni mercoledì, a partire dal 15 aprile prossimo presso il Caffè Fandango dalle 21,30 alle 23.

Possono iscriversi e partecipare tutti i cortometraggi italiani terminati dopo il 1 gennaio 2008, girati in qualsiasi formato con durata massima di 15 minuti.
Il premio messo in palio da Fandango Cinema consiste in quattro settimane di proiezione del corto vincitore di ciascun ciclo in testa alla programmazione serale del Politecnico Fandango.
Qui regolamento e bando.

Alda Teodorani: il dolce sorriso della regina dell’horror

Ho conosciuto Alda Teodorani nel 2003. Nella città in cui vivo era stata organizzata (grazie Giulio!) una interessante iniziativa che univa letteratura, musica e fumetto. Qui era presente Alda, la più estrema delle scrittici horror italiane, che ha avuto la gentilezza di rispondere ad un paio di domande e firmarmi un suo libro (vabbè lo sapete che sono un maledetto feticista, no?). Questo è il breve articolo che scrissi all'epoca. Per chi voglia avvicinarsi alla scrittura di Alda, e non è troppo impressionabile, consiglio il recente ottimo volume uscito per "Il Giallo Mondadori presenta", "I sacramenti del male".



E’ una delle poche donne in Italia ad essersi avvicinata al genere horror e lo ha fatto infrangendo le barriere del moralismo, utilizzando tecniche narrative che prediligono atmosfere cupe e disincantate, mettendo al centro di ogni suo scritto il male puro che spesso sfiora la perversione delle anime e dei corpi. Alda Teodorani, autrice di numerosi libri e racconti, autrice “di culto”, continua il suo cammino nella letteratura horror, intrapreso già all’età di vent’anni e che nel tempo le ha dato la possibilità di farsi conoscere ad un pubblico sempre maggiore.
“Ovviamente come scrittrice mi rivolgo a tutti - spiega - ma ho riscontrato una maggiore attenzione soprattutto da parte di ragazzi in una fascia di età compresa tra i diciotto e i trent’anni”.

Potremmo definirla un’adepta di Edgar Allan Poe, che sicuramente ha avuto una forte valenza nel suo percorso formativo. Alda vanta un curriculum di tutto rispetto che spazia dalla sceneggiatura per fumetti sulle storiche riviste Splatter e Mostri ai racconti in antologie quali: Raccontare il tempo, Nero italiano, Giorni violenti, Gioventù cannibale, Bambini assassini, La donna nel ritratto, Grande Macello e tanti altri ancora. Numerosi anche i suoi libri, tra i più noti ricordiamo: Giù, nel delirio, Il segno di Caino, Labbra di sangue, Organi, Le radici del male.

“Belve è il mio ultimo libro - continua Alda - ed è una reinterpretazione o per meglio dire una summa di tutti i generi letterari. Io infatti ritengo che l’abilità di uno scrittore risieda nella consapevolezza che c’è qualcosa da carpire in ogni genere letterario e Belve è il trionfo di questo esperimento. Il mio desiderio più grande è quello di non fare mai annoiare il lettore, non tanto per quanto riguarda gli avvenimenti, ma per i personaggi che ogni volta cerco di arricchire”.

Consigli a giovani scrittori? “Il consiglio che posso dare è quello di leggere tanto e soprattutto di leggere più autori, perché non c’è un autore più importante dell’altro, ma fondamentali sono invece i meccanismi narrativi che loro usano. Quindi bisogna fare molta attenzione agli escamotage ai quali ricorrono per risolvere i problemi stilistici e le tecniche che utilizzano ad esempio per fare dei flashback, per poi interpretare queste cose a livello personale e farle proprie”.

Qui il sito di Alda Teodorani.

giovedì 2 aprile 2009

Thirst

2009
Park Chan Wook
Song Kang Ho
Un religioso diventa un vampiro
Tutto il resto è stile...

Beppe Grillo a Exit





Ieri sera Beppe Grillo è intervenuto in diretta a "Exit" su La7. Grillo non partecipava ad una diretta TV da oltre 15 anni.

mercoledì 1 aprile 2009

Come sputtanare una carriera...

1992
Chow Yun-Fat in Hard Boiled



2009
Chow Yun-Fat in Dragon Ball Evolution

In esposizione a Roma 200 opere di Hiroshige, il maestro della natura



Per la prima volta in Italia e a Roma, fino al 7 giugno 2009, duecento opere di Utagawa Hiroshige (1797-1858), uno dei più grandi artisti giapponesi di ogni tempo. La mostra "Hiroshige. Il maestro della natura" presenta presso il Museo Fondazione Roma (già Museo del Corso) le opere di un maestro capace di contemplare ed esprimere la natura nel suo lato più armonico, un artista che ebbe una notevole influenza sulla pittura europea e soprattutto sull'impressionismo e post-impressionismo.

La produzione di Hiroshige è essenzialmente di stampe policrome, il principale veicolo di diffusione dell'arte del Mondo Fluttuante con fogli singoli e libri di illustrazioni di cui si stima ne abbia prodotte oltre 4000, oltre alle immagini per 120 libri. Divisa in cinque sezioni, la mostra presenta opere provenienti dall'Honolulu Academy of Arts, che ospita fra le sue numerose opere una delle più importanti collezioni d'arte asiatica al mondo.

La prima sezione, Il mondo della natura, raggruppa stampe che sono dei capolavori di rappresentazione di elementi della natura. Piante e fiori, uccelli, pesci e altri animali, elementi della vita cosmica con cui l'uomo deve mantenersi in armonia.
La seconda, Cartoline dalle province, è dedicata a opere in cui sono rappresentate le più significative località del Sol Levante.
La via per Kyoto, terza sezione della mostra, è dedicata alle due grandi vie che collegavano la capitale imperiale di Kyoto a quella amministrativa di (Tokyo) Edo. In questa sezione è contenuta l'opera Cinquantatré stazioni di posta del Tokaido, universalmente considerato il capolavoro di Hiroshige.
Nella quarta, Nel cuore di Tokyo, è rappresentato il vedutismo di Edo, la "capitale orientale", l'attuale Tokyo dove risiedeva lo sh gun, il capo militare e politico del Giappone. Un centinaio e più di luoghi che gli abitanti e i visitatori frequentavano costantemente.
Una sezione a parte, Il vedutismo di Hiroshige nella prima fotografia giapponese, testimonia l'influsso che il maestro ebbe sul nuovo mezzo visivo, e sull'immaginario dei primi fotografi.

Hiroshige fu imitato da numerosi artisti del XIX secolo, primo fra tutti Vincent Van Gogh. Saranno infatti presenti in mostra anche tre riproduzioni di capolavori dell'artista, ispirati direttamente ai quadri di Hiroshige, conservate al Van Gogh Museum di Amsterdam e impossibili da trasportare a causa delle delicate condizioni conservative. Le opere sono state riprodotte al vero e in altissima risoluzione dalla Rai, nell'ambito del progetto le mostre impossibili secondo una speciale tecnica di elaborazione digitale.

Per avvicinare le famiglie e i bambini alla cultura giapponese si è introdotto un percorso indirizzato ai più piccoli per trasformare la visita in una fantastica esperienza di "viaggio" nel mondo di Hiroshige.
Per tutti i giovani visitatori è a disposizione gratuitamente un "Quaderno di viaggio", da utilizzare durante la visita, i ragazzi potranno cimentarsi negli ideogrammi della scrittura giapponese e divertirsi a riprodurli.
Inoltre per la prima volta a Roma saranno disponibili audioguide realizzate appositamente per bambini e ragazzi.

Orario apertura: tutti i giorni dalle 10 alle 20, lunedì chiuso; la biglietteria chiude un'ora prima
Biglietti: intero € 9, ridotto € 7, scuole € 4
Biglietto famiglia (nuclei familiari di almeno 3 persone):
adulti e giovani fino a 26 anni € 7,00; bambini fino a 6 anni gratuito
Diritto di prevendita: scuole € 1,00; gruppi: € 1,50
Acquisto biglietti on line: www.vivaticket.it
Informazioni e prevendita: 899.666.805 (servizio a pagamento); www.hiroshige.it