sabato 30 maggio 2009

Dark Angel - Season 1



Ho sempre avuto l'impressione che Dark Angel fosse considerata una serie secondaria, di minore importanza, derivativa da alcune serie degli anni precedenti che hanno rivoluzionato il concetto di eroina (pensiamo a Buffy). Questa impressione mi è stata confermata da più persone che l'hanno sempre vista con occhio molto critico e con pregiudizio, ingannati dalle pose plastiche della sexy protagonista, Jessica Alba, e dei suoi fratelli modificati geneticamente, che davano l'impressione forse di una serie più orientata verso il teen drama con venature fantascientifiche (un po' come è Roswell).
Niente di pià sbagliato.

Alla redini della serie andata in onda per due stagioni tra il 2000 e il 2002 c'è James Cameron, che ha ideato un mondo in preda al collasso economico, una Seattle del futuro cupa, piovosa, degradata, piena di senzatetto, ladri, criminali, dove la polizia è corrotta, dove tutti sono sorvegliati da droni volanti, dove regna il caos e la violenza. Qui si muove Max Guevara (interpretata da una stupenda Jessica Alba), una ragazza fuggita anni prima, con 12 suoi compagni, da una struttura segreta in cui si sviluppa il "Progetto Manticore", atto a creare, attraverso la manipolazione dei geni e DNA potenziato, invincibili super-soldati. Max e i suoi fratelli sono in una fuga perenne, inseguiti dagli uomini del Colonnello Donald Lydecker (John Savage) che rivuole a tutti i costi riprendere le sue creature.

A fronte di un pilot non proprio esaltante - anzi piuttosto fiacco - la serie aggiusta subito il tiro, presentando nel migliore dei modi ambientazione e protagonisti, inserendo nel contesto alcune frecciatine politiche e polemiche sull'America di oggi, parlando di libertà, libera espressione, uguaglianza ma, soprattutto, è un altro tassello della fervida immaginazione di James Cameron e della sua ossessione: l'esplorazione del rapporto tra uomo e tecnologia.

Le 21 puntate della prima serie si bevono una dopo l'altra, sono poche quelle slegate dalla continuity, ma sono tutte ottime, tengono alto l'interesse, approfondiscono il passato dei protagonisti e le loro psicologie, alleggeriscono la tensione con le sottotrame dei colleghi di lavoro di Max, i corrieri della Jam Pony, contengono ottime scene d'azione e sono ben recitate.

Quello che è riuscito meglio a Cameron e ai suoi collaboratori, è creare una serie dal forte impatto emotivo, che ha il suo apice nel doppio episodio finale, che inizia in modo grottesco e divertente (il DNA felino di Max che la porta, in alcuni periodi dell'anno, ad andare "in calore") per poi chiudere il modo drammatico e potente.

E adesso mi aspetta la seconda serie...

Sigla:

giovedì 28 maggio 2009

Dexter Season 4

Mica sono l'unico appassionato di questa fantastica serie, no? Dexter Morgan, il nostro serial killer preferito, tornerà presto sui nosti schermi con la quarta serie, e le prime notizie che si hanno sono molto molto gustose.

Intanto si è aggiunto al cast John Lithgow che a quanto pare interpreterà il "trinity killer", un assassino seriale che uccide le persone tre alla volta.

Inoltre tornerà il grande Keith Carradine, nei panni dell'agente Frank Lundy che darà la caccia al killer e magari ricomincerà a turbare la sorellina del nostro serial killer preferito (nella realtà divenuta recentemente sua moglie!).

Io già non vedo l'ora di vedere questa nuova serie!

Sigla:

...e a proposito di remake...

...mica vi sarà sfuggito il remake de Il cattivo tenente di Abel Ferrara ad opera di Werner Herzog? Il film si chiamerà Bad Lieutenant: Port of Call New Orleans, e dal trailer già si vede il cambio di registro dal film originale: più grottesco che cupo e disperato
A proposito, al posto di Harvey Keitel c'è Nicolas Cage... stendiamo un velo pietoso e un riporto biondo...

mercoledì 27 maggio 2009

Un remake per "Navigator"... e basta su!!!

Un altro classico della nostra adolescenza sta per essere massacrato: la casa di Topolino ha annunciato il ritorno sugli schermi di Navigator: film di fantascienza del 1986 in cui un ragazzino veniva rapito dagli alieni, che lo trasportano sul loro pianeta per analizzarlo. Il tutto nel giro di poche ore. Ma quando viene riportato sulla terra, per effetto di un paradosso, sono passati otto anni. E stando a quanto riporta 'The Hollywood Reporter' Brad Copeland, già sceneggiatore Disney per Wild Dogs, starebbe lavorando allo script.

Le idee scarseggiano, eh?

Questo è il trailer originale... come possono solo pensare di ricreare quelle stesse fantastiche atmosfere?

domenica 24 maggio 2009

"Uomini che odiano le donne", il regista incontra il pubblico

In occasione dell’anteprima italiana di Uomini che odiano le donne, film tratto dall’omonimo romanzo di Stieg Larsson, che uscirà nelle sale il 29 maggio, il regista Niels Arden Oplev incontrerà il pubblico dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. L’evento, organizzato dalla Fondazione Cinema per Roma, si svolgerà martedì 26 maggio alle ore 10, presso la sala Teatro Studio. Oltre al regista, sarà presente lo scrittore Franco Scaglia, autore della trilogia Il custode di Terra Santa, edito da Piemme Editore. Sul palco, l’attrice Antonia Liskova reciterà brani del libro mentre sullo sfondo verranno proiettate immagini del film.
L’incontro sarà moderato da Piera Detassis, direttore artistico del Festival Internazionale del Film di Roma, e Alessandra de Luca, critico cinematografico.

I biglietti per l’ingresso in sala saranno distribuiti, fino ad esaurimento dei posti disponibili, a partire dalle ore 11 del 25 maggio, presso la biglietteria centrale dell’Auditorium Parco della Musica di Roma.

sabato 23 maggio 2009

Making of Ragazza Preferita - Jessica Fenizi



Making of della Ragazza Preferita di Maggio 2009, Jessica Fenizi.
Qui le foto.

mercoledì 20 maggio 2009

Raimi vede la luce

E' piaciuto molto Drag me to Hell di Sam Raimi, fuori concorso a Cannes. L'ex enfant prodige di Detroit, ormai noto soprattutto come autore della saga di Spiderman, di cui ha in preparazione il quarto capitolo, ogni tanto - e per la gioia dei fan - si diverte a tornare alle origini. Come in questo caso: realizzando un film a basso budget autoprodotto con i tre soci della sua Ghost House Pictures. Drag me to Hell è un thriller soprannaturale che ha come protagonista Christine Brown, un'impiegata di banca che rifiuta una dilazione alla misteriosa signora Ganush. La vecchietta la punirà con una maledizione.

Le prime recensioni parlano di un film condotto a gran ritmo, con una buona dose di ironia. Io lo aspetto con ansia. In Italia uscirà con la Lucky Red.

sabato 16 maggio 2009

"Non pensarci" diventa una serie tv

La divertente e surreale famiglia Nardini, protagonista di Non pensarci, è diventata una serie tv, per la regia sempre di Gianni Zanasi, che verrà trasmessa ogni lunedì sul canale Sky Fox a partire dal 18 maggio. Ritratto di una famiglia sull'orlo di una crisi di nervi, Non Pensarci racconta le disavventure dei Nardini, un tempo facoltosi imprenditori ed oggi ad un passo dalla bancarotta. Protagonista della serie il cast quasi al completo del film: Valerio Mastandrea, Giuseppe Battiston (entrambi nominati ai David 2009 per la loro interpretazione nel film), Anita Caprioli e Caterina Murino. Tra le novità della versione televisiva, la partecipazione di Luciana Littizzetto, una parrucchiera appassionata di sedute spiritiche.

...e beccatevi anche un'anteprima della serie!

venerdì 15 maggio 2009

Un Anello per domarli...



... ma soprattutto incastrarli!!

Quanto avrei voluto essere lì, e vedere le facce di medici, infermieri, vigili del fuoco e soprattutto dell'uomo "incastrato"!

Dal Messaggero:

Un gioco erotico che potrebbe costargli caro. Da notte a luci rosse a notte da brivido quella tra lunedì e martedì per un quarantenne del comprensorio del lago di Bracciano che nel corso di una performance erotica si è infilato alla base del pene un anello d’acciaio.
Su internet se ne trovano da comprare a 9 euro circa con tre diversi diametri, da 45, 50 e 55 millimetri: stringendo la base del pene ritarda l'eiaculazione e rinforza l'erezione. Come può succedere in alcuni casi la parte superiore si è gonfiata impedendo all’anello di venire sfilato. L’uomo si è visto costretto ad andare in tutta fretta al pronto soccorso dell’ospedale di Bracciano. Dopo un certo periodo di tempo si rischia la necrosi. Ma una volta in ospedale i medici, constando un grosso edema che nel frattempo si era formato, non sono riusciti a far nulla e hanno chiesto l’intervento dei vigili del fuoco.
E’ arrivata una squadra dei vigili di Bracciano che sotto la supervisione dei sanitari ha tentato senza successo di spezzare l’anello d’acciaio. Fatta venire in tutta fretta da Roma anche una apparecchiatura speciale in dotazione dei vigili del fuoco. Ma l’operazione si è rilevata troppo difficile. Avrebbe richiesto la professionalità e la mano ferma di un chirurgo di professione. Altissimo il rischio di spezzare con l’anello d’acciaio anche parti dell’organo genitale dell’uomo.
Dopo vari tentativi andati a vuoto, dunque, i medici, anche sulla base della gravità della situazione, hanno preferito disporne il trasferimento d’urgenza, a bordo dell’ambulanza per il trasporto infermi, in un ospedale di Roma dove il quarantenne è stato sottoposto al delicato intervento chirurgico.

mercoledì 13 maggio 2009

Cinenostalgiche visioni: Ninja 3 - Trancers

All'epoca ero un ragazzino alto nella media, e praticavo basket con giganti di due metri perchè non c'erano corsi per quelli della mia età e o frequentavo quel corso di ragazzi più grandi o niente basket. Corso due volte la settimana. Tornavo a casa stanco, con le ginocchia a pezzi, umiliato perchè davanti a me c'era sempre uno che si chiamava Torricelli ed era alto due metri e mezzo e io quando lui era davanti a me non lo riuscivo proprio a vedere, il canestro... e cenavo da solo davanti la tv perchè i miei già avevano mangiato. Meno male, perchè altrimenti non mi avrebbero mai fatto vedere quello che attendevo con ansia. All'epoca - fulgidi anni '80 - nelle tv private romane era tutto un susseguirsi di arti marziali, film di ninja, combattimenti, gungle, esotismo a tutti i costi. Io ci sguazzavo in quei filmacci e aspettavo il giovedì sera, dopo il basket, per mangiare e restare ipnotizzato da quei film.

Erano film di tutti i tipi, alcune belle sorprese (L'invincibile ninja - con Franco Nero! - Ninja 3 Trancers, Ninja la furia umana, American ninja) la maggior parte filmacci con una trama ridicola e una recitazione pessima. Ma non importava perchè c'erano loro. I ninja. Erano dannatamente affascinanti. Ninja vestiti di bianco, nero, con la mimetica, che saltavano fuori dalle cime degli alberi, da sotto terra, che volavano, lanciavano "stellette ninja", ti facevano volare per terra con una semplice mossa, ti ipnotizzavano con gli occhi, sapevano usare qualsiasi tipo di arma (anche i laser sigh...).

Scoprii più tardi che molti di quei film furono diretti da Godfrey Ho e Joseph Lai, e interpretati da un attore completamente incapace di qualsiasi movenza marziale, cioè Richard Harrison. Qualche anno fa una piccola casa di distribuzione, la Futurama, si mise a far uscire molti di quei titoli in vhs... li ho comprati e rivisti. Assolutamente ridicoli, trash, ma, in fondo, per molti di noi, piccoli cult nostalgici.

Ninja 3 Trancers (titolo originale Ninja 3 Domination) è, a mio avviso, uno dei migliori film mai realizzati di quel genere: sanguinoso, con bei combattimenti e una trama originale. Un ninja cattivo viene crivellato da proiettili ma prima di morire riesce a possedere (non in quel senso!) il corpo di una ragazza, che, da quel momento, inizia a comportarsi come lui, assume i suoi poteri e inizia a vendicarlo massacrando gente. Alla fine si scopre che "solo un ninja può uccidere un altro ninja" ed ecco arrivare il ninja buono che esorcizza la ragazza e combatte il cattivone. Notevoli alcune scene, come il sanguinoso inizio a l'esorcismo della ragazza, che mantengono vivo il fascino di questo film. Il film è diretto da uno specialista del genere, Sam Firstenberg, ed è interpretato da un mito, cioè il grandissimo Sho Kosugi.
Ovviamente di dvd neanche a parlarne, io sono il fiero possessore di una vhs Multivision che conservo gelosamente.

Del basket mi stancai presto, dopo una memorabile partita in cui riuscii a fare un canestro, mentre è un piacere notare come i ninja alla fin fine non siano passati mai veramente di moda: i videogiochi continuano a riproporceli (ho giocato fino alla nausea la trilogia di Last Ninja per Commodore 64), e adesso stanno per ritornare anche al cinema... perchè, insomma, i ninja avranno anche il loro fascino, ed è vero che io sono cresciuto a pane e Karate kid, Sho Kusugi e Shinobi... ma a voi non esalta a mille questa locandina?



...e questo è il trailer del film che arriverà nel corso del 2009. Lunga vita ai ninja (al cinema, nei fumetti, nei libri e nei videogiochi)!



Leggi le altre Cinenostalgiche visioni

I Manetti Bros., “Serve una factory per rilanciare il cinema di genere italiano”



“Occorre creare una sorta di factory per far rinascere e sviluppare il cinema di genere italiano”. Non hanno dubbi i Manetti Bros., i due registi romani che, in questo campo, si sono fatti le ossa con Piano 17 e con i film tv de L’ispettore Coliandro tratti da Lucarelli: “Ci vuole più collaborazione e più stima fra registi. La fratellanza, le alleanze e la rimozione delle invidie fra colleghi serviranno a fare uscire il cinema italiano di genere dai territori underground nei quali oggi si trova”.

Con queste parole Marco Manetti (l’altro “brother” è Antonio che sottoscrive totalmente la filosofia del fratello) ha presentato a Roma il noir Il solitario, diretto dal parmigiano Francesco Campanini, interpretato da Luca Magri, Francesco Siciliano, Francesco Barilli e Massimo Vanni.

“Questo è un film di genere senza compromessi – ha aggiunto – Una cosa rara in un periodo in cui tutti, invece, i compromessi li vanno a cercare: c’è un eroe “buono ma sporco” che ti costringe a stare dalla sua parte, e l’azione non costituisce qui un elemento secondario ma diventa elemento narrativo”.

Il noir indipendente di Campanini esce venerdì, nella capitale, al cinema Nuovo Olimpia. Secondo Manetti, è un’opera prima importante anche per un altro motivo: “Dimostra che l’autoproduzione fuori dal sistema romano è una strada da percorrere. Se fosse stato girato qui, sarebbe costato tre volte tanto: abbiamo schemi produttivi troppo vecchi. Invece, con un budget di appena 200 mila euro e finanziandolo pezzo per pezzo, Campanini è riuscito a fare un film vero”.

martedì 12 maggio 2009

Roma, Pasolini e La Periferia



La Provincia di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e Assessorato alle Politiche del Lavoro e della Formazione, in collaborazione con Rosetta Film presentano in prima nazionale i docu-film di Roberta Torre.

La notte in cui è morto Pasolini: un’intervista esclusiva a Pino Pelosi, risultato di un lungo e duro lavoro della regista con l’unico indagato per l’omicidio di Pasolini. Il 2 novembre 1975 in un piazzale sterrato dell’Idroscalo di Roma viene ucciso PierPaolo Pasolini, scrittore, regista, poeta. Il 26 aprile 1976 nel processo di primo grado Pino Pelosi viene condannato come unico esecutore dell’omicidio Pasolini. Oggi Pino Pelosi indica i fratelli Franco e Giuseppe Borsellino come autori del delitto. Oltre le molteplici verità di Pino Pelosi tante sono ancora le ombre che restano su uno degli episodi più oscuri e dolorosi della storia italiana. Questo è il racconto di quanto è accaduto quella notte all’Idroscalo dalla voce di chi per ultimo ha visto vivo Pier Paolo Pasolini.

Itiburtinoterzo:
un film documentario sulla periferia di Roma: interviste ai “ragazzi di vita” di oggi. Tiburtino III è un noto quartiere popolare di Roma, una “riserva indiana” dove vivono ragazzi cresciuti con il mito della bella vita fatta di soldi facili, cocaina a fiumi e notti passate sul G.R.A. a guidare senza meta. Nello sfondo Roma e le sue tante strade, il suo presente e futuro carico di aspettative, come se fosse un miraggio lontano. È un mondo dove il futuro è il tempo che non si sa se verrà mai e dove solo il presente vale qui e ora. In questa corsa verso l’ignoto i “nostri” ragazzi di vita si raccontano, ridono, piangono, aspettano, pensano ai sogni che avevano da ragazzini e alle aspettative che hanno oggi, alle rapine, alle donne, alle partite di pallone che facevano solo uno o due anni prima. Ora la galera è una delle possibilità sicure, l’altra non si sa nemmeno se esista. Questi ragazzi di vita alle soglie del terzo millennio hanno forse fin troppo in comune con quelli di
Pierpaolo Pasolini.

I due documentari sono nati come “materiale di lavoro” per uno spettacolo
teatrale, K, Atti Relativi (nome della sigla del fascicolo giudiziario del
caso Pasolini), prodotto da Accademia Perduta, per la regia di Roberta
Torre. Lo spettacolo debutterà nel giugno del 2010. Benchè in origine
fossero materiali di lavoro, alla fine hanno acquisito una loro autonomia, una vita propria, una forma compiuta.

A partire dai due documentari prodotti da Rosettafilm e Accademia Perduta
l'obiettivo è quello di dar vita ad un evento che sarà occasione per un
confronto e una riflessione sui temi della periferia e della questione
giovanile. A partire dai due documentari di grande forza visiva e di
straordinaria potenza si proverà a fare un quadro della contemporaneità e
della condizione giovanile dentro e fuori le periferie, intese come
periferie del mondo e periferie dell'Anima.

Note della regista:

“Quando ho chiesto a Pino Pelosi che cosa legasse a lui Pasolini lui mi rispose: Forse aveva visto in me quello che lo poteva uccidere. Devo dire che questa affermazione mi colpì molto proprio perché è una frase di potente intuizione pronunciata da un uomo rozzo e ignorante come lui. Certo una cosa simile mi ha fatto pensare immediatamente alle cose che avevo letto di Zigaina, amico di Pasolini che ha più volte raccontato di come tutta la sua vita fosse disseminata di segnali profetici, quasi un percorso verso la propria morte e di come lui stesso avesse organizzato quella fine, quasi come ultima messa in scena e del resto questo sarebbe anche stato già detto proprio in quei versi di Pierpaolo Pasolini che recitano:

Proprio perché è festa e per protesta voglio morire di umiliazione voglio che mi trovino morto con il sesso fuori con i calzoni macchiati di seme bianco tra le saggine laccate color sangue.

Insomma quello che ho voluto incontrare è stato un corpo più che un uomo, in questo caso il Pelosi, che è stato il Giuda di questa storia e che ha condotto Pasolini al compimento di quello che era il suo destino. Quello che ho trovato, in quasi due anni di incontri, è un relitto di un uomo che a tratti sembra abitato, come posseduto da un fantasma che gli fa dire: “la cocaina oggi non ha più quel sapore soave” per poi tornare nel suo mondo di dinosauro di periferia.

I ragazzi di vita di oggi, non hanno molto in comune con lui e quelli di una volta. Li ho voluti incontrare in un quartiere come Tiburtino Terzo, li ho conosciuti e ho parlato con loro nel corso di quasi due anni, ascoltando le loro storie di quotidiana umanità che li rendevano perfetti attori di quelle profetiche intuizioni che Pasolini aveva avuto sul futuro di ogni possibile Gennariello.”

Nuovo Cinema Aquila
via l'Aquila 68, 00176 Roma (Pigneto)
tel. e fax: 06 70614390 - email: info@cinemaaquila.com

giovedì 7 maggio 2009

Il nome del vento: incontro con l'autore



Patrick Rothfuss, autore di Il nome del vento, sarà a Roma, e incontrerà i suoi lettori per firmare le copie del suo romanzo.
Queste le date:
Sabato 9 maggio alle ore 18.00: Libreria Le storie, via Giulio Rocco 37/39 - Roma
Domenica 10 maggio alle ore 18.00: Libreria Fanucci, piazza Madama, 8 - Roma

Patrick Rothfuss, nato nel Wisconsin nel 1973, ha studiato ingegneria chimica per poi decidere di dedicarsi agli studi di psicologia clinica. Nel 2002 ha vinto il concorso Writers of the Future con il racconto The Road to Levinshir, estratto dal romanzo The Song of Flame and Thunder, fino ad allora rifiutato da diversi editori. Dall’opera è stato poi estratto il romanzo Il nome del vento, che è stato pubblicato negli Stati Uniti nel marzo del 2007, ed è stato accolto da un enorme uccesso.

Confesso di non essere un grande amante di libri fantasy, quelli veramente belli ed appassionanti che ho letto si contano sulle dita di una mano. Però la trama di questo libro mi ha incuriosito, non sembra il solito fantasy con elfi e gnomi, e il ragazzino che diventerà guerriero, e maghetti, e gnocche guerriere etc etc...

Questa la trama: La Pietra Miliare, una locanda come tante, nasconde un incredibile segreto. L’uomo che la gestisce, Kote, non è davvero il mite individuo che i suoi avventori conoscono. Sotto le sue umili spoglie si cela Kvothe, l’eroe che ha fatto nascere centinaia di leggende. Il locandiere ha attirato su di sé l’attenzione di uno storico, che dopo un lungo viaggio non privo di pericoli e avventure riesce a raggiungerlo e convincerlo a narrare la sua vera storia. Il nostro eroe muove i suoi primi passi a bordo dei carri degli Edema Ruh, un popolo di attori, musicisti e saltimbanchi itineranti che, nonostante le malevole credenze popolari, si rifanno a ideali nobili e tengono in gran conto arte e cultura. Kvothe riceve i primi insegnamenti dall’arcanista Abenthy, e viene poi ammesso all’Accademia, culla del sapere e della conoscenza. Qui egli apprenderà diverse discipline, stringerà salde amicizie e sentirà i primi palpiti dell’amore, ma dovrà anche fare i conti con l’ostilità di alcuni maestri, l’invidia di altri studenti e l'assoluta povertà; vivrà esperienze rischiose e incredibili che lo aiuteranno a maturare e lo porteranno a diventare il potentissimo mago, l’abile ladro, il maestro di musica e lo spietato assassino di cui parlano le leggende.

mercoledì 6 maggio 2009

Californication, anticipazioni sulla terza stagione



Californication è una delle serie che più attendo con ansia. Il personaggio di Hank Moody, interpretato da un grandissimo David Duchovny, ha il pregio di avere tutte le caratteristiche per suscitare simpatia e immedesimazione, inoltre è un personaggio che ogni uomo vorrebbe essere: affascinante, di buon cuore, vorrebbe fare la cosa giusta, ma quello che gli riesce meglio è fottere qualsiasi cosa di sesso femminile e dotata di un bel paio di tette si presenti sulla sua strada.

La prima stagione è un mix perfetto di comicità esplosiva, irriverenza, scene hot, divertimento. Peccato per il finale...
La seconda serie sbanda fino a metà, poi si rimette sui binari. Lascia però l'amaro in bocca, anche se ha un finale più convincente.

Cosa staranno preparando gli sceneggiatori per questa terza serie? Ricordate dove eravamo rimasti?

Se non avete visto la seconda serie, smettete di leggere!

Hank rimaneva solo con la figlia a Los Angeles, mentre l'amata Karen torna a New York. Nella nuova serie Hank diventa un professore universitario. Il lavoro "regolare" fa parte di un piano per continuare ad occuparsi della figlia Becca.

Ora, Hank ed un lavoro regolare...
...come professore...
...in una Università (noto regno di gnocche...)

Io prevedo una grande stagione!

Inoltre si allunga la lista delle guest star per questa terza stagione. Dopo Kathleen Turner, Peter Gallagher e Diane Farr, arrivano Ed Westwick, il cantante Rick Springfield, Embeth Davidtz e Eva Amurri. Ed Westwick interpreterà Balt, uno studente affascinato dalla letteratura dedicata ai vampiri. La Davidtz avrà invece il ruolo di Felicia Koons, la figlia del decano dell'università (interpretato da Peter Gallagher). Eva Amurri sarà invece una delle studentesse di Hank e parteciperà a più di un episodio della serie.

Godetevi questo collage della prima puntata (comunque il doppiaggio italiano impallidisce in contronto alla visione dell'opera originale, che vi consiglio):

lunedì 4 maggio 2009

Intervista a Lars Von Trier

Vi segnalo questa bella intervista a Lars Von Trier. Il regista è atteso a Cannes con il suo ultimo film Antichrist.

Intanto è uscito il trailer italiano del film:

Goffredo Vittori, l'ultimo poeta



Non so voi, ma io passerei ore ed ore ad ascoltare i racconti degli anziani; quei racconti un po' nostalgici, un po' tristi un po' ironici, che iniziano sempre con "Ai miei tempi...", quei racconti che molti considerano residui di un altro tempo, noiosi da ascoltare, "vecchi" e sensa un reale senso o significato.
Ebbene, io dentro quei racconti ci vedo un mondo intero che è sparito ma che cerca in tutti i modi di farsi ricordare. Penso sia un po' nostra responsabilità cercare di non far morire determinate memorie, di tramandarle, magari utilizzando le nuove tecnologie, quelle tecnologie che gli anziani vedono con occhio sospetto.

Goffredo Vittori è un cittadino di Mentana, la cittadina garibaldina alle porte di Roma. E' un poeta, forse l'ultimo poeta della città, capace di trasformare la sua memoria in rime, capace di paragonare Mentana all'Inferno di Dante. E' un piacere starlo a sentire.
Non ho potuto mettere nel video tutto quello che mi ha detto, ma tornerò a parlare con lui, e cercherò di "rubare" più ricordi possibili...