mercoledì 30 settembre 2009

John Woo e il film dimezzato

Maledetti...
Apprendo da Repubblica che John Woo, con il suo film-fiume La battaglia dei Tre Regni, in uscita in Italia il 23 Ottobre, "Ha puntato molto in alto, con un'ambizione spericolata: riuscire nello stesso film a incantare il pubblico asiatico che di quella storia conosce già ogni dettaglio; e conquistare gli occidentali per i quali la Cina antica resta avvolta in un mistero. (C'è riuscito solo accettando un compromesso: la versione asiatica, molto più lunga, esce in due puntate di quattro ore; in America e in Europa gli spettatori hanno diritto a una versione "compatta" e dimezzata)".

L'articolo è qua.

Come sempre in questo caso articolo pieno di inesattezze ed errori: la prima fase di John Woo non sono i noir balistici ma... le commedie! E paragonare Woo a Zhang Yimou mi sembra veramente troppo!

Comunque io lo so che andrò comunque a vederlo al cinema: troppa è la voglia di vedere quelle scene di massa, di guerra (ahimè dimezzate!) sul grande schermo. Però ribadisco: maledetti!

Trailer:

mercoledì 23 settembre 2009

Il Fatto: tutto esaurito. Ma si può scaricare in pdf

"Il Fatto sarà un giornale di opposizione", così scrive il Direttore Antonio Padellaro nel presentare questo primo numero del quotidiano. Primo numero che ha avuto un successo straordinario, andando subito esaurito, tanto da far pensare ad una ristampa, che è arrivata nel pomeriggio solo a Milano. E domani il giornale raddoppierà, arrivando nelle 15.000 edicole italiane in oltre 200.000 copie.

Tanti, troppi quelli che non hanno potuto leggere il giornale perchè andato esaurito troppo presto. Per questo motivo la redazione del Fatto ha deciso di mettere in consultazione gratuita a disposizione di tutti il file pdf del giornale. Potete trovarlo qui.

Ma com'è questo numero uno? Denso ed intenso. Sedici pagine che sembrano sessanta, una caterva di informazioni, notizie e, soprattuto, analisi. Abituati ai quotidiani di oggi e, soprattuto, ai free press metropolitani che snocciolano solo fatti in dieci righe, Il Fatto è una boccata vitale di ossigeno ed una lezione di giornalismo. Il successo che ha avuto non può che fare piacere, l'Italia non è poi così addormentata...

domenica 20 settembre 2009

The Vampire Diaries



Vi ricordate Dawson's Creek? E vi ricordate quelle magnifiche puntate speciali che venivano mandate in onda ad Halloween? Per quanto mi riguarda erano delle chicche, saccheggiavano il meglio del teen horror e lo riproponevano al pubblico televisivo con poche varianti e giusto un alleggerimento nel finale. Merito di Kevin Williamson, che veniva dalla destrutturazione dello slasher di Scream e So cosa hai fatto.
Ebbene, ho visto le prime due puntate di The Vampire Diaries e mi sono venute in mente quelle puntate. Il perchè è presto detto: toglieteci i vampiri, e ecco bello che pronto uno spin off di Dawson's Creek.

Non scherzo. Realizzato dallo stesso Kevin Williamson il telefilm è pieno zeppo di tutte le ossessioni del buon Kevin, dunque un paesino e i suoi segreti; la variopinta umanità che lo abita; tanti bei corpi di adolescenti ognuno con il proprio carattere/stereotipo: il figo, l'oca, l'interessante, il tenebroso, il duro, il tossico; una fotografia molto da teen horror anni '90; qualche effetto speciale ed ecco riciclato il solito canovaccio, il solito triangolo amoroso, le solite scaramucce tra innamorati. Che poi ci siano di mezzo anche i vampiri, è solo una coincidenza, un contentito per le ragazzine che si bagnano con Twilight.

Era ovvio che quelle stesse dinamiche si trasferissero in tv. Anzi, mi stupisco che non sia successo prima.

Vampire Diaries è la storia di una ragazza che è oggetto della passione di due fratelli vampiri, uno buono ed uno cattivo, che sono in lotta per la sua anima e per le anime dei suoi amici e della sua famiglia.

Come in Dawson, anche in The Vampire Diaries si scopa poco e niente e si parla tanto, troppo, addirittura il vampiro tiene un diario e non fa altro che parlarsi addosso. Che tenero...

A parte tutto, queste prime due puntate si fanno guardare - non proprio con attenzione - uno sbadiglio, un occhio all'orologio, ma passano. Tutto sta a vedere come la serie procede. Su cosa si butteranno, sul'horror, sul teen-drama, o continueranno ad annacquare entrambi i generi con poca convinzione ed un occhio al portafogli?

Tra le tante note stonate una m'è sembrata la peggiore: Williamson ha sempre dimostrato di saper scrivere degli ottimi dialoghi, taglienti, romantici, realisti, i dialoghi tra Dawson e Joey, tra Jen e Pacey erano frizzanti e tenevano sempre desta l'attenzione. Ebbene in Vampire Diaries i dialoghi appaiono appannati e anonimi, molto scontati, quando si butta sul romantico lo fa alla Baci Perugina, quando vira all'horror e allo scontro tra i due fratelli è la solita solfa teen-testosteronica vista in decine e decine di film simili. Un peccato.

La serie è tratta dai romanzi di tale L. J. Smith. C'è una guerra tra poveri se sia venuto prima Vampire Diaries o Twilight. Dati di pubblicazione alla mano rilevano che V.D. è precedente a T. Per quanto ci riguarda del primo possiamo dire che è una porcate fatta e finita, il secondo è sulla buona strada per diventarlo. Amen.

venerdì 18 settembre 2009

Sons of Anarchy - Season 2



Spoiler

Prime due puntate che confermano che la serie non è una bolla di sapone, ma una serie che cresce, che sviluppa al meglio personaggi e situazioni, prendendosi i suoi tempi.
E' un piacere ritrovare i nostri motociclisti preferiti. Tra saga familiare e gangster story la seconda serie continua dove si era interrotta la precedente, cioè nel bel mezzo di una crisi che vede contrapposti Jax e Clay, sul ruolo che la banda deve avere: gang criminale o traffici legali e filosofia alla Easy Rider? Di contorno le solite belle facce di attori e comprimari e alcuni nuovi arrivi, tra cui un Harry Rollins incazzatissimo suprematista ariano.

Ben calibrata in tutti i suoi elementi, dall'azione all'introspezione, Sons of Anarchy prende il posto nei cuori orfani di The Shield e Oz, presentando intrighi, doppigiochi, personaggi carismatici e il fascino sempre verde del ribelle in Harley sulle strade sconfinate d'America. Inoltre la serie ci va giù pesante con sangue e violenza, imbastendo alcuni momenti di grande tensione (lo stupro di Gemma nella prima puntata è un pugno allo stomaco, così come l'esecuzione del Mayans).

Palma del serial tv più macho in circolazione. Jack Bauer in confronto è una signorinella...

giovedì 17 settembre 2009

OrgyMovie2 (only italian)

Seconda informata di micro-recensioni, questa volta di film italiani.
Perchè continuo a farmi del male inutilmente, direte voi?
Me lo chiedo anch'io...
... e il bello è che in questa orgia penosa molti critici hanno visto le solite "rinascite e sorprese" del cinema italiano. Qualche film vedibile c'è, ma se basta così poco per gridare al grande film...
Della serie stiamo messi proprio bene.


Solo un padre



Come fare un film intero su di un uomo, da poco vedovo, che coccola dolcemente una bambina. Che tenero. Che dolce. Che palle. Filmettino esile esile, strappa qualche sorriso in un paio di scene ma è veramente troppo poco. E il soggetto andava bene per un cortometraggio.

Diverso da chi?



Non sapevo neanche chi fosse, e nel giro di pochi giorni ho visto due film con Luca Argentero protagonista. Da quello che leggo è un ex del Grande Fratello. Devo comunque dire che in giro c'è molto molto peggio, e questa commediola è frizzante al punto giusto, ben recitata, dal ritmo sostenuto, dalla sceneggiatura che si mantiene sempre in costante equilibrio tra morale comune e una blanda trasgressione. Alla fine siamo in Italia, evviva la famiglia...
Brava la Gerini e ottimo il cast di contorno - con un sempre grande Pannofino. Divertente e, cosa non da poco, regge fino alla fine senza proporci finali drammatici, lacrimosi, patetici.

Iago



Incredibile. No, dico: IN-CRE-DI-BI-LE. Dovete vederlo per farvi un'idea. Il regista si crede di essere Buz Luhrmann, ma non ne ha nè l'inventiva, nè la giusta dose di follia. Tutto è talmente calcolato da essere fastidioso. C'è anche una coreografia di ballo deprimente. Flop meritatissimo.

La matassa



A me Ficarra e Picone non hanno mai fatto ridere. Perciò mi sono sorpreso di questo film. Divertente e con una nota malinconica che rende il tutto più gradevole. Certo che parlare della solita rinascita della commedia è un filino esagerato.
Però loro continuano a starmi antipatici.

Questione di cuore



Se la rinascita del cinema italiano passa - anche - da qua, stiamo freschi. E questo sarebbe il film che ha vinto numerosi riconoscimenti? Questa commediola dolce amara sulla nascita dell'amicizia, in sala rianimazione, tra un meccanico romano ed uno sceneggiatore del nord? Pretenzioso, prevedibile, irritante. Irritante si, e anche pieno di luoghi comuni: il romano urla e gesticola, il romano non fa fattura, il romano è coatto ma sotto sotto buono. Ma vaffanculo va. Ottima invece la prova dei due attori: Albanese che non ho mai sopportato è qui calibrato; Rossi Stuart pieno di sfumature, ma francamente se come attore è una conferma voglio vederlo all'opera come regista dopo il bel Anche libero va bene.

mercoledì 16 settembre 2009

La Disney si dà all'horror



Piena rivoluzione in casa Disney, prima l'acquisizione della Marvel ed ora questo: nasce una nuova etichetta per la produzione di cartoni animati, la Double Dare You, frutto dell'accordo tra Disney e il regista Guillermo Del Toro.

L'annuncio è stato dato al D23 Expo di Anaheim, in California. L'etichetta si occuperà di produrre cartoni animati dark, lontani dalla tradizione della casa di Topolino e destinati a un pubblico di tutte le età, amante del thriller. Oltre che come produttore, Del Toro potrebbe anche figurare alla regia di alcuni titoli. E il primo film della neonata Disney Double Dare You sarà Trollhunters (letteralmente "cacciatori di troll"), basato su una storia scritta dallo stesso Del Toro.

Del Toro mica si farà mangiare da Topolino, no?

Making of Ragazza Preferita - Felisia Noviello



Donne e motori...
La gallery fotografica potete vederla qui.

martedì 15 settembre 2009

Ciao Bodhi



Patrick Swayze è morto all'età di 57 anni dopo una lunga lotta contro il cancro al pancreas.

Tutti i giornali parlano di te come l'attore protagonista di film come Dirty Dancing e Ghost, ma io voglio ricordare la tua interpretazione migliore, quella che mi farà sempre ricordare di te e che, per quanto mi riguarda, ti ha consegnato all'immortalità: Point Break.

Bodhi is alive...

domenica 13 settembre 2009

Coraggio e solitudine sul ring

Un gran bel pezzo sul pugilato scritto da Roberto Saviano.

Lo trovate qui.

giovedì 10 settembre 2009

Amabili Resti



The Lovely Bones, diretto da Peter Jackson, tratto dal romanzo di Alice Sebold (che ancora non ho letto... è lì sulla mensola che mi chiama, ma prima devo finire L'isola della paura di Dennis Lehane, da cui Scorsese ha tratto il prossimo Shutter Island).

Amabili resti è interpretato da Mark Wahlberg, Rachel Weisz, Stanley Tucci, Susan Sarandon.
Saoirse Ronan è la piccola Susie, quattordicenne, assassinata da un serial killer che abita a due passi da casa. Susie è stata adescata, stuprata, fatta a pezzi e nascosta in cantina. Ma sarà lei, bloccata in una specie di limbo, a raccontare e commentare l'elaborazione del lutto dei suoi genitori e la caccia al killer.

Nutro grandi aspettative per questo film. Peter Jackson forse ha allestito un film meno sontuoso dei precedenti e più vicino al "piccolo" e stupendo Creature del cielo.

Il film uscirà da noi il 29 gennaio 2010.

mercoledì 9 settembre 2009

"Lo Hobbit", via libera al film



Lo Hobbit, il romanzo di John Ronald Reuel che racconta le vicende precedenti alla trilogia de Il Signore degli Anelli, diventerà presto un film. La casa di produzione New Line Cinema ha infatti raggiunto un accordo con gli eredi di Tolkien, che nel febbraio 2008 avevano avviato una causa contro la casa di produzione statunitense, accusandola di aver pagato solo una piccola parte dei diritti d'autore relativi al Signore degli Anelli. Ora, grazie all'accordo, i fan dello scrittore britannico potranno finalmente vedere trasposta sugli schermi la storia di Bilbo Baggings, lo hobbit che entrando in possesso di un anello magico, dà il via alle vicende narrate nella trilogia. L'uscita del film, diretto da Guillermo del Toro, è prevista per il 2011.

Patagonia Express



Ok, le vacanze sono finite, magari non ci siamo neanche rilassati come volevamo, o non siamo andati dove volevamo andare, si torna depressi al solito tran-tran di tutti i giorni, a vedere le stesse facce e sentire le solite chiacchiere, ragione in più per immergersi in un libro di viaggi vecchio stampo, Patagonia Express, dello scrittore sudamericano Luis Sepùlveda.

“La nave si muove - scrive Sepùlveda - punta la prua verso la Baia di Corcovado. Tra poco sarà notte e sono contento di avere abbastanza sigarette, la borraccia piena di vigoroso vino pipeno, e lo stato d’animo giusto per fare tesoro sul taccuino di tutto quello che vedo. Poi navigheremo nella notte australe verso la fine del mondo…”.
Inizia a Chonchi, un porto dell’Isola Grande di Chiloè, anticamera della Patagonia, nell’estremo sud del mondo, il viaggio dello scrittore, che si muove poi verso la Baia di Corcovado, lungo il Gran Fiordo di Aisèn, dentro Trapananda, e poi la Patagonia, selvaggia, emozionante, la Terra del Fuoco con le sue leggende e i suoi racconti, incontrando i suoi abitanti, gli avventurieri, i peones, gli indio, i costumi di gente lontana. Annotando tutto sulle “moleskine”, che un altro grande viaggiatore, Bruce Chatwin, comprò in una vecchia cartoleria parigina di rue de l’Ancienne Comèdie.

Lo stile limpido di Sepùlveda, il suo diario di viaggio dedicato “a tutti coloro che appaiono citati con il proprio nome in questi appunti presi lungo il cammino. Indimenticabili compagne e compagni. Gli unici veri avventurieri che abbia mai conosciuto”, non fa altro che omaggiare una regione “così vasta e colma di avventure che non può essere toccata dalla meschina frontiera che separa la vita dalla morte”. E infatti, alla fine del libro (che finisce, bisogna dirlo, troppo presto, la sete di avventura è inesauribile), lo scrittore è accompagnato da tutti i fantasmi dei suoi amici, “…l’eco dei miei passi si moltiplicava. Non sarei stato mai più solo. Coloane mi aveva passato i suoi fantasmi, i suoi personaggi, gli indio e gli emigranti di tutte le latitudini che abitano la Patagonia e la Terra del Fuoco, i suoi marinai e i suoi vagabondi del mare. Adesso sono tutti con me e mi permettono di dire a voce alta che vivere è un magnifico esercizio”.

martedì 8 settembre 2009

Il ferroviere e il golden gol



Tutte le province sono uguali, che si tratti della Provincia di Roma o quella della Puglia dove è ambientato Il ferroviere e il golden gol, secondo libro (dopo “Piccolo Venerdì”) di Carlo D’Amicis.
La provincia di Carlo è fatta di cassaintegrati e fratelli paraplegici, sindacalisti e ferrovieri, circoli dello sport e dilettanti del pallone. Un mondo intero che gira intorno alla Juventus, ricordando i grandi miti del pallone. E il pallone è proprio il centro dei sogni di questi personaggi, a partire dal protagonista, ferroviere da vent’anni.

“Se ci pensate - dice nell’incipit del libro - il pallone è rotondo solo quando rotola, altrimenti è volatile come la fantasia. E vi assicuro che quel pallone volava, e mentre volava era così bello, ma così bello, che tutti coloro che sollevarono gli occhi per guardarlo (tutti quelli, si capisce, che ancora custodivano un sogno) vi misero dentro i propri perché li portasse via”.

Ho sempre guardato con un misto di curiosità, preoccupazione e ammirazione gli appassionati di calcio, sarà perchè ho adorato giocarlo da ragazzino ma non mi hai preso la vera passione calcistica, quella che mi fa urlare davanti lo schermo, andare allo stadio in qualsiasi condizione atmosferica, intrattenere infinite conversazioni al bar con sconosciuti per una formazione errata messa in campo dall'allenatore. Posso però capire il senso di tutto questo: il calcio come appuntamento settimanale, o quotidiano, da aspettare con ansia, come se da quel tiro, da quel golden gol, da quella faccia amica e sudata del giocatore della nostra quadra, dipendesse una svolta particolare della nostra vita, una deviazione che ci può far uscire dai limiti angusti della routine a volte pesante, a volte noiosa. E allora è meglio correre dietro ad un pallone (anche se solo sognato) piuttosto che rimanere imprigionati per sempre.

Bel libro, questo di Carlo D’Amicis, sincero, ricco di passione per i personaggi, per le loro storie, vero e vissuto come una fotografia ingiallita da cui traspaiono sentimenti profondi. Malinconico, a volte, doloroso, ma anche ironico e divertente. Edito da Transeuropa, purtroppo attualmente introvabile, è un libro che vale la pena scovare nei mercatini e nei negozietti dell'usato, leggere e poi assorbire lentamente. Un piccolo libro, con una piccola storia, in grado di suscitare grandi emozioni.

lunedì 7 settembre 2009

5 - Il film



5, diretto da F.M.Dominedò.

Pulp alla romana?

Devo dire che il film in questione mi ispira. Una specie di Romanzo criminale, senza il retaggio storico, speriamo senza i manierismo di un Tarantino di Provincia che rende opere di questo tipo ridicole sotto il profilo dei dialoghi e delle psicologie.

Il film, narra la storia di cinque ragazzi: Manolo (Matteo Branciamore); Gianni, (Stefano Sammarco); Luigi, (Christian Marazziti); Fabrizio, (Alessandro Tersigni) e Emiliano, (Alessandro Borghi).

La storia è tutta romana ed ha come location Quarticciolo e Roma est.
Una storia di criminalità, con personaggi che sembrano usciti da un fumetto. I 5 ragazzi si conoscono, adolescenti in riformatorio, ciascuno rinchiuso per piccoli reati. Cresciuti in mezzo la strada, riescono a portare a termine una grossa rapina, improvvisandosi come professionisti. Il facile guadagno, le donne e la bella vita che ne saranno l’illusoria conseguenza, che li porterà a varcare la soglia del limite dei successivi giri di affari che sono stati in grado di mettere in piedi. Le continue “dosi” di adrenalina e l’onnipotenza che sentiranno quasi come afferrare ciascuno nelle proprie mani, li condurranno in un mondo più agguerrito, più malvagio, più spietato di loro.

Presentato a Venezia 2009.

domenica 6 settembre 2009

Questo mi era sfuggito! (il film di Sanpei)



Tsurikichi Sanpei
Diretto da Yojiro Takita
Lo voglio vedere!!

...e tanto per fare un tuffo nella nostagia eccovi la sigla completa:



Notare la scena della trota che salta che si ritrova poi nel trailer del film! Basta, vado a pesca... del film!

mercoledì 2 settembre 2009

Bentornati a Charming



8 Settembre
Sons of Anarchy Stagione 2

CortoFonino Filmfest: scadenza il 31 ottobre

Fino al 31 ottobre 2009 sarà possibile inviare video girati con il cellulare per partecipare alla quarta edizione del CortoFonino Film Festival che, da quest'anno, vedrà in un ruolo decisivo la giuria online che selezionerà i venti finalisti.

La premiazione si terrà a Terni il 5 dicembre prossimo.
Il Festival è gemellato con il Pocket Film Festival del Centre Pompidou di Parigi, che ogni anno proietta una selezione dei corti, e con Il Pesaro Film Festival.
Il bando è disponibile sul sito dell'organizzazione, dove potete vedere anche qualche corto messo on line.

Visioni Fuori Raccordo

Scade il 20 settembre il bando di partecipazione per la terza edizione di Visioni Fuori Raccordo Film Festival, il concorso cinematografico dedicato alle periferie che si terrà al cinema Aquila di Roma a novembre.

Il bando è rivolto a tutte le opere audiovisive di durata non superiore ai 60 minuti, di ogni genere cinematografico (fiction, documentario, inchiesta, animazione, etc.) realizzate su qualsiasi supporto e prodotte a partire dall'anno 2008, che affrontano da qualunque punto di vista storie, personaggi, situazioni, percorsi legati ai luoghi e agli abitanti delle periferie di ieri e di oggi.
Anche quest'anno saranno due le sezioni in concorso: Periferie Romane e Periferie Italiane, per ognuna delle quali saranno premiate le migliori opere, saranno inoltre assegnate due menzioni speciali: Migranti e Memoria.

Bando e scheda d'iscrizione su: http://www.fuoriraccordo.it/